The Order è una di quelle serie che io chiamo “bambolina”. Cos’è una serie bambolina? Beh è una di quelle dove i protagonisti sono sempre super truccati, con il make up perfetto anche quando sono coperti di sangue, feriti, impolverati, coperti di cenere, etc… insomma in tutte quelle condizioni in cui il trucco non dovrebbe essere proprio al suo posto. E questo vale sia per gli uomini che per le donne.
È una serie young adult, con protagonisti intorno ai vent’anni, ma fondamentalmente con gli stessi stereotipi e schemi narrativi delle serie teen (no, non la categoria di porno). Si, lo so, non ve la sto presentando proprio bene, ma se sono qui a scrivere un articolo su questo universo è perché l’ho trovato quantomeno interessante.
Sommario
The Order: un universo segreto di società segrete
In questo universo gli ordini segreti sono il pane quotidiano. Praticamente ogni politico o personaggio famoso è diventato tale grazie a questo o quell’altro ordine, in quella o quell’altra sede (si perché ogni ordine c’ha quelle due o tre sedi sparse per l’America). Tutti gli ordini sembrano fare reclutamento nei college americani e io all’inizio mi stavo sentendo uno sfigato perché nella mia università d’informatica nessuno ha cercato di reclutarmi per farmi diventare famoso, riducendomi a scrivere articoli in un blog, su miti e universi narrativi. Depression mode: active. Le fortune sempre agli altri. Che palle.
Come detto esistono diversi ordini e ognuno di essi ha diverse sedi, ma a quanto pare succede tutto tra due ordini principali e soprattutto sempre nella stessa università: la Belgrave University. Che culo. Che almeno non ti devi spostare troppo che signora mia i mezzi fanno schifo anche in Ammmerrica e immagina fare due episodi del protagonista che deve sbattersi 30 ore di viaggio.
Prima di dedicarci ai vari ordini della serie, c’è da precisare che la magia di questo universo è come fosse un’essenza personale, può essere tolta, tenuta in ostaggio e data, come fosse un oggetto di uso comune. D’altronde c’è d’aspettarselo da parte di una serie statunitense che uno strumento di distruzione possa essere ceduto come fosse un vibratore qualunque… cioè loro vendono le armi direttamente nei supermercati, accanto al reparto dei surgelati. Non c’è da stupirsi se in un universo in cui esiste la magia, questa venga spacciata come fosse un sacchetto di caramelle.
Prima di andare a divertirci insultando un po’ le varie stagioni, presentiamo le varie società segrete.
Ordine Ermetico della Rosa Blu: i maghetti
L’Ordine Ermetico della Rosa Blu è l’ordine principale che dà il nome alla serie. I membri dell’ordine sono parte integrante del college dove avviene tutto e, in teoria, nessuno ne potrebbe parlare apertamente. Un po’ come il Fight Club. Solo che qui dopo una minima attenzione iniziale, tutti se ne fottono della segretezza e parlano degli affari dell’ordine all’aria aperta, in luoghi affollati e senza farsi alcun problema.
Oltre ad avere un nome così lungo che nella serie stessa lo abbreviano per comodità, è anche quello con la struttura sociale più rigida. A capo di tutto c’è il Gran Magus, una sorta di superstar dell’ordine che vaga di santuario in santuario. Ogni santuario (che poi sarebbe la sede locale), è governato da un Magus, a capo di un gruppo di Magistrati, che a loro volta comandano i discepoli. All’ultimo gradino della gerarchia ci sono i novizi, ovvero i poveri sfigati che stanno cercando di entrare.
Tutto l’ordine, dai discepoli al Gran Magus, indossa delle maschere fatte da teschi di animali morti e tuniche nere, come ogni società segreta che si rispetti. Ovviamente, esattamente come la segretezza di cui sopra, anche queste spariranno in brevissimo tempo. Alla fine dopo che tutti se la sono tolta e abbiamo conosciuto i vari membri, continuare a tenerle è solo un peso… vero sceneggiatura?
Ah mi stavo quasi dimenticando la cosa più importante: questo è l’ordine della magia. Qui i vari membri sono maghi che fanno incantesimi di sangue, usano libri antichi, pronunciano formule in latino americanizzato e compiono riti dallo svolgimento… curioso. Praticamente tutti gli stereotipi dell’ordine segreto magico.
