Chiunque riuscirà a trovare tutte e sette le sfere del drago, potrà evocarlo ed esaudire qualsiasi desiderio. Questo è l’incipit di Dragon Ball, che appunto significa “sfere del drago”, e permetterà al piccolo Goku di avere una scusa per viaggiare per il mondo vivendo avventure fantastiche. E questo non lo dico io, ma è proprio parte del testo della sigla italiana, cantata dal mitico Giorgio Vanni.
Quest’opera storica, sia come manga, sia come anime, ha segnato la vita di tutti noi nati dopo gli anni ‘80. Si tratta di un universo immortale che è famoso anche ai più piccoli e che, purtroppo, va avanti da un po’ troppo tempo.
Per chi volesse sentirmi chiacchierare di Dragon Ball e Toriyama, in Tazza Narrativa io ed Eugenio ne abbiamo parlato ampiamente. Ascoltatelo… please. Ci mettiamo tanto amore (e humor) nel realizzarlo.
In questo episodio di Tazza Narrativa con Eugenio e Marco parliamo di:
- Dragonball
- Arale
- Muratori
Risorse menzionate nell'episodio:
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Tazza Narrativa è un podcast di Eugenio Liotta con Marco Maiorano per SottoCoperta Studio

Sommario
Le palle del drago
Io vorrei potervi dire che Dragon Ball ha una trama incentrata sul ritrovamento delle sfere del drago, ma sappiamo tutti benissimo che non è così. Quello della ricerca delle palle del drago è solo un pretesto per tirare in scena il classico stilema narrativo del viaggio dell’eroe, che più viaggia e più diventa forte.
Negli shonen è anche un pretesto per permettere al protagonista di mazzuolare selvaggiamente tutta una serie di nemici, dove il successivo è sempre un po’ più forte del precedente, permettendo all’eroe, in questo caso Goku, di diventare gradualmente più potente e sbloccare nuove combo con cui pestare il prossimo cattivo. Generalmente i power up migliori li si ha durante il combattimento stesso proprio col cattivo di turno.
Ed è così che le avventure del piccolo Goku diventano le avventure del Goku adolescente che ha già messo su famiglia, per poi passare al Goku nonno. Capite però che in tutto ciò le palline del drago non sono minimamente prese in considerazione se non come pretesto basico per continuare a resuscitare gente che, ad ogni apparizione di un nuovo cattivo, si ostina a continuare a morire. Basta ragazzi, abbiate la decenza di smetterla di fare avanti e indietro dal mondo dei morti.
Vi dirò: io non sopporto i filler e, purtroppo, Dragon Ball ne è pieno. Non ho intenzione di parlare di tutti i vari film OAV filleroni che vanno a introdurre personaggi che, seppur iconici, non riesco proprio a sopportare. Uno su tutti è Broly… quanto mi sta sulle palle Broly.
Detto questo si passa alla ciccia del discorso. L’universo di Dragon Ball ha raccontato molto nel corso degli anni, ma era una serie bella e finita col mitico GT (che a me è piaciuto) che è poi stata resuscitata per continuare a lucrare sulla nostalgia di noi trentenni/quarantenni. Male Toei, molto male. Ah, non vi parlerò di nessun manga, perché non ne leggo.
Bimbo-scimmia cerca le palle
La prima serie è effettivamente quella incentrata sulla ricerca delle sfere del drago. Anche se già qui possiamo vedere come, con l’avanzare degli episodi, Goku diventi sempre più centrale. E chi è Goku? Beh si tratta di un bambino scemo con la coda da scimmia, che diventerà un adulto scemo, ma senza la coda da scimmia. Tuttavia è anche uno degli esseri più forti dell’universo.
Tutto inizia con il suo arrivo sulla terra in una capsula spaziale, che si schianta al suolo come una catapulta. Il nostro novello Superman è un neonato senza nome che viene ritrovato da Gohan, un anziano eremita che vive in una capanna di fango e merda in cima a una montagna. Gohan custodisce anche una palla di vetro arancione con 4 stelle, che non si sa a cosa serve.
Un bel giorno, quando Goku ha 4 anni, nonno Gohan muore e arriva una rompipalle con i capelli blu che cerca proprio quella sfera. Goku, che la considera l’unica eredità del nonno, decide di partire con la ragazza a caccia di tutte le altre sfere del drago. Come abbiamo detto è un bambino scemo: non ha mai visto una ragazza e non ci pensa due volte a denudare la povera Bulma per vedere se anche lei ha la coda. Anzi, meglio dire… in originale è Bulma che propone al piccolo Goku di farsi vedere nuda.
Piccolo appunto su questa cosa: nell’originale (quindi quello non censurato dai quei bigotti del Moige), Bulma sembra conoscere perfettamente le perversioni maschili e, da brava sedicenne, ha già capito quanto il suo corpo possa avere effetto sugli uomini. Solo che la nostra protagonista femminile (perché si, nella prima serie è la protagonista femminile), non ha capito che le sue curve con un bambino di 4 anni che non sa cosa sono le femmine, non servono a niente. Saranno poi sicuramente più efficaci con il maestro Muten (alias il Genio delle Tartarughe di mare).
Comunque, tornando a Goku, la storia della coda è un po’ un problema per il nostro eroe, che se guarda la luna piena diventa uno scimmione licantropo senza controllo e grande quanto Godzilla. Tutto finché non arriva il mattino, oppure gli si taglia la coda. Scopriremo infatti che fu proprio durante una di queste trasformazioni che nonno Gohan decise di passare a miglior vita. Ovviamente a trasformazione finita Goku non ricorda niente, cosa che comunque non si differenzia dalle giornate del nostro bimbo visto che, come la gran parte dei protagonisti degli shonen, è estremamente forte, ma anche estremamente scemo.
