• Articolo pubblicato:19 Ottobre 2020
  • Categoria dell'articolo:Universi
  • Ultima modifica dell'articolo:13 Settembre 2021

In un mondo dove esistono armi come i mitra, i cannoni, i carri armati, le bombe atomiche o le supercazzole, i Cavalieri dello Zodiaco si ritagliano un piccolo angolo tutto per loro con il solo scopo di menarsi a vicenda a schiaffoni e tecniche speciali. Tutto perché loro sono protetti dalle armature delle costellazioni… mica cazzi.

Che poi, nessuno ha mai provato a bombardarli o a spararli addosso con un bazooka. Voglio proprio vedere se le loro armature colorate e fin troppo decorate possono fare qualcosa contro la tecnologia militare dell’era moderna.

Se c’è una cosa che caratterizza questo mondo sono le armature dei cavalieri dello zodiaco. Sebbene nella traduzione italiana siano genericamente tutte accreditate come “dello zodiaco”, nella versione originale sono solo quelle d’oro dei guerrieri di Atena a essere, per l’appunto, dello zodiaco.

Non si sa chi le abbia forgiate, probabilmente gli dei, ma ognuna di queste armature è ispirata a una delle ottantotto costellazioni originali che esistevano nella volta celeste dell’antica Grecia. Ci sono tuttavia diverse eccezioni, anche se si tratta di armature filler introdotte solo per mandare avanti l’anime e continuare a macinare soldi con il merchandise. Comunque, ogni armatura si può classificare per il materiale di cui è composta, sebbene anche in questo frangente ci siano eccezioni.

La peculiarità di ogni armatura è che, quando non è indossata, ha le sembianze della costellazione che rappresenta, facendo comparire parti supplementari fittizie per darle la forma ideale. Da questo punto di vista sono magiche, tanto che nella serie alcune di loro sembrano essere quasi senzienti, abbastanza da scegliersi un cavaliere da sole, così come la bacchetta sceglieva il mago in Harry Potter. Infine assumono la taglia giusta per il guerriero che le indossa, senza rischiare di dover tornare da Atena a farsele cambiare perché la mia andrebbe sicuramente troppo stretta e ho già perso lo scontrino.

Pegasus Saint Seyia Cavalieri dello Zodiaco
Quel fighetto di Seiya di Pegasus in posa per le riviste

Metallo resistente, ma non troppo

Le armature di bronzo sono le più merdose della categoria, così fragili che si possono tagliare con un grissino. Rappresentano le costellazioni marginali, quelle che nessuno si ricorda mai, come quelle ispirate allo zodiaco cinese. Dai chi mai ha riconosciuto la costellazione dell’unicorno, del cigno o di Andromeda? Oltretutto sono anche quelle che coprono di meno, spesso dotate di un antiestetico gonnellino in lamiera che anche gli antichi greci consideravano fuori moda. Visto che si frantumano alla stessa velocità delle mie palle quando sento un no-mask urlare che la mascherina gli ha tolto la libertà di respirare, si possono riparare comodamente da Mu, cavaliere d’oro dell’Ariete. A patto di raggiungere un tempio cinese sperduto e di prosciugare metà del proprio sangue. Un affarone.

Le armature d’argento sono quelle di media durabilità, più stilose e fighette rispetto a quelle di bronzo, alcune di esse riescono a coprire ancora meno delle precedenti, lasciando scoperti punti sensibili come i genitali ad esempio. Questo potrebbe spiegare perché molti dei cavalieri d’argento hanno voci femminee. Tra le armature d’argento più conosciute ricordiamo anche quelle delle sacerdotesse del Grande Tempio, tra cui il Cobra di Tisifone (in realtà sarebbe Ofiuco, ma la traduzione italiana ha deciso per il cobra) e l’Aquila di Castalia. Sempre a questo rango appartengono anche le armature ispirate a dei personaggi della mitologia greca, come ad esempio Orfeo o Eracle.

