• Articolo pubblicato:7 Ottobre 2020
  • Categoria dell'articolo:Altre leggende / Serraglio
  • Ultima modifica dell'articolo:13 Giugno 2024

Tre magiche parole che ogni uomo vorrebbe pronunciare. “Io ti amo?” No, non siate così banali… “Liberate il Kraken!”. E in men che non si dica navi, cannoni, marinai e Jack, finiscono in fondo all’oceano. Cosa? Jack navigava sul Titanic e non è morto per colpa del Kraken? Ah ok, scusate, ho sbagliato Jack.

Il Kraken è una creatura della mitologia norrena, giusto? Sbagliato! Il Kraken è stato erroneamente associato a questa mitologia perché in essa compaiono un certo quantitativo di mostri marini, ma il suo mito è nato molto dopo le vicende di Odino & famiglia. Giusto qualche secolo dopo. Eh no, non è neanche parte della mitologia greca. Ma neanche lontanamente.

Non ci sono riferimenti nei testi mitologici norreni che citano il kraken in quanto tale, ma alcuni autori ricollegano la sua figura a quella di altri mostri marini realmente appartenenti a questa mitologia come Hafgufa o Lyngbakr.

Il suo mito nacque in Scandinavia, verso la fine del medioevo, dalle storie che numerosi marinai raccontavano tornando a casa. Gli storici concordano che a generare queste dicerie siano stati i numerosi avvistamenti dell’epoca riferiti a calamari e piovre giganti che effettivamente abitavano i mari nordici in quel periodo. Possiamo solo immaginare quanta frittura di pesce nuotava libera al tempo.

Il nome “Kraken” viene fatto risalire a una parola norvegese “Krake” che indicava il tronco di un albero putrescente e scheletrico a cui pare somigliassero i tentacoli di questo polpo gigante quando raggiungeva la superficie per fare colazione con una nave. Come una parola norvegese sia finita nelle tradizioni scandinave è presto detto: non esiste uomo sulla terra che riesca a distinguere le due nazioni tra loro e neanche i loro abitanti sono in grado di farlo, quindi capita che ci si confonda.

Kraken Ozumat World of Warcraft
Ozumat da World of Warcraft, pronto a mangiarvi!

Non sono cattivo, mi dipingono così

A dare una versione ufficiale del mito del Kraken fu Erik Pontoppidan, un vescovo naturalista che, in ferie dalla chiesa cattolica, partì per l’estremo nord. Parlerà del kraken all’interno del suo “Storia Naturale della Norvegia”, in cui descriverà la creatura come il più grande mostro marino esistente che, quando è in superficie, parzialmente sommerso, potrebbe essere scambiato per un gruppo di piccole isole. I suoi tentacoli sarebbero grandi come l’albero maestro di una nave e intorno a lui si radunerebbero molti banchi di pesci di diverse specie. Forse per tenergli compagnia. Non è considerata una creatura ostile all’uomo, ma causa morte e distruzione con le onde e i mulinelli che crea emergendo o immergendosi.

Kraken all you can eat

Logicamente dal momento in cui il mito venne descritto come realmente esistente, sempre più marinai arrivarono ad avvistarne uno. “Il Kraken!” esclamò un pirata… ma era una piovra gigante qualsiasi; “Il kraken!” esclamò un marinaio… ma era un polpo gigante; “La morte!” esclamò Nonno Simpson, ma era Maggie che giocava sul pavimento.

Kraken vennero avvistati in lungo e in largo, dalla Norvegia all’Islanda, dalla Groenlandia alla Scozia. Insomma, tutti posti dove il mare è così freddo che se ti ci fai il bagno ti si congelano le palle e hai allucinazioni mistiche dovute al dolore.

Va da sé che ogni grossa creatura marina diventava magicamente un kraken nelle storie dei marinai, che tornati a casa volevano farsi belli con la moglie, i figli, al bar con gli amici o con le puttane del paese (eh si, alcuni di loro erano uomini soli. Più o meno come i Pooh, ma senza la canzone).

Si racconta che delle carcasse di Kraken siano state trovate sulle rive della Norvegia e che la puzza della decomposizione fosse talmente forte da costringere i locali ad abbandonare le case per spostarsi in luoghi con un’aria più sana: i Navigli a Milano. Ah no, nessuno riuscirebbe a resistere alla puzza dei Navigli in secca.

Kraken Pirati dei Caraibi carcassa
Carcassa del Kraken. Fidatevi che puzza!

Kraken a tutti i gusti +1

Visto che ogni creatura marina più grande di un paguro era definita kraken, non si sprecano le varianti del mito dovute alla grandezza stessa della nostra insalata di mare su tentacoli. In particolare viene descritto nel “Systema Naturae” da Linneo, che lo classifica tra i cefalopodi e lo categorizza come “microcosmus marinus”. Che poi era la categoria in cui inseriva tutte le creature che descriveva, ma di cui non aveva assolutamente idea di come fossero fatte.

Immagine di copertina: Nadir Kraken a opera di Dan Scott per Magic the Gathering.