Ma vabbé. Il viaggio parte e la nostra novella coppia di eroi si unisce ad altri personaggi per continuare la ricerca delle sfere. Da notare come molti dei nuovi amici di Goku vengano presentati come nemici, uno stilema narrativo che è ripreso fin troppe volte in questo universo. Tra i nemici degni di nota abbiamo Pilaf, il Fiocco Rosso (un’organizzazione palesemente ispirata alle SS con un pizzico di nazismo, con dentro però un sacco di stereotipi russo-americani) e Taipai, un tizio cinese che ha l’hobby di viaggiare su alberi e pali della luce che lui stesso lancia per aria. Tutta la prima parte della serie finisce con l’evocazione del Drago Shenron e la realizzazione del primo desiderio mai espresso nella serie: un paio di mutandine da donna.
Ed è qui veramente che le sfere del drago smettono di avere senso. Scopriamo infatti che dopo la realizzazione del desiderio, il drago scompare e le sfere vengono nuovamente sparpagliate per il globo terracqueo. Oltretutto per ricaricare il loro potere, per un anno saranno simili a sassi sferici. Questo pretesto narrativo del cazzo è quello che permette alla serie di passare il focus tutto su Goku, senza lasciarlo mai più. Da questo momento in poi infatti le sfere saranno solo un contorno, ritornando davvero centrali solo un po’ durante la saga di Namecc e in Dragon Ball GT.
Goku torna quindi dal genio delle tartarughe di mare, un anziano pervertito che, come una novella tartaruga ninja, gira sempre con un guscio appeso sul dorso tipo zaino. A cosa serve? Boh, non lo sapremo mai. Ci torna ovviamente per farsi allenare e diventare più forte, anche perché viene finalmente introdotto il torneo mondiale di arti marziali: il Tenkaichi.
Qui conosciamo anche Crilin, un bambino pelato senza naso che sembra una sfera del drago, che diventerà il migliore amico di Goku.
Nel corso della serie Goku affronterà boss a difficoltà crescente, come ogni buon shonen che si rispetti. Il boss finale della serie è Al-Satan, che è una specie di alienone verde vecchio e rinsecchito che vuole conquistare il mondo. Nel frattempo Goku passa ad allenarsi con gente di varia natura, dal gatto Balzar, al Supremo (che in originale si chiama Dio, ma che nell’adattamento ha misteriosamente cambiato nome… chissà come mai…) che altri non è se non la versione buona di Al-Satan.
Dopo la sua sconfitta, Al-Satan vomita un uovo, dal quale nascerà suo figlio Piccolo (che si chiama proprio Piccolo, oltre che essere piccolo), che una volta diventato sedicenne come Goku, si sfiderà in uno scontro fantastico di ben 3 puntate (lo scontro più lungo fino a questo momento), dal quale il nostro protagonista verrà fuori vincitore, con tanto di ragazza già apparecchiata per essere messa incinta. Che qua non dobbiamo perdere tempo e bisogna subito mettere su famiglia.
Voto per Dragon Ball:
7 - Serie divertente senza pretese!
La trama non è che sia poi così intricata, anzi, è abbastanza lineare. La prima serie non solo è particolarmente divertente rispetto alle altre, ma ha anche una variabilità nel design dei personaggi decisamente originale. Teniamo conto che, sebbene vengano considerati tutti umani, nella popolazione ci sono animali antropomorfi, gente dalla pelle di vari colori (Pilaf è blu), uniti tutti sotto il termine “umanità”. Alla faccia di tutti quei bianchi razzisti, bigotti e rincoglioniti che piangono perché il loro colore della pelle è migliore di quello di qualcun altro. Ma ne parliamo più avanti.
Z non era una lettera
Si chiama Z, ma quello era un 2 scritto male. No, non me lo invento io, è stata proprio una dichiarazione dell’autore, Akira Toriyama. In Dragon Ball Z Goku è adulto, si è sposato con Chichi e ha un figlio: Gohan. Tutto è bello e meraviglioso finché un altro tizio con la coda arriva sulla terra. È il fratellastro di Goku, Radish, e grazie a lui scopriamo le vere origini del nostro eroe, che in realtà è uno degli ultimi membri di una razza di alieni nazisti che vogliono conquistare l’universo.
Questa è forse la storia più iconica di Dragon Ball, dove la ricerca delle sfere cade definitivamente in secondo piano per passare agli scontri epici contro nemici come Vegeta, Freezer, Cell e Majin Bu. Con il passare degli episodi Goku si allena con maestri sempre più forti, superando tutti. Muore contro Radish, affronta il serpentone nell’aldilà e si allena da Re Kaioh, per poi resuscitare grazie alle sfere (Gesù 1, Goku 1) e sconfiggere Nappa e Vegeta, altri due sayan che erano venuti sulla terra col solito scopo di conquistarla. Vegeta scopre delle sfere del drago e decide che vuole diventare immortale. Spoiler: nonostante tutte le serie successive e le infinite possibilità di chiedere al drago l’immortalità, non lo farà mai.
Intanto anche Freezer ha scoperto delle sfere, visto che Vegeta lavorava per lui, quindi il nostro elettrodomestico cattivo preferito si reca su Namecc, pianeta di origine del Supremo, per radunare quelle originali ed evocare il vero drago delle Dragon Ball. Arriva sul pianeta accompagnato da tutta una serie di disagi umanoidi, tra cui la squadra Ginew, un gruppetto di guerrieri d’elite che muore malissimo proprio contro Goku, che nel frattempo si è allenato a gravità 100 (cosa impossibile scientificamente, ma non stiamo a cercare il pelo nell’uovo). Visto che, per pretesto di trama, anche Crilin, Gohan e Bulma, sono su Namecc, Goku corre a salvarli.
