• Articolo pubblicato:10 Gennaio 2022
  • Categoria dell'articolo:Universi
  • Ultima modifica dell'articolo:28 Gennaio 2022

Seven Deadly Sins, solo dal nome, potrebbe sembrare un anime di propaganda cattolica. Non cadere in tentazione, non fare questo, non fare quello… diciamo che ai religiosi piace dire agli altri come devono vivere la vita: non vivendola. Ma qui non è così, per fortuna. I sette peccati capitali a cui si riferisce il titolo sono proprio quelli della religione cattolica, ma hanno altri significati e nessuno sta lì a dire cosa bisogna fare o non fare per evitare che la propria anima vada all’Inferno. Anche perché in questo universo ruota tutto intorno al purgatorio.

Di Seven Deadly Sins ne ho visto solo l’anime. Non sono un lettore di manga, ma mi piace curiosare, quindi informandomi qua e là ho visto anche quali sono le differenze tra le due versioni. Per fortuna si parla di piccoli dettagli e non di cambi improvvisi della storia come fu per Hellsing, Full Metal Alchemist o Shaman King, che si sono visti riempire di filler e cose totalmente inventate.

Ammetto che la storia in sé è decisamente interessante, mi ha preso abbastanza da bingiare la serie su Netflix in poco tempo. Non ci sono allungamenti inutili, né troppe cazzate: sono soddisfatto quando vedo qualcosa che non viene tirato avanti solo per spremere soldi ai consumatori sul merchandise e sui prodotti correlati. La serie nasce e finisce coerentemente, senza troppe sbavature.

Tutto gira intorno al regno di Lyonesse, la città più importante della Britannia. Si, l’intera storia è ambientata come fosse una versione anime-fantasy-riadattata del ciclo bretone e della leggenda di Re Artù. Quindi preparatevi che di personaggi e luoghi dai nomi familiari ce ne saranno un casino.

L’antefatto è molto semplice: un tempo esisteva questo gruppo, i Seven Deadly Sins, composto dai sette cavalieri sacri più potenti del regno. Dopo l’omicidio di Zaratras, il Gran Cavaliere Sacro, i sette peccati capitali vennero accusati di tradimento volto a rovesciare il re, così vennero sciolti e furono messi in fuga con una taglia sulla testa. Creduti morti per anni, i cavalieri sacri hanno avuto campo libero per fare più o meno quello che volevano, tra cui un bel colpo di stato, con tanto di rapimento del re, spacciando la cosa con un banale “il re è malato, lo abbiamo messo in quarantena che signora mia di questi tempi non si sa mai, forse è stata la variante inglese del covid.”

Elizabeth, la più giovane (e gnocca) figlia del re, non è però così convinta della malattia del padre e decide di scappare dal regno alla ricerca dei sette peccati capitali, convinta che possano aiutarla a salvare suo padre. A botta di culo finisce nella taverna ambulante di Meliodas il capitano dei sette peccati, che non si fa problemi a molestarla (affettuosamente?) ripetutamente dopo aver deciso di aiutarla.

Meliodas Elizabeth
Un tempo le principesse si risvegliavano con un bacio, ma poi hanno detto che non era consensuale, quindi...

Abilità magiche?

Come funziona la magia nell’universo di Seven Deadly Sins? Beh, non si capisce. Quello che sappiamo è che ogni persona nasce con un potere magico che funziona più o meno come i poteri degli X-men. C’è chi manipola il ghiaccio, chi il vento, chi i fulmini e così via. Tuttavia ci sta anche un sacco di gente che non ha poteri e non viene specificato se solo alcuni nascono con il dono della magia, oppure se ce l’hanno tutti, ma solo alcuni hanno alzato il culo per allenarla.

Fatto sta che tutti i cavalieri sacri hanno un dono magico peculiare che gli consente di urlare nomi di attacchi improponibili come vuole la tradizione di anime e manga. Per quanto riguarda i sette peccati capitali, ognuno di loro è collegato a un tesoro sacro che consente di potenziare la propria abilità magica e ottenere poteri aggiuntivi.