Le armature d’oro sono infine il non plus ultra della categoria, indistruttibili, resistenti al caldo, al freddo e ai film dei Vanzina, sono anche quelle più rare. Così fighe da essere considerate sacre, è proprio per loro che l’anime in lingua originale si chiama “Saint Seiya”. “Saint” ovvero “santo” però, nella traduzione italiana sarebbe risultato blasfemo e per evitare problemi con la chiesa, che in seguito avrebbe additato i Pokemon come seguaci di Satana, si limitarono a un banale “sacre”. Sono ispirate ai segni zodiacali occidentali, proteggono tutto il corpo e hanno uno stiloso mantello bianco che in battaglia svanisce misteriosamente.

Le armature d’acciaio sono tra le armature filler introdotte dall’anime. Sono tecnologicamente avanzate e, se stimolate nel modo giusto, fanno anche il caffè. Sono solo tre, indossate da altrettanti ragazzini quasi preadolescenti. Oltretutto quando non vengono indossate si trasformano in comodi mezzi di trasporto.

Troviamo poi innumerevoli altri tipi di armature, tra cui quelle degli dei (che non si sa mai che un dio debba voler combattere), quelle di Asgard, dei sette mari, dei satelliti, dei giganti, degli angeli, dei morti, delle driadi, degli aztechi, delle gemme preziose e tante altre. Insomma, ogni divinità ha i propri guerrieri con le proprie armature e la cosa bella è che coesistono dei di diverse religioni tutti nello stesso pantheon e tutti in guerra tra loro. Costantemente. Si vede che non c’hanno proprio un cazzo da fare.

Tutte le armature dei cavalieri d'oro ma senza i cavalieri

Dei e cavalieri: tutti pronti a menarsi!

Come abbiamo detto, ogni cavaliere ha il dovere di proteggere il suo dio di riferimento. I nostri eroi sono i toyboy di Atena, una dea reincarnata in una ragazzina, abbastanza inutile, il cui hobby sembra quello di farsi rapire per dare ai cavalieri una scusa per scannarsi con altri cavalieri. Che poi, nella traduzione italiana sono cavalieri, ma giustamente da tutte le altre parti sono chiamati guerrieri in quanto di cavalli non ce ne sono. Ma fa decisamente più figo come nome.

Altro appunto sulla traduzione: i nomi dei protagonisti spesso sono fusi con quello dell’armatura che possiedono. Ecco quindi che abbiamo Pegasus di Pegasus, Andromeda di Andromeda e Phoenix di Phoenix. Ah che bello l’adattamento! Per questi personaggi (e altri), userò i nomi giapponesi. Però dai, a parte gli scherzi, l’adattamento italiano è tra i migliori esistenti. Aulico al punto giusto, in alcuni dialoghi citano anche Dante!

Seiya di Pegasus è il nostro protagonista, un preadolescente di quattordici anni che ancora non ha visto crescere il primo baffetto, ma che si pesta a sangue contro tizi molto più vecchi di lui, accompagnato da altri ragazzini della sua età. Scemo a livelli impensabili come ogni buon protagonista giapponese che si rispetti, è anche il primo del gruppo a fare tutti i level up.

Shiryu del Dragone è un cinese dai capelli lunghi il cui scopo nella storia è di sacrificare la vista e diventare cieco. Più volte. Possiede un mini scudo sul braccio che si dica sia indistruttibile, ma che è sempre la prima parte dell’armatura che viene distrutta. Nella traduzione lo hanno chiamato Sirio, che comunque è un nome un sacco figo.

Hyoga del Cigno è invece un biondino nordico appassionato di immersioni, così esperto che va a trovare la madre morta in fondo a un mare ghiacciato, a maniche corte. Lo ricordiamo anche perché per poter eseguire una tecnica è prima obbligato a fare un imbarazzante balletto che ricorda tanto la “Morte del Cigno”. In Italia si chiama Crystal e comunque lo ricordo solo così.

Shun di Andromeda è l’effemminato del gruppo, quello dalla sessualità confusa che esiste in ogni anime giapponese. Maschio con un’armatura rosa shocking, ha i capelli verdi e armeggia una catena per il bondage.