Oltretutto l’ordine abusa del Pulvis Memorie, una polvere magica che ha lo stesso effetto dello sparaflesho di Man in Black: perdita di memoria, sovrascritta da quello che dice chi l’ha somministrata. E quando dico che ne usano tanta, intendo proprio… tanta. Se proviamo a sommare tutte le dosi di polvere che usano durante la serie, secondo me se ne tirano fuori un paio di tonnellate.
I Cavalieri dell'Ordine di San Cristoforo: i cagnolini
Se l’ordine segreto di prima aveva un nome lungo, questo lo è di più. I Cavalieri dell’Ordine di San Cristoforo non sono altro che lupi mannari che combattono la magia, il cui unico scopo, guarda un po’, è quello di sconfiggere l’ordine ermetico della rosa blu.
Di come il mito del licantropo sia trattato in questo universo ne parlo più approfonditamente in questo articolo, ma ora concentriamoci sulla società in particolare, che ha sede in una vecchia casupola abbandonata nel bosco, ma sempre all’interno del territorio della Belgrave University.
La società è composta da pochissimi membri, scelti tutti come “campioni” dalle pelli dei lupi mannari che ne fanno parte. L’Ordine dei Cavalieri di San Cristoforo inizialmente si chiamava Ordine dei Cavalieri della Rosa Blu ed erano al servizio dell’ordine, proteggendo un antico tomo chiamato il Vademecum Infernale. Tipo cani da guardia, ma in versione umana. Chissà se rispondevano a comandi tipo “qua la zampa” e mangiavano croccantini.
Tuttavia quando scoprirono che il Gran Magus era corrotto, abbandonarono l’ordine, giurando di distruggerlo e portarono il libro via con loro. Questo all’ordine non piacque proprio tanto e quindi è da un po’ che si odiano tutti e hanno tanta voglia di ammazzarsi vicendevolmente. Anche perché i cavalieri hanno ancora quel vecchio libro che l’ordine rivuole indietro.
I Figli Esoterici di Prometeo: druidi usciti male
I Figli Esoterici di Prometeo è un’altra delle società segrete, che viene fuori durante la seconda stagione. Si tratta di una comune in cui abitano degli adoratori degli alberi abbastanza fissati, come fossero dei druidi ma senza la capacità di diventare animali. Esattamente come i Kithkin di Magic condividono un pensiero globale, ciò significa che ognuno di loro sa cosa conosce e pensa ogni altro membro.
L’unico vero motivo per farci stare simpatica questa setta di abbraccialberi è che il loro leader è Xavier (non quello degli X-men), interpretato dal magistrale James Masters (Spike di Buffy per capirci), anche se qui ha la voce di un ragazzino di dodici anni.
Sostanzialmente sono innocui, non escono più di tanto dal loro boschetto, che è anche un cimitero se pensiamo che i loro membri morti vengono “piantati” e si trasformano in alberi. Praticamente vivono in una sorta di cimitero verde.
Praxis: l'agenzia viaggi
La Praxis è una società segreta di turisti magici. No, non è una battuta, sono proprio definiti turisti magici, ovvero delle persone con poteri soprannaturali che si spostano un po’ qui, un po’ lì, ma finendo nel bene e nel male a rompere il cazzo alla Belgrave University.
Tra i loro membri ci sono sia maghi che lupi mannari e il loro scopo è quello di rivelare al mondo l’esistenza della magia e di tutti gli accrocchi connessi. Ovviamente questo non sta bene né ai maghetti, né ai cagnolini e neanche agli abbraccialberi, per questo stanno sul cazzo a tutti.
Belgrave University: un college qualunque
Abbiamo finito le società segrete, quindi ora spendiamo due parole sull’università in cui succede tutto: la Belgrave University. Già solo dal nome, si capisce che non è proprio il miglior posto dove andare a vivere visto che “grave” significa “tomba” e che potremmo tranquillamente tradurre come “Università Bellatomba”.
Venne fondata da Ethan Belgrave e pare che sia così prestigiosa che solo i più ricchi ci possono andare. E il nostro protagonista, povero in canna, viene ammesso senza problemi. Comunque, l’intero complesso comprende giusto una mega struttura con diversi padiglioni ed edifici, circondata da ettari di foresta. Dire che si trova in mezzo al nulla è riduttivo.