I sette peccati brutti

Cercherò di non fare spoiler, ma visto che i vari personaggi vengono ritrovati e scoperti durante la storia, sarà inevitabile. Guardate l’anime, non vi deluderà, poi tornate qui a leggere questo articolo. Questo invece vi deluderà. Nel corso della trama sarete curiosi di scoprire perché ogni membro dei sette peccati capitali sia associato proprio a quel peccato e cosa abbia fatto di così terribile per meritarsi l’appellativo di peccato capitale. Beh, nella gran parte dei casi si tratta di fake news e il personaggio di turno non ha fatto proprio nulla ritrovandosi, suo malgrado, vittima degli eventi. In ultimo c’è da dire che ogni peccato è associato a un animale, ma sta cosa serve solo a dare un titolo più altisonante al personaggio di turno, perché ai fini della storia, che sia il drago, la volpe, il porco o la mangusta, è uguale. Certo è che risulta decisamente più figo farsi chiamare “Escanor il leone della superbia” piuttosto che “Escanor il cincillà della superbia.”

Meliodas è il capo dei sette peccati capitali e, in teoria, il più forte di tutti. Il suo potere magico è il contrattacco, che gli permette di rispedire al mittente ogni attacco e il suo tesoro sacro è il pezzo di spada che si porta dietro. Lui è il drago dell’ira, anche se a guardarlo sembra il bonaccione più pirla di tutti. È maniaco almeno quanto il genio Muten di Dragon Ball, ma la povera Elizabeth, oggetto delle sue molestie, lo lascia fare. Più che il peccato dell’ira, sarebbe dovuto essere quello della lussuria. Però dai, è l’eroe di noi uomini bassi, che nonostante la sua stazza da nano rompipalle, è riuscito, più volte, a conquistare il cuore della sua amata che è almeno un metro più alta di lui. Ecco perché è il protagonista.
Viaggia accompagnato da un prosciutto parlante che funge anche da spalla comica e lavora come gestore di una locanda, il Boar Hat, che si sposta perché è edificata sopra un altro maiale, che all’occasione si trasforma in una collina e che pare essere la madre della spalla comica di cui sopra. In teoria tutti i componenti dei sette peccati capitali hanno un ruolo nel mandare avanti la locanda, ma è più un hobby che un vero lavoro, anche perché Meliodas è povero e non li paga.

Ban, la volpe dell’avarizia, è un 42enne innamorato di una fata che sembra una bambina. Sebbene sia un umano, ha tracannato l’acqua della fontana della giovinezza quando aveva 23 anni e ha smesso di invecchiare. Ciò l’ha reso anche totalmente immortale, quasi al pari di Deadpool. Nonostante possa non sembrarlo, la sua storia d’amore è profonda e quasi commovente. Il suo potere magico è il furto, che gli permette di rubare le cose… anche quando queste sono all’interno del corpo di altri. Il suo tesoro sacro è una specie di nunchaku a quattro bastoni che aumenta la destrezza e la concentrazione. Nella locanda di Meliodas, Ban è il cuoco. 

Diane, la serpe dell’invidia, è una gigantessa guerriera che sembra tanto una versione incompetente di Xena. Perdutamente innamorata di Meliodas, non ha ben chiaro il concetto di proporzioni visto che il povero capitano è anche più piccolo di un uomo comune (avete capito che intendo? spero di si). La vita sentimentale di Diane si evolve poi riuscendo a trovare la sua anima gemella, ma non spoilero per non rovinare la sorpresa. Il suo tesoro sacro è un gigantesco martellone, che assorbe gli attacchi magici e li spedisce sottoterra, il che entra perfettamente in combo con il suo potere magico: creazione, che le consente di manipolare la terra. Ha in teoria un potere fortissimo, che si dimentica ripetutamente di usare in gran parte degli scontri. Quando viene trasformata in dimensioni umane da Merlin, Diane lavora nella locanda come cameriera.