Ikki di Phoenix è il fratello maggiore di Shun, nonché l’unico che di Atena se ne fotte e che appare solo per salvare il culo al fratello che è una mezza sega e non sa combattere. È uno dei personaggi più cazzuti dell’anime e visto che indossa l’armatura della Fenice, tende a rinascere dalle sue ceneri così come la sua armatura. Tra tutti è sicuramente anche quello più bravo a combattere.

Ares è il villain della prima saga (che poi si scopre essere un altro personaggio, ma non faccio spoiler), chiamato in italiano Arles o più semplicemente il Grande Sacerdote. È fondamentalmente pazzo, come tutti i villain e tiene prigioniera Atena dopo che s’è beccata una freccia nel cuore.

In una delle saghe successive vedremo invece Ade come nemico principale, accompagnato da imitazioni violacee delle armature dei cavalieri d’oro, indossate da cavalieri ormai morti. Tutto sommato una saga interessante, decisamente più accattivante del filler e dell’altra saga che l’ha preceduta, che vedevano come nemici prima Ilda di Polaris (associata a Odino e al mito nordico) e poi a Poseidone, con le sue armature d’oro di scaglie dei sette mari.

Piccola menzione è doverosa anche per i primi cavalieri d’oro, quelli della saga originale, visto che sono i più caratterizzati.

  • Mu di Aries (non quella di Final Fantasy VII) ad esempio è un buddista incallito, buono fino al midollo, tanto da sembrare una versione cavaliere di Ned Flanders.
  • Aldebaran di Taurus è invece il classico palestrato superpompato che in palestra occupa tutti gli attrezzi, tutti insieme.
  • Saga di Gemini è lo spoiler di questa saga. Non dico troppo, ma sappiate che essendo il cavaliere dei gemelli, ha un gemello. Prevedibile.
  • Deathmask di Cancer è il classico cattivo scemo, che spamma solo una tecnica per tutta la battaglia. Bella l’evoluzione del personaggio durante la saga di Hades.
  • Aiolia di Leo è il fratello piccolo e scemo di Sagitter, ma è uno dei primi a ricredersi e a passare dalla parte degli eroi.
  • Shaka di Virgo è un altro buddista. Curiosamente in quanto buddista è il più vicino alla dea Atena. Una dea greca. La coerenza… mah. È comunque uno dei personaggi più fighi e il suo scontro con Ikki di Phoenix è troppo bello.
  • Doko di Libbra non spoilero chi sia in realtà, ma diciamo che si è fatto bellamente i cazzi suoi per 300 anni, in vacanza in un posticino tranquillo.
  • Milo di Scorpio è il classico bulletto di quartiere, un po’ emo incompreso, che se la vanta costantemente perché lui c’ha l’unghia avvelenata.
  • Aiolos di Sagitter, fratello maggiore di Leo, è uno dei cavalieri mancanti perché in gioventù ha fatto la cazzata di salvare Atena da un assassino ed è dovuto fuggire, crepando poi malissimo per mettere in salvo la pargoletta. Neanche era nata che già portava sfiga.
  • Shura di Capricorn è invece uno spagnoleggiante cavaliere un po’ fissato con Excalibur, che vanta di aver ricevuto in dono da Atena. Peccato che si riferisca sempre al suo braccio destro, con cui probabilmente cerca conforto nelle serate tristi e sole. E sono tutte tristi e sole lì nella casa di Capricorn. Non faccio battute sul collegamento tra una spada medievale e la mitologia greca, anche da bimbo scemo qual ero quando vedevo l’anime in TV, notavo l’incongruenza.
  • Camus di Acquarius è un altro cavaliere freddo. È stato il maestro del maestro di Hyoga, quindi è un po’ come se fosse suo nonno-maestro. È così fissato col ghiaccio che ha sempre i piedi freddi e nessuna ragazza vuole dormire con lui.
  • Aphrodite di Pisces chiude la combriccola. Al contrario del suo nome, non ha nulla a che fare con i pesci, ma attacca usando delle rose. Oltretutto è il primo di una lunga serie di personaggi dalla voce, dai modi e dalle movenze gender fluid. Nel senso che non si capisce se è maschio, femmina, ermafrodito o semplicemente scemo.
Gold Saint Cavalieri dello Zodiaco
Tutti i cavalieri d'oro. C'è uno spoiler, ma non lo noterà nessuno.