A dirigere la baracca è Vera Stone, la preside che è anche il Magus dell’ordine e che non presta troppa attenzione allo staff docente che assume. Infatti tra i suoi professori ci sono lupi mannari, turisti magici e altra roba così. Sono sorpreso che uno dei bidelli non si sia rivelato una fatina, generalmente anche questo è un classico.
Maghi vs licantropi: Fight!
Jack Morton è il protagonista della storia. A guardarlo sembra uscito dal video di una canzone dei Beach Boys, dritto dritto dagli anni ’90, con i capelli a scodella, biondo ossigenato e il visetto da bravo ragazzo. Il nostro eroe, cresciuto dal nonno materno Pete Morton, è riuscito a farsi accettare alla Belgrave University perché è alla ricerca del padre, colpevole di aver ucciso sua madre. A guardarlo in faccia, Jack sembra una scopiazzatura, per atteggiamento e aspetto, di un altro Jack molto famoso: quello di Leonardo di Caprio in Titanic. Almeno qui non rischia di affogare. Ok che cercano di ammazzarlo in altri modi, ma son dettagli.
Fin dal suo primo giorno il nostro belloccio incontra quella che sarà la sua crush per tutta la serie: Alyssa Drake. Lei è una dell’ordine e come lo vede decide che gliela vuole lanciare in faccia con la fionda, ma sceglie di fare la preziosa e di farsi desiderare. Anche perché la storia d’amore dei due sarà di quelle super travagliate, come lo stereotipo del teen drama richiede. Durante le prime puntate conosciamo un po’ di personaggi random dell’ecosistema della scuola, tutta gente che, sorpresa sorpresa, si scopre essere parte dell’ordine (inserire qui finta espressione di meraviglia). In questa fottuta università tutto gira intorno all’ordine: o sei un novizio che prova a entrarci, oppure sei uno che ne fa già parte, oppure sei uno che cerca di combatterlo. Chi ha sceneggiato la serie non ha minimamente preso in considerazione la possibilità di inserire nel cast qualcuno che fosse lì, all’università, per fare la cosa più scontata: studiare.
Il nostro Jack ovviamente entrerà a far parte dell’ordine dopo aver superato un noviziato in cui un po’ di gente viene fatta fuori da una creatura inizialmente sconosciuta che poi scopriamo essere un golem. Non quello dei Pokemon però, ma più quello della mitologia ebraica: una creatura di argilla a cui viene dato un ordine e che farà solo quella cosa fino al prossimo ordine. Almeno c’è una leggera accuratezza mitologica, dai. Dove eravamo rimasti? … … Ah si: Jack è entrato a far parte dell’ordine. Nel mentre però il biondo è diventato anche il campione di Silverback, uno dei mannari dei cavalieri, costringendo così il protagonista a doversi smazzare la rottura di palle di dover far parte di due ordini segreti contemporaneamente ed evitare di essere ammazzato male se qualcuno degli Harry Potter mancati dovesse scoprirlo come parte della cucciolata.
Il villain della prima stagione è Edward Coventry, Gran Magus dell’ordine e padre di Jack. Diciamo che non è proprio una personcina carina, di quelle che sfruttano gli altri fino alla morte e che non si fa problemi ad ammazzare qualcuno che gli sta sulle palle. Proprio come lo stereotipo del villain di un teen-fantasy-drama… o di un miliardario americano qualsiasi. Non essendosi mai interessato al figlio, neanche lo riconosce (o forse non sapeva proprio della sua esistenza? Non ricordo. Sto riscrivendo questo articolo a sei anni dall’ultima volta che ho visto la serie) e finisce con l’affidargli il recupero di oggetti magici potentissimi, pur conscio che Jack non sappia usare la magia. No, Edward non è un tipo troppo sveglio. E anche il figlio comunque non scherza. E visto che i problemi padre-figlio sono al centro di tutto l’arco narrativo in cui Edward compare, indovinate un po’ come finisce la storia? No, non ve lo dico, ma so che siete abbastanza intelligenti da esserci arrivati.
