• Articolo pubblicato:17 Gennaio 2022
  • Categoria dell'articolo:Serraglio / mitologia ebraica
  • Ultima modifica dell'articolo:17 Gennaio 2022

Immagine di copertina illustrata da Min Yum per Magic the Gathering: Spellbreaker Behemoth

Ma… l’ho già detto in questo blog che agli antichi piacevano le cose grosse? Tendenzialmente un po’ tutti gli animali mitologici di tante mitologie, sono molto grossi. E più erano grossi, più erano importanti. E il Behemoth era molto importante nella mitologia ebraica, visto che era il più grosso di tutti.

Per come lo conosciamo noi oggi, il Behemoth è la bestia suprema, creata da Dio il quinto giorno della creazione, così, per divertimento. Perché lui può e noi no. In teoria questa sarebbe hubrys, che mi dicono essere un peccato capitale, ma facciamo finta di niente. A fare compagnia alla bestiola, Dio avrebbe creato anche lo Ziz e il Leviatano, per poi assegnare al primo il cielo, al secondo i mari e, al Behemoth, la terra.

Dal Libro di Enoch veniamo a sapere che il Behemoth vive in un deserto invisibile a est del Giardino dell’Eden, ed è rappresentato come un maschio, in contrapposizione al Leviatano che invece è femmina. Dello Ziz non fregava niente neanche agli stessi ebrei, che spesso se lo dimenticavano. Esattamente come le altre due bestie, anche il Behemoth sarà destinato ad essere ucciso da Dio e servito al banchetto dei giusti alla fine dei tempi.

Sia secondo l’Haggadah, che secondo l’Apocalisse di Baruc, il Behemoth raggiungerebbe il suo apice di forza il 21 giugno, durante il solstizio d’estate. In questa occasione emetterebbe un ruggito così possente da terrorizzare tutti gli altri animali predatori che, spaventati, uccideranno meno animali e saranno meno selvaggi e meno feroci per un anno intero. Sostanzialmente in questo modo mantiene un certo equilibrio tra gli animali più forti e quelli più deboli. Praticamente sto tipo ha la mossa Boato dei Pokemon incorporata a Giorno di Sole. Senza questo ruggito, tutti gli animali sarebbero più feroci e andrebbero in giro a uccidersi a vicenda, attaccando l’uomo che è già impegnato ad ammazzare altri della sua specie e non può certo doversi occupare anche di qualche bestiola troppo vivace.

Inoltre dal Libro di Giobbe, nel quale viene nominato diverse volte,  scopriamo che è vegetariano e io sinceramente non capisco come ci si possa cagare sotto del ruggito di un bestione che si, per quanto grande, comunque si nutre di cose verdi. Dai, avete mai visto un vegetariano incutere paura a qualcuno… e un vegano? Però in effetti se ti presentano ricette come il pollo vegano, che poi lo guardate e non capite da quale angolo di osservazione dovrebbe sembrare lontanamente un pollo… in quel caso si, fanno paura. Però dai, almeno i vegetariani sono simpatici.

Sempre dal Libro di Giobbe scopriamo che gran parte della sua forza è data dai muscoli dei fianchi e del ventre ed ha una coda grossa come un cedro, ha ossa come tubi di bronzo e cartilagine come il ferro. Praticamente è una sorta di robottone stile Mazinga o il Megazord. Pare abbia anche una pelle molto spessa che non è possibile forare e che adori dormire sotto le piante di loto, preferendo rimanere da solo, spesso vicino a delle paludi.

Behemoth final fantasy XV
Ti spiezzo in due!

Non ha così tanti nomi come potrebbe sembrare

La derivazione del nome arriverebbe dall’ebraico behemah, che vuol dire “animale” e ciò potrebbe significare che behemoth altro non è che il pluralis excellentiae (belle le parole a caso che sembrano formule magiche di Harry Potter, vero?), una forma di plurale utilizzata in ebraico che serve ad identificare l’eccezionalità di qualcosa. Tutto ciò a significare che il Behemoth è più bello, più forte, più figo e rimorchia di più. E tutti gli altri animali, muti. Lo si trova italianizzato in Beemot, ma questa forma la usano solo gli italioti, in quanto non solo non è figa quanto la versione originale, ma sembra più il nome di un Pokemon uscito male.

Dal suo nome potrebbe essere derivato quello di un altro animale mitologico: il Bahamut.

Il guardiano notturno dell’Inferno

Quando qualcosa di ebraico, arriva nel mondo cristiano, sappiamo già che verrà demonizzata. Il mito del Behemoth venne infatti ritrasformato dal Dizionario Infernale di Collin, che descrive questo simpatico bestione come un elefante pancione bipede, che sta sicuramente incazzato per qualcosa. All’interno del suo ventre sono racchiusi tutti i mali del mondo… che poi era quello che dicevano a mia madre quando era incinta di me. Eppure, nonostante io sia nato da almeno una trentina d’anni, sono ancora un bravo ragazzo. Credo.

Comunque questa versione freebooter di Ganesha pare sia associata alla lussuria e alla gola, due dei peccati capitali che preferisco. Sembra poi essere capace di assumere forma umana, in particolare pare preferisca trasformarsi in una procace ragazza provocante con un bel paio di tette. Solo io mi sto immaginando il maniaco di turno che cerca di violentarla, mentre lei si trasforma in un elefante obeso e lo schiaccia? Poi potremmo però effettivamente dire che il tentato stupratore se l’era cercata.

Oh, in tutto ciò è anche considerato uno dei sei capi dell’Inferno, nonché il suo guardiano notturno. Perché si, all’Inferno c’è bisogno di un guardiano notturno. Non sia mai che qualche anima si sveglia che c’ha voglia di un panino e cerca di scappare.

Behemoth demone
Sembro io quando ho finito di mangiare al sushi all you can eat...
Behemoth Monster Hunter World
Si, è proprio quello di Final Fantasy, ma in Monster Hunter World... è un crossover!

Il perché del Behemoth

Qualche studioso c’ha anche provato ad associare il Behemoth a un animale realmente esistente, ma diciamo che per dimensioni non c’è molta scelta. Dopo averlo descritto come un bufalo d’acqua e un ippopotamo, l’ipotesi più accreditata è che si tratti di un comunissimo elefante africano. Essendo l’animale terrestre più grande che gli ebrei potevano vedere nell’antichità, non è difficile pensare che lo abbiano istintivamente collegato alla terra e gli abbiano appioppato tutto quel simbolismo, senza neanche chiedere il permesso.