Goku arriva, ammazza la squadra di pirla e inizia a mazzuolare Freezer, che sfodera ben tre trasformazioni diverse, finché non ha la malsana idea di ammazzare Crilin (1/3 morti. Achivement unlocked), cosa che fa sbarellare Goku, che si trasforma in super sayan, sfoderando un’invidiabile capigliatura bionda, gli occhi azzurri e un po’ di fulmini tutto intorno. La trasformazione lascia noi bimbi spettatori col durello e la voglia di vedere il sangue di Freezer, mentre il povero Vegeta rimane solo con le lacrime d’invidia. Come dice lui: “I wanna be a super sayan, I wanna, I wanna, I wanna“.
In uno scontro dove Namecc sarebbe dovuto esplodere in 5 min (lo dice Freezer, eh), noi ci suchiamo la bellezza di 19 episodi da 20 min. Facendo due calcoli sono circa 6 ore e mezzo. Comunque Freezer viene battuto, il pianeta esplode e Goku vaga mezzo morto nello spazio (cosa? L’ossigeno? Per i sayan non sembra essere un problema).
Torniamo sulla terra un anno dopo. Bulma, che ha sempre avuto la passione per i barbari ignoranti, si è sposata Vegeta e ci ha fatto pure un figlio, Trunks. Nel frattempo Freezer, trovato e aggiustato da suo padre e suo fratello, arriva sulla terra giusto in tempo per essere tagliato in due dal Trunks del futuro, tornato nel passato per impedire agli androidi di distruggere il mondo. Anche Goku ritorna, ora col potere del teletrasporto, oltre che con un potere di lettura della mente che non vedremo usargli mai più.
E mo che sono sti androidi? Sono degli umani artificiali, creati dal Dr. Gelo, un residuato bellico ancora in vita del Fiocco Rosso, pensati come pappa pronta per il vero villain di questa saga: Cell, un insettone gigante a cui piace bere le persone usando la sua coda come cannuccia. Il suo scopo è quello di papparsi C17 e C18 (i due androidi), per diventare perfetto. Visto che ormai delle sfere del drago se ne sono dimenticati tutti, Cell perfetto organizza un torneo Tenkaichi tutto suo, con black jack e squillo di lusso, invitando Goku e combriccola. Ai combattenti si unisce anche Mr. Satan (Toriyama aveva una fissa per sto nome… è almeno il terzo personaggio a chiamarsi così… e invece no, è l’adattamento di Mediaset), un umano inutile e codardo che cerca solo di attribuirsi meriti non suoi per continuare a essere famoso. Praticamente un politico. Durante lo scontro Goku ci muore, lasciando la battaglia finale a Gohan, che tra una bestemmia e l’altra cancella Cell dalla vita come io farei volentieri con i politicanti attuali.
L’ultima saga di Dragon Ball Z è quella con Majin Bu, una big babol troppo cresciuta che trasforma le persone in dolcetti e se le mangia. Carino, no? Ecco, questa parodia di Kirby nasconde al suo interno un tizio piccolo fatto di pura malvagità che ovviamente verrà ammazzato da Goku, che è ancora morto, dopo aver raggiunto il super sayan 3 (perché i sayan c’hanno i livelli, come nei videogame), aver sfoggiato un mallet da paura ed essersi cerettato le sopracciglia.
Fine di Z? No. La serie finisce con un torneo Tenkaichi, dove Goku partecipa e incontra Ub, un ragazzino di colore che è la reincarnazione della parte buona di Bu, quindi adesca il ragazzino e se lo porta via abbandonando il torneo con la scusa di allenarlo.
Voto per Dragon Ball Z:
9 - Il vero Dragon Ball, quello che conosciamo tutti!
Dragon Ball Z è una di quelle rare eccezioni dove il sequel è nettamente migliore dell’originale. Le saghe sono appassionanti, i nemici sono ben caratterizzati e bene o male si finisce sempre col farveli stare sul cazzo. E quando un’opera riesce a farvi stare sul cazzo un villain, allora ha fatto bene il suo lavoro. Oltre a questo, la serie non corre e tutte le vicende si evolvono con il giusto tempo e prendendosi i giusti spazi, sebbene ci siano di mezzo dei filler che avrei preferito dimenticare. I filler sono il male, sappiatelo.
Gran Turismo spaziale
GT… “Dragon Ball GT, siamo tutti qui, non c’è un drago più super di così…” (e invece c’è). La sigla di Giorgio Vanni è spettacolare, a me piace anche più di quella di Z, ma per affetto, la serie Z rimane comunque la migliore. Oltre che per quel piccolo dettaglio che l’INTERA SERIE È UN FILLER!
Ma è un filler fatto bene, tanto che, nonostante sia bistrattatissima dai fan, a me piace davvero molto. E vi chiederete: perché? (non ve lo siete chiesti? Vabbé, ve lo dico lo stesso) Beh… perché finalmente le palle del drago tornano centrali nella storia! C’è da dire che se anche la serie non fa parte del manga, ma è tutto frutto della Toei Animation, Toriyama ci ha messo comunque mano, creando il design di alcuni personaggi e disegnando il logo e scegliendo il titolo. GT dunque sta per Grand Tour. Beh si, alla fine è Gran Turismo, ma alla Dragon Ball.