Il Grande Tempio: un sacco di spazio sprecato

Luogo di addestramento dei nuovi guerrieri di Atena, è un gigantesco monte il cui pendio è puntellato da dodici case dello zodiaco abitate da altrettanti cavalieri… o quasi. Tutti i cavalieri sono agli ordini di Atena, ma non sapendo che il Grande Sacerdote Ares l’ha ferita e poi rapita, per tenerla prigioniera, affrontano i cavalieri di bronzo convinti di essere nel giusto. Peccato che nonostante siano i cavalieri più forti, vengano sconfitti uno dopo l’altro.

Un piccolo buco di trama che mi ha sempre ossessionato da bambino: la trama della prima serie vede i cavalieri di bronzo protagonisti scalare il monte per raggiungere il tempio di Atena in cima e salvare la dea. Ora, visto che in questo mondo esistono gli elicotteri e altri mezzi di trasporto volanti, perché nessuno di loro ha pensato di prendere un cazzo di elicottero per arrivare sul fottuto cucuzzaro di questa collinetta spoglia di vegetazione? Perché sfondarsi di battaglie e innumerevoli scalini quando si può volare? Boh.

Altri reami degli dei

Asgard è l’ambientazione della seconda saga dell’anime e primo fillerone. È un posto freddo abitato da gente che se vai al bar a prenderti il caffè ti fa pure pagare l’acqua. Decisi a volere il caldo della Grecia, mandano uno dei cavalieri a uccidere Atena. Parte così uno scontro che vede i cavalieri di Atena contro quelli di Asgard, comandati da Ilda di Polaris e segretamente manipolati da Loki.

Il fondo dei sette mari lo vediamo durante l’omonima saga. Qui Atena viene rapita da Poseidone e infilata di prepotenza in un silos che lentamente si riempie d’acqua. I cavalieri (sempre gli stessi cinque) saranno costretti a sconfiggere i servi del dio dei mari e distruggere le colonne che proteggono. Si, perché pare che i mari siano “sorretti” da sette colonne protette da altrettanti cavalieri. Irrealistico quanto un discorso di un politico di estrema destra.

Letteralmente ispirato all’aldilà dantesco, il mondo dei morti di questo universo è governato da Ade, che ha deciso di uccidere Atena perché gli stava sul cazzo, e di reincarnarsi in Shun di Andromeda. Anche Ade ha una sessualità confusa probabilmente. Fatto sta che vedremo i cavalieri oltrepassare la porta del giudizio custodita da tre Gran Giudici, per poi fare una passeggiata rilassante (ci si rilassa con scontri sanguinari e sacrifici vari, vero?) tra tutti i gironi fino ad arrivare al Tempio di Ade che, curiosamente, al suo interno custodisce un portale per i Campi Elisi.

Cavalieri dello Zodiaco Netflix
La versione di Netflix. Sembrano fatti di plastilina.

Ogni cosmo è bello a mamma sua

Per tutto, tutto, TUTTO il fottuto anime (o manga), non si fa che parlare del cosmo. Ogni cavaliere possiede un cosmo interiore, una sorta di energia spirituale che permette l’uso delle tecniche peculiari della propria costellazione. Seiya, ad esempio, ha i fulmini di Pegasus, una sorta di onda energetica fatta male, mentre Ikki di Phoenix ha le Ali della Fenice o il Fantasma Diabolico. E così anche tutti gli altri cavalieri.

Ovviamente ogni personaggio dovrà urlare il nome della tecnica prima di utilizzarla, come tradizione giapponese vuole, ma tralasciando sta stronzata, è palese come tutto il potere di un cavaliere derivi dal proprio cosmo. Per poter diventare più potente ed eseguire tecniche più fighette, i cavalieri devono espandere il proprio cosmo fino a farlo bruciare. Tradotto in linguaggio comune: concentrarsi per dirottare tutto il proprio potere in un’unica tecnica più potente.

