Il profumo di carta (non)stampata

Da piccolo adoravo le edicole. Quel mix di colori e informazioni che non potevo reperire da nessun’altra parte, perché internet non c’era. Per questo motivo, all’interno della mia isola non poteva mancare un’Edicola. E che ci si ritrova dentro? Beh, sono giusto delle categorie in cui ho infilato tutti quegli articoli che non fanno parte del vero core di Omniverse. Ogni categoria è una rivista a sé stante, con copertina personalizzata (tendenzialmente immagini prese da MTG), logo (fatto male) e cattiveria. Soprattutto cattiveria.

Si, in questo blog si bullizzano i mostri mitologici, ma non sono certo l’unico a farlo. Avete presente quegli universi fantasy dove tutto viene stravolto e ogni mito prende direzioni diverse per diventare qualcosa di completamente nuovo e, alle volte, inguardabile? Ecco, in questa rivista si parla di quello. Ovviamente lo faccio con supponenza e spocchia, perché io sono l’unico che può bullizzare i mostri mitologici. Che è sta storia che anche altri ne hanno la possibilità? Non si fa, è mythshaming.

Quest’isola ha una storia, “ma nessuno al mondo sa qual èeeeeeeee!!!” (<- è una citazione alla sigla del Mistero della Pietra Azzurra… si, lo so, sono vecchio. E infantile). L’Isola di Omniverse è un posto magico e fatato, dove il misticismo incontra il gioco d’azzardo e la magia si è presa un lettino sulla spiaggia e se la cazzeggia sorseggiando un mohito. Questa è l’isola felice della mia immaginazione, un posto dove sostanzialmente ci sono solo io e nessuno viene a rompermi il cazzo con quelle fastidiose responsabilità della vita adulta. L’isola è in larga parte inesplorata e solo poche aree sono al momento accessibili. In questa rivista vi presento parti di questo universo che… non esistono!

Adoro collezionare cose. Fin da bambino ho collezionato di tutto, finché non mi sono reso conto che era troppo costoso e ho smesso. Sono povero, purtroppo. Ma collezionare figure di merda era gratis, quindi almeno in quelle ho continuato e ora vivo la mia vita nel disagio e nell’inappropriatezza. Figata, eh? Comunque anche se io sono un pezzente, non è detto che voi lo siate, quindi in questa rivista vi indico tutti i prodotti (che portano avanti la storia) di un determinato universo narrativo, così magari se li volete collezionare, avete almeno una lista di tutto quello che vi manca. Prendete questa rivista come fosse il vostro album delle figurine personale… solo che le figurine sono prodotti costosi almeno quanto un rene e del tutto inutili.

Siamo tutti un po’ un fallimento, vero? C’è chi non si è laureato, deludendo i propri genitori, chi non si è sposato, chi non ha una compagna/o, chi non ha figli e chi non ha un lavoro. Beh, io sono tutte queste persone messe insieme, un coacervo di delusioni e speranze mancate che hanno fatto rimpiangere alla società di avermi generato. E proprio in onore di tutti i miei fallimenti, dalla vita sentimentale a quella lavorativa, passando dalla sfera personale e mentale, ecco che nasce una rubrica dedicata al fallimento: i Secret Fail, parodia spudorata e con probabile rischio di denuncia, dei Secret Lair di Magic: the Gathering.

Come si può esaminare qualcosa nel dettaglio? Beh, fissandola intensamente finché non prende fuoco! Ma non ci vedo un caz… ah, ecco gli occhiali. Ora va molto meglio. Questa rivista parodizza una nota rivista scientifica, ma non tratta neanche lontanamente di scienza. Qui si prende un prodotto da collezionista e lo si esamina nel dettaglio. Perché è stato fatto proprio così? Perché costa un occhio della testa? Perché non posso avere tutto? La vita è proprio triste… per chi si concentra sui beni materiali. Grazie al magico superpotere dei debiti da pagare, la mia coscienza è cresciuta con la consapevolezza che i soldi non fanno la felicità. Ma se li avessi, sarei felice di essere triste… al momento sono solo triste di essere triste.

Classica rivista per uomini duri appassionati del Fai-da-te. Solo che non c’entra un cazzo con il maschio alpha medio, con le riparazioni di cose, né con con la costruzione di altre. A me pesa il culo fare lavori manuali e, visto che questa rivista si chiama Fai-da-ME, è chiaro che col cazzo che mi metto ad aggiustare la roba. Preferisco invece prendere prodotti da collezionismo e rivisitarli, immaginando come li avrei fatti io. Si, so quello che state pensando, ed effettivamente è proprio così: questa categoria racchiude delle inutilissime pippe mentali che assolutamente non miglioreranno la vostra vita, né la mia. Però ehi, a me piacciono, quindi sticazzi.