King, l’orso dell’accidia, è un bambino fata scassapalle che svolazza costantemente in giro, come una zanzara. È in realtà il re delle fate e il suo tesoro sacro è la lancia Chastiefol, che a seconda del suo volere si può trasformare in un sacco di cose diverse. La sua preferita è un cuscino volante, perché volare è bello, ma è ancora più bello quando lo fai su un fottuto cuscino volante. Visto Aladin? Niente polverosi tappeti, ma solo morbidi cuscini, impara!
Il suo potere magico si chiama distruzione e gli consente di attingere al potere del bosco delle fate per manipolare la vita. Nonostante ciò, in battaglia userà sempre e solo gli stessi due attacchi. È innamorato di Diane, ma viene ripetutamente ignorato sia perché è troppo timido, sia perché lei ha occhi solo per Meliodas. Nel Boar Hat lavora occasionalmente come sarto, in quanto pare abbia la passione dell’uncinetto e sia bravissimo a fare vestiti. È stato lui infatti a confezionare i vestiti di Diane.

Boar Hat
Una locanda su un porco... tutto normale, giusto?

Gowther, l’ariete della lussuria, è invece una bambola. Totalmente privo di sentimenti quasi quanto Sheldon Cooper, Gowther è estremamente razionale e cerca di comprendere l’animo umano. Nonostante sia un maschio, ha l’aspetto di una femmina, perché ogni anime che si rispetti deve avere un personaggio sessualmente confuso. Solo che Gowther fotte tutti, perché lui il sesso non c’è l’ha proprio essendo un oggetto. E no, non vibra. Curioso che sia proprio uno senza genitali il peccato della lussuria, vero? La sua storia è una di quelle che si scoprono per ultime, ma è anche molto bella. Vorrei ironizzare ancora su di lui, ma finirirei col fare spoiler, quindi mi fermo qui. Il suo potere magico si chiama invasione e gli consente di manipolare la mente degli altri, anche grazie al suo tesoro sacro: un arco di luce viola che amplifica il suo potere mentale. Nel Boar Hat, Gowther lavora come cameriera, con tanto di vassoio e gonnella giappostyle.

Merlin, il cinghiale della gola, è proprio quello che lascia immaginare il suo nome: un mago. O meglio, una maga. Si, perché Merlin è una ragazza, anche particolarmente gnocca, che tuttavia non è propriamente umana, ma più un misto di cose divine. Ha un nome impronunciabile, quindi per comodità tutti la chiamano Merlin e, indovinate un po’: la sua storyline è profondamente collegata a un certo Artù, re di Camelot. Il suo tesoro sacro è una sfera di cristallo fluttuante e il suo potere magico è quello di… usare la magia. Originale, vero? In realtà è un po’ più complesso di così: ha un potere magico che si chiama infinito, che le consente di lanciare un incantesimo e mantenerlo attivo per sempre, senza che si esaurisca il suo potere. Merlin è la più misteriosa dei sette peccati capitali, anche perché nessuno è a conoscenza di quale sia il motivo per il quale è stata associata al peccato di gola. All’interno del Boar Hat Merlin non ha un vero e proprio ruolo, ma potremmo identificarla come la classica chiaroveggente da taverna che predice il futuro dei viandanti (anche se non lo fa mai).