Più volte sentirete Atena incitare telepaticamente i cavalieri dicendogli di espandere o di far bruciare il proprio cosmo, tutto per raggiungere il livello di potere e consapevolezza che solo un cavaliere d’oro possiede: il settimo senso. Si, se credevate che i sensi fossero solo cinque, vi sbagliate. Nei Cavalieri dello Zodiaco oltre al tatto, al gusto, all’olfatto, alla vista e all’udito c’è anche il sesto senso, ovvero la percezione e addirittura un settimo. Di che cosa si tratta quindi? Nulla, è solo la profonda conoscenza del proprio cosmo interiore. Tutto qui. Non canonicamente esiste poi anche l’ottavo senso, ottenuto da Sisifo del Sagittario nella saga spin-off Lost Canvas. Praticamente sarebbe la capacità di far uscire la propria anima dall’inferno. Comodo, no?

Sta cosa dei cinque sensi viene toccata fin troppo spesso durante le varie saghe, con personaggi capaci di toglierli, altri che li ridanno e Shiryu che diventa cieco. Ancora. E ancora. E ancora. La cecità di Shyriu è un meme almeno quanto le morti di Crilin.

Ade in Lost Canvas. Come possiamo vedere, Ade ha la sessualità confusa tipica di molti personaggi jappo

Lo schema del cattivo standard

In questo universo, più che in qualunque altro, possiamo identificare tutti i cattivi in tre tipologie diverse. La prima è quella del soldato comune, ovvero tutte quelle comparse che vengono disegnate come carne da macello per le tecniche dei protagonisti, che useranno questi poveracci come pungiball o per provare la nuova tecnica di turno. Li si riconosce perché sono tantissimi, attaccano solo in gruppo e generalmente non gli vengono neanche disegnati gli occhi, magari coperti da una fitta ombra proiettata dal loro elmo. Hanno gigni sfacciati e sono soliti urlare come dannati tre secondi dopo aver ghignato, mentre saltano in aria per via di questa o quella tecnica. Sono talmente generici che non hanno né nome, né altro e spesso hanno lo stesso doppiatore. Ne sono un esempio i guerrieri del Grande Tempio (quelli con l’armatura brutta), o pallasiti.

Subito sopra ci sono i miniboss, ovvero quei cattivi che appaiono in pompa magna, si presentano con nomi altisonanti e hanno tecniche dal nome altisonante. Generalmente dicono di essere invincibili, di avere armature indistruttibili, barriere impenetrabili e altre robe così. Il tutto solo per fargli poi stupire quando il protagonista di turno lo pesta selvaggiamente, solitamente dopo il power up del momento. E quando gli sceneggiatori vogliono rendere uno di questi cattivi davvero odioso, generalmente gli affibbiano battute in cui insultano i protagonisti. Spesso più sono odiosi, più velocemente/teatralmente vengono sconfitti. Tra questi si trovano tutti i cavalieri d’oro della prima serie, ma anche i cavalieri dei sette mari, quelli di Asgard, etc…

In ultimo ci sono i main villain, ovvero quei cattivi che sono i veri boss della saga di turno. Spesso sono altri dei, rivali di Atena, che vogliono ucciderla per questo o quell’altro motivo. E con tutta sta voglia che hanno di ammazzarla, finiscono sempre per rapirla senza mai torcerle un capello, aspettando che i cavalieri protagonisti di turno arrivino a prenderlo a calci. Geniale, eh?

Conclusione

Anche se per me i Cavalieri dello Zodiaco rappresentano un pezzo d’infanzia (come immagino sia per tutti i trentenni che stanno leggendo queste parole), sono un’opera eccezionale, un vero e proprio capolavoro dell’animazione e manga degli anni ’80. Come non c’è bambino che abbia provato a fare un’onda energetica, ognuno di noi, almeno una volta, ha immaginato di indossare l’armatura d’oro del proprio segno zodiacale e andare a salvare il mondo. Da cosa? Forse neanche noi lo sapevamo, ma in fondo non ci interessava!