Tutto parte dal nostro Pilaf, personaggio dimenticato della prima serie che ancora non ha abbandonato il desiderio di conquistare il mondo. Queste sfere però non sono quelle classiche, bensì hanno le stelle di colore nero e il drago che appare è invece di colore rosso. Pilaf, per errore, esprime il desiderio di far tornare Goku bambino. Le sfere una volta esaudito il desiderio, si spargono per tutto l’universo e Re Kaioh informa il nostro nonno-bambino che vanno recuperate entro un anno altrimenti la terra andrà distrutta.
Così parte tutta una ricerca interspaziale, con Goku, Pan e Trunks che se la spassano tra un pianeta e l’altro alla ricerca delle nuove sfere del drago. Ad aiutarli ci sarà un robottino, Gil, che si mangerà il radar cercasfere, costringendo i nostri a portarselo dietro per capire dove diavolo siano finite le altre palle. Durante il viaggio trovano un nuovo nemico, Baby, un essere che ha perso il suo pianeta ed è in cerca di una nuova casa.
Radunate tutte le bocce, il team torna sulla Terra e scopre che Baby ha preso possesso del corpo di Vegeta, ma Goku, trasformandosi nel figherrimo super sayan 4, mette fine al combattimento. Come al solito, Vegeta viene sconfitto. Nel frattempo però arriva Super C17, una fusione tra c17 e una versione alternativa creata da un Dr. Gelo alternativo, che ammazza un sacco di personaggi conosciuti. Goku lo sconfigge e, come fanno sempre, radunano le bocce di Shenron per resuscitare un po’ tutti.
Ma Shenron si è abbondantemente rotto le palle di esaudire sempre lo stesso desiderio e, a causa del troppo utilizzo, le sfere si corrompono, lasciando apparire un drago blu che non solo non esaudisce un cazzo, ma si divide in sette draghi malvagi, uno per ogni sfera. Questi draghi, che non hanno neanche lontanamente la forma di draghi, sono in realtà sette personaggi che riprendono un po’ di vecchi design di altri personaggi della serie, modificandoli un po’. Una sorta di color correction, ma più accurata.
I nostri devono quindi vagare per il pianeta, sconfiggere uno ad uno tutti i draghi malvagi (ognuno nato da un particolare desiderio che è stato espresso nel corso della serie) per poi arrivare a scontrarsi con Li Shenron, il drago della prima sfera, nato dal desiderio di riportare in vita tutti i morti ammazzati da Freezer & co durante Z. Questo drago è così potente che fa il culo a Goku e Vegeta entrambi super sayan 4, così i due si fondono nel mastodontico, fighissimo, eccezionale e unico… Gogeta!
Insieme fanno il culo a tarallo a Li Shenron, ma la fusione dura troppo poco e i due tornano a farsi sbattere dal villain come fossero prostitute in una nottata molto affollata in tangenziale. Alla fine Goku tira su una genkidama gigantesca facendo appello a tutti i personaggi incontrati durante il viaggio nell’universo e banna Li Shenron dall’esistenza come si fa con i cheater negli MMORPG.
Alla fine della fine di tutto, ben 100 anni dopo queste vicende, Goku jr. e Vegeta jr. entrambi discendenti dei rispettivi sayan, anche se ancora bambini, se le danno di prepotenza al torneo Tenkaichi. FINE. Dragon Ball finisce qua. No, non c’è altro giuro… maledizione!
Voto per Dragon Ball GT:
8 - Finalmente una serie che si ricorda delle sfere!
Sarà un filler, ma almeno è decente. Magari non brilla in alcuni momenti, tipo la saga di Baby l’ho sempre trovata noiosa, ma la battaglia contro Li Shenron mi ha sempre gasato un sacco, specialmente quando arriva Gogeta. Mi è piaciuta molto anche la parte in cui tornano alla ricerca vera delle sfere del drago e si, ho deciso di ignorare completamente il pretesto di trama insulso e banale che si sono inventati. Perché è Dragon Ball e qualche cosa di insulso e banale ogni tanto fa bene.
Dragon Ball Super...cringe
Dragon Ball, come serie, non è mai stata troppo fissata sulla canonicità. In generale comunque le opere giapponesi puntano molto più sulla spettacolarità, costringendo cose secondarie come la continuity un po’ al margine. Ecco, un bel giorno vengo a sapere che, dopo forse 17 o 18 anni dalla messa in onda di Dragon Ball GT, la Toei è tornata a ripescare l’universo di Dragon Ball con una serie tutta nuova, che va a prendere i due film usciti nel frattempo e li ripropone in chiave seriale andando anche ad ampliare la storia. Era una buona idea? Decisamente no, soprattutto per le criticatissime animazioni che facevano piangere gli occhi. Io alle elementari disegnavo meglio.
Ma la Toei corresse il tiro e tirò fuori una saga in cui Goku affronta Beerus, il dio della distruzione, giunto sulla terra in cerca di un degno avversario con cui menarsi. Ovviamente il più decente è Goku, che ottiene il power up della color correction rossa (alias super sayan god) dopo che tutti i sayan e mezzi sayan presenti sulla terra (anche quelli non ancora nati per esempio), fanno un giro giro tondo intorno a Goku. Il power up più disagiante della storia degli anime, nonché quello più anonimo e inutile, oltre che essere quello meno spettacolare. Insomma, sta saga fa schifo.