Escanor, il leone della superbia, è l’ultimo entrato dei sette peccati capitali, nonché il mio personaggio preferito. È un omino mingherlino e codardo che, quando illuminato dai raggi del sole, diventa un gigante possente che fa il culo a tutti. L’uomo con il potere di spegnere il sole. Nel vero senso della parola visto che la sua abilità magica è quella di potenziarsi in base a quanto è forte la luce del sole. A mezzogiorno ad esempio, per qualche minuto, Escanor può diventare letteralmente imbattibile, anche per Meliodas. Di tutti i peccati capitali è l’unico che veramente incarna il suo stesso peccato in quanto da omaccione palestrato diventa uno snob capace di polverizzare chiunque. Il suo tesoro sacro è un’ascia gigante che solo lui può impugnare, capace di assorbire il calore che emana Escanor nella sua forma più potente. È innamorato follemente di Merlin che, anche qui, non se lo caga di striscio e lo considera più o meno al pari di un cucciolo da compagnia. Ma anche lui ha il suo momento d’amore e, per quanto sia breve, è comunque intenso e pieno di significato. Nella locanda, Escanor è il barista. Ruolo azzeccatissimo, anche perché è un estimatore della birra.

Escanor fiamme
Escanor ha muscoli in posti dove io non ho neanche i posti (semicit.)

Creazionismo confirmed

Gli umani, lo sappiamo bene, sono la creatura meno fantasy di tutte, ma presente in ogni opera fantasy. Tuttavia generalmente è anche tra le razze che prende forma per ultima e, in Seven Deadly Sins, non è da meno, arrivando praticamente al termine della creazione. Nell’universo di Seven Deadly Sin esiste la Suprema Divinità che ha creato il mondo dal Caos, ponendo l’ordine e dando forma al clan delle fate, al clan della dea e al clan dei demoni, creando poi una sorta di re per ognuna di queste fazioni. Quando poi decise di andare in pensione, creò la razza umana e la Britannia, così da godersi la sua lunga serie tv personale.

Il Bosco delle Fate è all’apparenza un normalissimo bosco, solo che è sovrastato da un gigantesco albero sacro che pare sia il custode di tutto il luogo. È lui la fonte di vita delle fate (che boh, non si capisce come si riproducano. Viene inteso che possono fare sesso, ma sappiamo che nascono direttamente dai fiori e, nel caso di fate speciali, direttamente dall’albero sacro) e tutto il bosco rappresenta l’intero reame della fate, che a sua volta è popolato dal clan delle fate. Si, l’autore non c’aveva voglia di dare un nome a tutto. L’albero sacro è il fulcro di tutto, capace di scegliere il prossimo re delle fate senza bisogno di elezioni, ballottaggi e fottendosene della democazia: decide lui e basta. A ogni re delle fate viene data poi una lancia dello spirito, che ha una forma diversa per ogni tecnica che il suo possessore usa. Si capisce che è un anime giapponese anche perché l’albero ha la chioma rosa, tipica degli alberi di ciliegio. Che non si sà come mai, i giapponesi sono fissati con gli alberi rosa.

Il Purgatorio è invece la patria del re dei demoni. Che uno dice: ok, è il re dei demoni, sarà all’Inferno e invece no: Purgatorio. Si tratta di una landa desolata e polverosa, priva di vegetazione e costantemente flagellata da fulmini e tempeste. I demoni in teoria dovrebbero vivere qui, ma c’è anche da capirli se hanno deciso di invadere la Britannia: nel Purgatorio non prende internet e non sapevano come fare a guardare pornhub. Il re dei demoni è una specie di entità mistica overpower che è sempre rappresentato come un boomer armato di spadone e armatura. Ma perché ha armi e armatura se non c’è nessuno da combattere? E intendo proprio nessuno eh, il Purgatorio è vuoto. Pare anche abbia avuto dei figli, ma chi sia la madre non si è capito. Può essere che non l’abbiano proprio.

In ultimo citiamo il clan della dea, governato da una generica dea di cui non si conosce neanche il nome e al cui servizio vi sono i quattro arcangeli. Ogni arcangelo è dotato di una grazia che gli dà potere su uno dei quattro elementi. Gli arcangeli hanno quattro ali e ognuno di loro ha delle caratteristiche diverse. C’è un tizio con tre teste, uno che sembra un bambino scemo e un altro che sembra vestito da infermiere. La problematica evidente del clan della dea è che nonostante siano i buoni (o vengano spacciati per tali), hanno per simbolo qualcosa che ricorda fin troppo una svastica nazista. In realtà il simbolo scelto è la triscele, ma è un po’ troppo angolata e quindi la confusione è dietro l’angolo.