Voto per la prima stagione:
6,5 - Dai alla fine una serie godibile se si parte sapendo già che sarà una trashata
La locandina è puro marketing, tanto di cappello a chi se l’è inventata. Ammirate i dettagli che attraggono in automatico spettori e spettatrici: abbiamo al centro la gnocca che ha anche i piedini in bella mostra (do you know what I mean, right?) con lo gnocco di turno disteso che appoggia la testa proprio sull’inguine della ragazza. Già con questa scena, senza niente dietro, metà del pubblico americano è conquistato. Se poi ci metti l’atmosfera lugubre data dalle due figure in fondo, ecco che hai una bella ricetta super trash per qualcosa che ha del potenziale.
Tutti contro tutti: Fight!
Avete presente quando prima ho detto che i cavalieri vanno sempre contro i maghi e cercano di porre fine all’ordine che a sua volta vuole ammazzare tutti i cani per riprendersi il libro che hanno rubato manco fossero dei corrieri di poste italiane (Si, esperienza che mi è successa davvero…)? Ecco, in questa seconda stagione scoppia il bordello. La coppia Jack-Alyssa si lascia e si riprende manco fossero Ross e Rachel (o JD e Elliot) e nel frattempo scoppia il casino tra gli ordini perché vengono inseriti nella lore tutta una serie di personaggi che fanno parte di altri ordini. Abbiamo gli abbraccialberi e i turisti per sbaglio, nonché tutta una serie di personaggi che vengono introdotti in maniera così caotica che non si dà la possibilità allo spettatore di apprezzarne neanche uno. E alle volte anche capire chi è un determinato personaggio risulta difficile.
L’unica cosa che ricordo con chiarezza di questa stagione è che per un certo periodo il nostro Jack si ritrova ad essere il campione di due pellicce diverse, che giocano agli hunger games dentro di lui per vincere il controllo sul povero biondo. Se sulla prima serie avevo qualcosa di interessante da dire, ammetto che la seconda è scesa così in basso, sia per trama che per evoluzione dei personaggi, che non posso che comprendere la scelta di cancellare la serie e spedire tutta la lore a fare compagnia ad altri celebri nomi che hanno subito lo stesso destino. Il problema di quando non si hanno più idee è che si cerca di infilare dentro la trama tutta una serie di mezze storie che finiscono solo con il confondere lo spettatore. E che sia strapiena di mezze idee mai realmente elaborate a fondo, si vede benissimo: in pochissime puntate si diramano tante trame separate e sconnesse tra loro che uno a un certo punto si chiede: ma quale cazzo era la trama principale?
Che si, uno capisce che la trama principale è ancora lo scontro tra i lupi e i maghi, ma se non ti sai innovare e speri di buttarci dentro la qualunque per confondere lo spettatore e non fargli notare che non sei capace di portare avanti la storia, beh succede che quello spettatore alla fine se ne rende conto e ti manda a quel paese. Ed ecco perché ci fu un drastico calo degli ascolti e una conseguente cancellazione.
Voto per la seconda stagione:
4 - Una stagione troppo confusa per avere un senso
Questa locandina invece non dice nulla. I personaggi sembrano di plastica, lo scarabocchio sullo sfondo, non crea atmosfera e l’unico richiamo effettivo alla lore della serie è la rosa blu. Che spreco. E dire che alla fine della prima stagione mi son detto: ehi dai, non sembra essere male, magari migliora. E invece nulla. Vabbé dai, me ne sono già fatto una ragione.
Conclusione
Come prodotto, alla fine è una discreta serie, di quelle che non mi lasciano poi così tanto con il fiato sospeso, ma che metto quando ho voglia di rilassarmi e non pensare a niente. Una di quelle dove non devo sforzare il cervello per seguirla e che se mi distraggo nel guardarla, so che non mi sono perso niente. Che poi, alla fine, è la definizione perfetta delle “serie bambolina”. La serie è stata cancellata dopo la seconda stagione direttamente da Netflix, quindi possiamo dire che la Belgrave University ha definitivamente chiuso i battenti.
The Order, voto finale:
5,25/10 - Aveva del potenziale, più che altro perché quando ci infilava dentro dei mostri mitologici, cercava di essere coerente la leggenda in questione. Ma per il resto non si raggiunge la sufficienza.