Visto che alla Toei pare che lo sforzo di inventarsi un nuovo villain non volessero farlo, ecco che ritorna per l’ennesima volta Freezer, anche lui con un colore tutto nuovo: oro metallizzato. Nel frattempo Goku ha passato il livello del sayan god, diventando un super sayan god, con i capelli azzurrini. Che vabbé, ormai abbiamo capito che non si fanno più problemi e navigano nel disagio. Comunque: Freezer ritorna e, in neanche quattro giorni, passa il suo livello arrivando alla sua versione oro. Ora… io potrei anche farmi molte domande sulla continuity che Super manda a cagare, ma evito perché mi viene il nervoso.
Battuto anche Freezer si passa a un villain tutto nuovo: Goku, ma con i capelli rosa. Si. Zamasu, uno dei tanti Kaioshin, è riuscito a impossessarsi del corpo del Goku di un altro tempo, ma nella trasformazione in super sayan, il potere del Kaioshin si è mescolato con quello del sayan, dando vita a questa nuova colorazione di capelli. Chiaramente è una di quelle cose forti quanto un cazzo di dio dei sayan in versione super sayan. L’unica cosa che salvo di Zamasu è il doppiaggio italiano di Maurizio Merluzzo, per il resto il personaggio fa cagare e mi ha annoiato un sacco.
Approfittando della questione degli universi (e noi scopriamo che l’universo del nostro Goku è il 7), ecco che vengono introdotti nuovi personaggi per una saga basata sull’ennesimo torneo, però questa volta tra l’universo 6 e il 7. Universi che hanno per dei della distruzione Champa (il 6) e Beerus (il 7), che a quanto pare sono fratelli. In questo universo troviamo quantomeno un paio di personaggi interessanti, tra cui Hit (si scrive così? Boh). Scopriamo anche che esistono delle sfere del drago multiversali, che evocano il drago creatore di tuttecose. Ogni sfera è grande praticamente quanto un pianeta. Che bello, si sono ricordati che in Dragon Ball ci sono anche delle ball di dragon.
Arriviamo alla saga finale di Super, ovvero il Torneo del Potere, anche detto “l’unico motivo per vedere questa serie“. Ora si che ci capiamo. Con un pretesto veramente del cazzo (Goku voleva combattere contro gente forte), il bambino-dio che sembra aver creato tutto decide di indire un torneo dove partecipano i dieci guerrieri più forti di ogni universo. La posta in palio è la sopravvivenza visto che Zeno non si fa problemi a cancellare i perdenti con un gesto della mano. Chi vince potrà poi farsi esaudire un desiderio direttamente dal drago-creatore supermegapower con le palle grandi quanto pianeti. Non vi dico come va a finire, ma questa saga è bella, Goku sviluppa un nuovo power up e in teoria Dragon Ball finisce qui. Per ora.
Voto per Dragon Ball Super:
5 - Ci hanno riprovato, hanno fallito
Temporalmente all’interno della continuity, questa serie dovrebbe svolgersi tutta prima di GT, in teoria poco dopo la sconfitta di Kid Bu e prima del torneo in cui Goku incontra Ub. Però ci sono così tante incongruenze e così tanto grandi che, uno smette di farsi domande per evitare di fare sangue acido (detto che da me significa “incazzarsi e innervosirsi senza poter fare nulla”). Della serie salvo solo il torneo del potere, il resto mi ha fatto abbondantemente cagare e mi ha anche discretamente annoiato. Se non ci fosse la saga del Torneo del Potere, il voto finale sarebbe stato 3. E sarei comunque stato buono.
Da videogame a serie animata è un attimo
Di videogame basati su Dragon Ball ce ne stanno a decine e per tutte le console. Tuttavia uno di questi, Dragon Ball Heroes, fece molto successo perché proponeva una trama originale, mischiata a un mappazzone incredibile di tutti i personaggi di tutte le serie, con tanto di aggiunta di varianti impensabili. Il tutto miscelando il gioco di carte collezionabili con il videogame… come? Facendo inserire nella console delle carte specifiche che sbloccavano personaggi, potenziamenti e missioni secondarie. Ovviamente, vista la fama di Dragon Ball e la ludopatia dei giapponesi, sta roba spopolò in tempo zero. Oltre a questo c’è da considerare che la storia, così come i contenuti sbloccabili, prevedevano delle sequenze animate in cell shading (la grafica cartoonata dei vari Budokai Tenkaichi per playstation) totalmente nuove, che fecero sognare tutti i vecchi fan.
E come la società capitalista vuole: se c’è della gente pronta a spendere il proprio denaro in puttanate, le si danno quelle puttanate. E quindi per cavalcare la popolarità del gioco ecco che viene fuori Super Dragon Ball Heroes, un anime in cell shading che cerca di dare una storyline al mischione infinito di varianti e di carte che pian piano hanno pubblicato. Non sto qui a parlarvi delle varie saghe perché per quanto mi riguarda non esistono. Gli episodi durano in totale 8 minuti, che comprendono la sigla iniziale, quella finale e lo spot del videogame. Sapete quanto rimane all’episodio vero e proprio? 5 minuti scarsi. Ci presentano Kaioshin del tempo, pattuglie del tempo e altre cazzate del tempo, tutto per giustificare la presenza contemporanea, nella stessa linea temporale, di svariati Goku e Vegeta. Perché alla fine lì si va a parare. Sempre Goku e Vegeta. Ci buttano dentro anche qualche villain carino ma dal design riciclato… tipo Ozotto è una fusione malriuscita tra un namecciano e Majin Bu, mentre Heart è praticamente una versione umana di Baby quando prese il possesso di Vegeta sulla terra. I combattimenti fanno cagare e i personaggi sembrano animati come fossero dei pupazzi giocattolosi… che poi è quello che devono sembrare visto che ci fanno figure a manetta.
