Se avete letto almeno un altro paio degli articoli sulle creature mitologiche nel Serraglio di Omniverse, l’avrete capito: agli antichi piaceva grosso! Il mito, intendo. C’avevano sta fissa per la roba gigante e guai a chi affermava il contrario! E questo accade per più o meno tutte le religioni e le antiche culture; non se ne salva neanche una. La mitologia ebraico-cristiana, non fa eccezione. Si narra infatti di tre mastodontiche creature, create da Dio il quinto giorno, così, per divertimento. E no, non scherzo, lo fece per dimostrare il suo potere. Il Behemoth venne assegnato alla terra, il Leviatano ai mari e lo Ziz al cielo. E visto che avete cliccato su un articolo che si chiama Ziz, indovinate di quale delle tre bestie si parla adesso? Si, proprio il Grifone! No, dai, scherzo. O forse no?
Sommario
L'ebraismo ci tiene a sottolineare che ha un grosso uccello
Del trio di creaturoni, lo Ziz è quello di cui si sa di meno, nonché quello sovrano del cielo. Sia chiaro eh, non gli mancano i nomi alternativi, ma proprio del mito stesso, non sappiamo tanto. Viene citato in maniera sparsa nella Bibbia ebraica, ma il suo nome è stato cancellato dalle varie traduzioni e sostituito con un generico “grossa bestia” e simili. I traduttori erano forse degli incompetenti? Non possiamo saperlo, ma se tutto il mondo è paese, non escludo che anche nell’antichità, per fare lavori di questo tipo, abbiano preso degli stagisti sottopagati che probabilmente venivano anche frustati.
In buona sostanza, lo Ziz è un uccello grosso. Addirittura più grosso del Roc arabo, dal quale discende come mito. Secondo un testo ebraico, venne avvistato da un gruppo di marinai che lo videro immergere le zampe in mare, toccando il fondale marino, mentre con il becco riusciva a toccare il cielo. Oltretutto raccontarono che, nel momento in cui apriva le ali, oscurava il sole. I marinai, convinti che lì si appiedasse e desiderosi di un po’ di vacanza, cercarono di raggiungere il punto dove lo Ziz aveva le zampe immerse, così da poter giocare ai tuffi, farsi il bagno, prendere il sole e postare tutto su Instagram con l’hashtag #ciaopoveri. Arrivati in quel punto una voce celeste li avvertì: “non lanciatevi in mare, in quel punto un uomo anni fa perse la sua ascia, che ci mise sette anni per arrivare a toccare il fondale”. Si, era un eufenismo per dire quanto fosse profondo. E visto che lo Ziz pareva che ci avesse immerso giusto le zampine per una pedicure marina, questo stava a indicare quando fosse fottutamente grosso.
Sempre secondo il mito, lo Ziz spiegherebbe le ali per proteggere la terra e i raccolti dai venti aridi che li distruggerebbero. In ultimo c’è da dire che esiste un nido di Ziz, ma l’uovo non viene deposto e covato da un genitore, bensì si genera dal nido stesso e il nuovo Ziz, una volta formato, romperà il guscio tutto da solo.
Secondo un’altra leggenda, un uovo di Ziz cadde dal cielo, rompendosi nel momento in cui toccò terra. Già solo l’impatto bastò ad abbattere trecento cedri, mentre il fluido che ne uscì inondò il territorio fino a distruggere sessanta città. E le città del tempo non solo erano composte da quattro capanne di fango e merda che si reggevano con gli stuzzicadenti, ma erano anche molto lontane tra loro. Questo ancora a indicare quanto fosse grosso il loro uccello. Si, il doppiosenso è voluto. Ma le uova di Ziz non piovono dal cielo e questo la leggenda lo sa. Infatti pare che quello fosse un uovo marcio che lo Ziz non voleva che si schiudesse, così lo ha letteralmente gettato via.
Come le altre due bestie del trio, anche lo Ziz verrà servito ai credenti in questo mastodontico pranzo alla fine dei tempi, in cui verranno premiati per non aver mangiato carne di uccello per tutto il tempo in cui erano in vita. Praticamente in questa sorta di Paradiso problematico, qualcuno non ben precisato cucina per una miliardata e passa di persone, ma solo se sono state buone in vita. Ok ebraismo, vediamo che non sentite assolutamente la mancanza delle cose delle quali vi private durante la vita. Bravi così.
In ultimo, Humphrey Prideaux aggiunge che lo Ziz sarebbe in realtà un gigantesco gallo che canta davanti a Dio ogni mattina. Una rottura di palle costante praticamente. Chissà se Dio, di prima mattina, lo lancia contro il muro esattamente come si fa con le sveglie moderne.
Fissato coi Bar più di me
La storia dell’uovo che cade, distrugge i cedri e inonda sessanta villaggi la conoscevano anche i non-ebrei… che fosse un qualche evento storico realmente accaduto? Boh, per ora non lo sappiamo. Anche la storia dell’ascia che cade di mano dal marinaio era conosciuta, ma secondo la Synagoga Judaica, il nome dell’uccello è Bariuchne. Secondo il Talmud era conosciuto anche come Renanin e Sekwi, anche se per alcuni avrebbe anche il nome di Bar-Juchne o Bar-Yuchnei. Entrambi questi ultimi due nomi sono associati a un uccello mitologico del medio oriente, capace al solito di oscurare il sole aprendo le ali. È ricollegato allo Ziz perché di questo pennuto gigante si conosce solo la leggenda dell’uovo, che ho descritto sopra, narrata alla stessa identica maniera (quindi sempre con i trecento cedri distrutti e i sessanta villaggi inondati).
Il perché dello Ziz
Tralasciando il fatto che va a completare il trio primario della vita dell’uomo: acqua, terra e aria, la sua esistenza può essere ricondotta proprio al Roc arabo, da cui prende la descrizione, solo che è ancora più grande. La motivazione della sua esistenza può arrivare quindi sia dalla stessa origine del Roc, sia dalla declinazione religiosa che gli è stata data per renderlo una vera e propria creatura divina. In verità, credo che lo Ziz non sia altro che un tentativo raffazzonato di prendere un mito già esistente come il Roc, cristianizzarlo e infilarlo a forza nella Bibbia per chiudere il cerchio di creature leggendarie. I cristiani sono soliti fare cose di questo tipo, una sorta di manovra di marketing per convertire gente di altre religioni e dirgli “ehi guarda, anche noi abbiamo la stessa cosa che hai tu, ma ci ricordiamo il nome di solo un dio e non di tutta una serie di tizi con consonanti a caso!“