Dieci comandamenti per incatenarli tutti

I riferimenti cattolici finiscono con questo paragrafo. No, non sono i dieci comandamenti che hanno provato a insegnarvi al catechismo e che avete puntualmente dimenticato, ma si tratta, ironicamente, di dieci demoni. Visto che tutta la loro storyline è spoiler, mi limito a nominarli e a dare un accenno della loro esistenza giusto per completezza.

Ogni comandamento è come un’abilità passiva che alle volte ha effetto anche sul demone stesso che ne detiene il potere. Non farò nomi in questo paragrafo, ma mi limiterò a elencare i comandamenti e i loro effetti.

Pietà è il leader, con un potere che gli permette di trasformare in servitore dei demoni chiunque gli volti le spalle o cerchi di scappare. Amore è invece capace di paralizzare sul posto chiunque provi odio per il suo possessore, mentre l’altruismo costringe le persone piene di sé a dimenticare ogni cosa. Verità trasforma in pietra chiunque menta al suo cospetto, mentre il pacifismo toglie tutti gli anni di vita a chi commette un omicidio in sua presenza. Fede brucia gli occhi di chi tradisce il suo possessore, che sarebbe il potere perfetto per chiunque sospetti del proprio compagno/a.

Della maledizione che colpisce i comandamenti di reticenza, riposo, pazienza e purezza invece non si sa nulla. Nell’anime non sono stati spiegati e, da quel che ho letto in giro, neanche nel manga.

artù Meliodas
Ma solo a me Artù sembra una versione sbiadita di un cavaliere dello zodiaco?

Dall’anime alla mitologia

Visto che il vivo della storia arriva proprio con la comparsa dei dieci comandamenti, ogni altra cosa che potrei dire sarebbe spoiler. Giusto per dare qualche curiosità in più, vediamo i vari collegamenti dei sette peccati con il ciclo bretone.

Meliodas appare come padre di Tristano e re del regno perduto di Lyonesse, che sprofondò nel mare. Gowther è invece il fratellastro di Merlino, mentre King è un riferimento a King Herla un altro dei nomi di quello strambo personaggio che noi conosciamo come Arlecchino e che i germanici antichi chiamavano Hellking, ovvero il re dell’inferno.

Ban è il nome del padre di Lancillotto, uno dei primi re ad allearsi con Artù ed Escanor è il nome di ben due personaggi del ciclo bretone e la sua doppia personalità gli incarna entrambi: sia il gigantesco Escanor il grande, che il minuto Escanor il bello, nipote del primo e molto più debole.

Diane è forse quella con il nome dal collegamento più debole. Potrebbe infatti essere un riferimento a Diane della foresta, una sorta di dea della natura equiparata ad Artemide (che guardacaso, in romano prende il nome di Diana).

Per quanto riguarda Merlin… beh, serve davvero che vi dica che prende il nome da Merlino? Mi pare abbastanza ovvio.

Conclusioni

Seven Deadly Sins è una storia veramente bella. Sebbene la trama principale sia alla fine la classica lotta del bene contro il male, ad arricchirla e a renderla unica ci sono tutte le sottotrame che collegano i vari personaggi. La storia di Elizabeth e Meliodas, quella di Ban ed Elaine, ma anche quella di Gowther, di Merlin e di Escanor… così come le vicende passate di Diane e King. Ho adorato tutto di questa serie. Bravo Nakaba Suzuki, mangaka di cui assolutamente non sapevo l’esistenza e che ora mi chiedo se sia parente di quelli che producono moto. Ok ho controllato, non sembra essere collegato.

Fonti

Per approfondire: Wiki italianaWiki inglese