Voto per Super Dragon Ball Heroes:
2 - La devastazione di un franchise
How to: rovinare un franchise. Il problema è che sta cosa è ancora acclamata e applaudita dai giapponesi, segno che effettivamente la soglia dell’attenzione è calata globalmente. Perché faccio fatica a pensarvi persone intelligenti se mi acclamate a capolavoro degli episodi di 5 minuti scarsi, con una trama scialba e le animazioni inguardabili, solo perché vi buttano dentro Gogeta super sayan di quinto livello o cazzate simili. E lo dico perché la serie l’ho vista… tutta. Ed è ancora in corso. Perché continuo a guardarla? Perché sono un completista. Mannaggia a me.
Evolution, ma mica tanto
Forse uno dei peggiori adattamenti di un anime, mai realizzato nella storia dell’umanità. Vi giuro, non credo esista niente di peggio… forse solo la versione Netflix di Death Note. Mentre scrivo questo pezzo ho scoperto per puro caso che esistono altri due live action di Dragon Ball, che prima o poi recupererò, andando a riscrivere questa parte come se non fosse mai esistita. Ah, il bello dei blog.
Allora, la trama è molto semplice: Lord Piccolo, si è liberato dopo qualche millennio di prigionia e ha intenzione di conquistare il mondo. Nel frattempo, in Ammmmerrica, un giovane adolescente di nome Goku è alle prese con la sua vita da liceale, con tutti gli stereotipi della vita da scolaro americano: armadietti, bulli e ragazze popolari che non lo cagano. Conosce però Chichi, che è popolare e che lo caga perché lui si dimostra pratico di arti marziali contro i già citati bulli. Stranamente non c’è una sparatoria in questa scuola… si vede che i giapponesi non conoscono il sistema scolastico americano.
Nel frattempo il nonno di Goku muore male, ucciso da Piccolo, lasciando il giovincello con la sfera numero 4. Non mi ricordo con quale peripezia, Bulma e Goku si incontrano e finiscono a casa di Muten, che lo allena e gli insegna a padroneggiare il ki. Qui appare anche la parodia di una pagliacciata che sarebbe dovuta essere la kamehameha, altresì detta onda energetica.
Insomma, non mi ricordo come, ma si incontra con Chichi, che pure lei si stava allenando, mentre nel frattempo Mai, assistente di Muten, si fotte tutte le sfere del drago e le consegna a Piccolo, che va al Tempio del Drago per evocare Shenron. Qui Piccolo, come tutti i viallin americani, spiega per filo e per segno a Goku, che intanto è arrivato per fermarlo con tutta la combriccola, che in realtà è Oozaru, un suo servitore regredito a bambino dopo che Piccolo è stato imprigionato. Non si capisce come, né perché, il piccolo Oozaru è casualmente finito su una meteora che si è poi schiantata sulla terra e il bambino è stato ritrovato da nonno Gohan che, inconsapevole di tutto, se l’è cresciuto.
Oozaru prende possesso di Goku durante l’eclissi e ammazza Muten che con le classiche frasi da clichés, risveglia la coscienza umana di Goku. Il nostro eroe torna umano, capisce come usare i poteri di Oozaru senza perdere il controllo e ammazza Piccolo, per poi evocare Shenron che resuscita Muten. Fine del film, titoli di coda e scena post credit dove si vede Piccolo curato da una donna.
Voto per Dragon Ball Evolution:
1.5 - Il ".5" è solo per l'affetto verso la serie
Il film avrà un seguito? Mai. Fu un flop così eclatante che la parola “evolution” è usata nei meme per prendere per il culo qualcosa che fa schifo. Faccio un esempio: “Death Note Evolution” per insultare il film di Death Note di Netflix. Curiosamente Goku e Bulma sono interpretati da due attori, di cui non ricordo i nomi, che ritroveremo come coppia nel cast di Shameless. Non perdete tempo a vedere questa merda, a meno che non abbiate proprio voglia di fare una di quelle serate sfascio dove bevete e mangiate da schifo con gli amici per poi attaccare il film e insultarlo per tutto il tempo.
Bene, vi ho parlato di tutte le opere di questo universo di cui ho usufruito, quindi ora passiamo a vedere un po’ proprio come funziona l’universo di Dragon Ball. In realtà non ho citato i videogame, ma non c’è granché da dire. Ho giocato a Dragon Ball Final Bout (PS1), Budokai Tenkaichi 2 (PS2) e Xenoverse (PS4)… prima o poi farò uscire un articolo su tutta la saga di Dragon Ball, ma sarà una roba lunga, lenta e dolorosa.
Qui Maps non serve
Gran parte di Dragon Ball è ambientato sulla Terra, che non è la nostra terra, bensì una geograficamente diversa, composta da sole quattro grandi città e un maxi continente; le città hanno dei nomi originalissimi e ricercati: Città del Nord, Città del Sud, Città dell’Est e Città dell’Ovest. Essendo la serie di origine giapponese, le vicende principali sono nella Città dell’Ovest. E comunque il giapponese è parlato letteralmente da tutte le razze in tutti gli universi, non solo su tutta la terra.
Il resto del pianeta sono piccoli villaggi senza nome e lande desolate sconfinate dove Goku può sfogarsi e combattere senza far male a nessuno. Sempre sulla terra troviamo anche l’obelisco di Balzar, dal quale si raggiunge la dimora del Supremo, una specie di casa volante a forma di mezza pokeball.
Piccola digressione su Balzar: sto gatto abita in un cubicolo più piccolo di un monolocale-sottoscala di Milano, ha una visuale panoramica fatta solo da nuvole e non ha né un letto, né ogni altro tipo di elettrodomestico. Trova però lo spazio non solo per ospitare Goku e allenarlo, ma anche per coltivare dei fagioli magici… ecco, dove cazzo li coltiva sti fagioli? Non ci sono pezzi di terra se non a mezzo chilometro verso il basso, mi state dicendo che questo micio attempato scende ogni volta e poi risale solo per annaffiare le piante di fagioli? Boh. Anche la casa del Supremo è tutta particolare: all’interno è sconosciuta, sappiamo solo che ha una stanza esterna che è chiamata Stanza dello Spirito e del Tempo, che all’interno è letteralmente uno spazio bianco infinito. Mah, l’architettura degli edifici di Dragon Ball lascia molto a desiderare.
Torniamo a parlare di pianeti però. Tra tutti quelli apparsi nel corso della serie, di cui non mi ricordo assolutamente neanche il nome, Namecc è quello più importante, dove tutto è verde proprio come i suoi abitanti. Il paesaggio è sempre uguale, composto da isolette e praterie spoglie, con giusto qualche alberello sparso e qualche casupola tonda costruita dai namecciani. Questi hanno trovato il tempo di creare le sfere del drago e non hanno usato neanche un desiderio per rendere più abitabile sto cubicolo che chiamano pianeta.
Viene poi fin troppo spesso nominato il pianeta Vegeta, un altro globo composto da lande desolate, fatto esplodere da Freezer. Bravo Freezer, ogni tanto fai anche cose buone. Effettivamente un pianeta di scimmioni incazzati non sarebbe stato il massimo della vita. Ma, c’è da dirlo, sarebbe sicuramente stato divertente vederli emigrare in massa sulla Terra per conquistare tutto a suon di gorilloni, schiaffi e rutto libero.
Del resto dell’universo sappiamo davvero poco. Ci sta qualche altro pianetucolo incontrato da Crilin, Gohan e Bulma durante il viaggio verso Namecc, ma è tutta roba dimenticabile. Gli altri pianeti invece non sono neanche canonici, tirati dentro da opere come GT e Super e comunque dimenticati in tempo zero.
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Tra filler e canonici, esistono diverse tipologie di sfere del drago. Quelle classiche, presenti sul pianeta Terra, sono state create dalla magia del Supremo e possono esaudire desideri che arrivano fino alla magia dello stesso. Il tutto evocando Shenron, il drago delle sfere terrestri. Sto serpentone gigante, con tanto di barba e corna è il classico drago orientale, con occhi totalmente rossi e una voce… profonda. Già qui partono i primi buchi di trama e state un attimo attenti che voglio parlarne.
Shenron può arrivare a esaudire i desideri solo finché il suo potere lo permette e questo è a sua volta collegato ai poteri del creatore delle sfere, in questo caso il Supremo. Vegeta e Nappa arrivano sulla terra per radunare le sfere desiderando l’immortalità e, visto che è un desiderio esprimibile, significa che anche il Supremo può donare l’immortalità. Stessa cosa dovrebbe quindi saper fare Piccolo dopo essersi fuso con lui. Ma se questo fosse possibile, andrebbe in vacca tutta la trama di buona parte di tutte le serie, quindi facciamo finta di niente. Lo stesso vale per le resurrezioni. Il drago resuscita a manetta, quindi anche il Supremo prima e Dende dopo, possono farlo. Quindi perché non lo fanno direttamente loro? Boh.
Polunga, l’altro drago famoso, è legato all’anziano saggio namecciano. Esattamente come il Supremo, anche quest’ultimo dovrebbe poter donare l’immortalità, ma così non accade. Forse perché troppo vecchio? Boh. Sti anziani sono lì solo per rubare la pensione agli onesti namecciani che lavorano tutto il giorno. Oltretutto le sfere di Polunga sono più grosse, tipo cocomeri e, a occhio, vanno per i 15 kg ognuna. Questo a testimoniare come Polunga sia più potente di Shenron anche solo partendo dalle sfere. Peccato che Namecc venga fatto esplodere e poi dimenticato, con le sfere che non verranno mai più ripristinate perché l’anime che si chiama Dragon Ball si dimentica spesso che esistono le dragon ball.
Tra GT, Super e Heroes, vengono introdotte diverse altre sfere del drago, che evocano altri draghi, ma approfondirò la cosa in futuro, quando farò un articolo dedicato a tutti i draghi di Dragon Ball, in special modo quelli evocabili, ma anche sugli altri. Sarà anche questo un articolo lungo, pesante e doloroso, quantomeno da scrivere.
Lo vuoi un dio? Ne abbiamo a chili
Oltre al mondo terreno, esiste anche l’aldilà, in cui Goku finisce le tante volte in cui muore. Le persone normali alla morte diventano nuvolette che vengono giudicate da un tizio rosso seduto a una scrivania, che le manda in Paradiso o all’Inferno. Per gente come Goku, Freezer, Cell o Bu, possessori di un’aura over eight thousand, viene invece concesso di mantenere il corpo. Il che è curioso visto che è proprio questo il motivo per cui Freezer periodicamente ritorna. Bu e Cell invece fanno solo qualche comparsata così, giusto per ricordarci che Z è comunque la serie migliore.
In base al pianeta dell’universo in cui si muore, si finisce in una parte dell’aldilà. Delle quattro parti, ognuna è governata da un Re Kaioh, che ha un pianetucolo tutto suo con tanto di auto (che non serve a nulla, in quanto si fa il giro del pianeta con circa 100 passi). Il Re Kaioh da cui finisce Goku è quello del nord, che insieme agli altri tre deve sottostare al Kaioshin, l’essere più potente dell’aldilà, che esiste come una sorta di dio dell’universo. Ovviamente scopriremo poi che Kaioshin è giusto uno dei tanti livelli di divinità di Dragon Ball. Esiste infatti poi il vecchio Kaioshin, il classico nonno pervertito, ma in versione dio dell’aldilà.
Ovviamente il Kaioshin dell’universo di Goku si rivelerà inutile, in quanto anche Majin Bu è più forte di lui. I Kaioshin sono poi contrapposti agli dei della distruzione, di cui veniamo a conoscenza solo nella serie di Super. Oltre a questo scopriamo anche che l’universo di Goku e compari è il sette (numero magggico), ma ne esistono altri undici, tutti con i propri Kaioshin e dei della distruzione.
Ogni dio della distruzione è poi accompagnato da un angelo che no, non ha le ali, ma è una specie di alieno smunto vestito con abiti pseudo-egizi. Nel caso dell’universo sette abbiamo Beerus come dio della distruzione e Whis come suo angelo.
A capo di tutti gli dei c’è Zeno, un bambinetto scemo e dispettoso che può creare e distruggere universi starnutendo o sollevando dita. È lui l’essere più potente di tutti, vero e proprio creatore di ogni cosa, ma ha anche la mentalità di un moccioso dell’asilo. Ad accompagnarlo c’è il suo angelo, che è il padre, nonché capo, di tutti gli altri angeli che accompagnano gli dei della distruzione.
E ci siamo, così dovrei aver spiegato tutta la cosmogonia di Dragon Ball. Più o meno. Se consideriamo infatti anche Heroes, allora entrano in gioco i Kaioshin del tempo e altre robe filler del tutto inutili, quindi facciamo che li ignoro, così siamo tutti più contenti.
Così tante razze e nessun razzista
Il numero spaventoso di razze che popolano l’universo di Dragon Ball, non può certo essere riassunto in quattro righe, ma voglio comunque provare a fare un sunto delle più conosciute. Peraltro qui non esiste il razzismo (fatta eccezione per rarissimi casi) e già solo sul pianeta terra troviamo umani che convivono con animali antropomorfi, senza nessun problema. Giusto per dire, il sindaco della Città dell’Ovest è un cane. E no, non intendo dire che è un pessimo sindaco, ma proprio che è un cane. Blu. E si suppone che sia stato eletto.
La varietà di vita sulla terra è così vasta che nessuno si stupisce del fatto che Al-Satan sia un grosso lumacone verde che vomita uova, né che suo figlio Piccolo sia capace di trasformarsi in un gigante in grado di allungare le braccia. Tutto va bene pur di menare le mani nel torneo mondiale. E se, durante l’evento, un bambino con la coda diventa per puro caso un King Kong licantropo gigante, la cosa non preoccupa nessuno. Così, tanto per ricordarvelo: Il genio delle tartarughe ha distrutto la luna durante un torneo mondiale in mondovisione e nessuno ha battuto ciglio.
Personaggi come Babidì, Majin Bu, Cell e androidi vari, passano del tutto inosservati per le città finché non decidono di far male a qualcuno. Solo in quel caso la gente fa mente locale e si rende conto che un tizio verde con una siringa sulla coda si sta letteralmente ciucciando la popolazione.
Non vi basta? Allora prendiamo il caso della fauna terrestre, che conta tranquillamente dinosauri e altri animali preistorici. Si vede che qui la famosa meteora non è mai arrivata. Anzi, le uniche meteore arrivate erano capsule da viaggio dei sayan.
Oltre il pianeta terra le cose si ampliano ancora di più. Anche senza contare la serie GT. Le razze all’interno dello spazio sono tantissime e lo capiamo anche solo guardando i vari sottoposti di Freezer. Ognuno appartiene a razze diverse, così come la squadra Genew. Insomma è un po’ un casino, anche perché son difficili da catalogare visto che molte di queste razze non hanno nome. Allo stesso modo c’è molta confusione sulle razze a cui appartengono i personaggi che appaiono nell’aldilà, mentre Goku è defunto e se la sta spassando tra serpentone e torneo universale dei morti.
Il telespettatore (o il lettore del manga), l’unica cosa che può fare per non uscirne pazzo è ignorare la cosa, altrimenti si scatena una sequenza di domande tale da evidenziare buchi di trama colossali.
Se poi vogliamo considerare l’intera serie di Super, allora le razze si quadruplicano visto che solo contando il torneo del potere, c’è una razza diversa per ogni guerriero di ogni universo. Insomma un bordello a livelli universali. Si fa prima a non pensarci e a staccare il cervello.
Conclusione
Concludendo l’articolo, nell’universo di Dragon Ball si fa di tutto per menare le mani e picchiarsi. Ogni cattivo arriva con l’idea di distruggere un po’ tutto, senza la voglia effettiva di conquistare la terra. Letteralmente ogni cattivo deve urlare “sono cattivo” in ogni momento della sua esistenza e questo lo possiamo notare principalmente in Super, GT e Heroes.
Ma sia quel che sia, se ci siete cresciuti guarderete ogni puttanata prodotta nel nome di Dragon Ball, perché non è la coerenza a portarci avanti, ma la nostalgia… e la voglia di vedere Goku che pesta selvaggiamente nemici di ogni razza e universo. Che Goku non è razzista e dona mazzate a profusione a chiunque senza nessuna discrimazione, né di sesso, razza o età. Bravo Goku.
Dragon Ball, voto finale:
8/10 - Considero solo le prime tre serie animate. Dragon Ball è un anime che porto nel cuore perché letteralmente ci sono cresciuto insieme. Guardatelo, amatelo e fate almeno una volta il balletto della fusione con un vostro amico/a.
