• Articolo pubblicato:1 Marzo 2021
  • Categoria dell'articolo:Universi
  • Ultima modifica dell'articolo:4 Luglio 2024

Qui ci sono i superpoteri. E fine, in teoria potrebbe bastare questo per descrivere l’universo di My Hero Academia, ma ovviamente non la faccio così semplice. Certo, con questa stessa affermazione potrei identificare tanti altri universi, come quello di Heroes, One Pounch Man, The Boys o lo sconosciuto Toaru Majutsu No Index. Ma qui c’è una certa fissazione per gli eroi, più di quanto non siano presenti in altri universi.

D’altronde da un titolo come “La mia accademia degli eroi”, non puoi che aspettarti che sia tutto focalizzato lì, sugli eroi. E proprio per questo motivo l’eroismo qui è visto sotto diversi punti di vista, anche negativi e l’introspezione dei personaggi, persino quelli secondari, permette allo spettatore di conoscere le motivazioni e lo stato mentale che sono dietro a ogni scelta.

My Hero Academia ha i qwirk. No, non i quark di Super Quark, ma i qwirk, che comunque permettono qualcosa di super, ma con tante eccezioni. Un qwirk è il superpotere, posseduto da ben l’80% della popolazione. Sono così diffusi quindi, che nascere senza qwirk non è solo una rarità, ma anche una pesante sfiga, in quanto si vivrà in un mondo in cui tutti avranno quella marcia in più che al povero sfigato di turno, mancherà.

Pare che tutto sia iniziato un paio di decenni prima delle avventure di manga e anime, quando un bambino luminoso nacque in Cina. Lì scoprirono che era nato con questo potere, per una motivazione che ancora non conosciamo. Se fosse nato qui avrebbero gridato al miracolo, lo avrebbero eletto nuovo Gesù bambino vivente e lo avrebbero santificato già al secondo respiro. Perché la chiesa regna sovrana.

Da quel momento in poi è iniziata una vera e propria ascesa dei nuovi nati con qwirk, così da uno si è passati a 100, poi a 1000 e via via crescendo fino a raggiungere l’80% complessivo della popolazione e, probabilmente, la percentuale sarà destinata a crescere se nella serie passeranno più di dieci anni.

Si è visto tuttavia che l’espressione di un qwirk, che si manifesta intorno ai quattro anni, non è causale, bensì dipende da ciò che sanno fare i genitori. Se ad esempio la madre può manipolare il fuoco e il padre ha il soffio potenziato, con altissime probabilità il figlio avrà un soffio infuocato o un altro mix inerente a questi due poteri. Per questo motivo alcuni riescono ad allevare dei qwirk specifici per dare alla luce dei figli overpower.

Il massimo esponente di questi casi è Shoto Todoroki, uno dei compagni di classe del protagonista, figlio di Endeavor, l’eroe numero due in classifica. Quest’ultimo ha scelto sua moglie non tanto per amore, quanto più per il suo qwirk di manipolazione glaciale, nella speranza di dare alla luce un figlio con un qwirk che potesse manipolare sia il ghiaccio che il fuoco. E così è stato, anche se dopo diversi tentativi. Povera moglie che veniva usata più come vacca da monta per qwirk che come una vera e propria persona.

Oltre a questo c’è da dire che alcuni qwirk producono una mutazione anche dell’aspetto fisico piuttosto notevole. E finché sei nato con un paio di ali o una coda, è tutto nella norma, ma c’è gente che somiglia a topi, altri che sembrano dei furby usciti troppo presto dalla fabbrica o altri ancora ibridati a diversi animali conosciuti. Il che mi ha ricordato un po’ Dragon Ball, che tra la popolazione poteva contare animali antropomorfi come se fosse tutto normale. Almeno qui hanno una sana spiegazione.

Deku My Hero Academia
Costume verde, capelli verdi, potere verde. Nono, non è per niente monotono

Ogni eroe ha il suo villain

Diciamocelo: tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di nascere con dei superpoteri per poter salvare e proteggere le persone che amiamo. È nell’animo umano e nel nostro istinto primordiale quello di voler tenere al sicuro le persone a cui teniamo di più (e magari fare colpo anche su quella persona in particolare… vero? So che l’hai pensato!) e per questo è nata la figura dell’eroe.

In questo universo essere un eroe è una vera e propria professione, non solo uno status symbol. Ci sono eroi che fondano agenzie con cui assumere altri eroi per tenere al sicuro le strade. Sono tipo una forza aggiuntiva a quella della polizia, ottima per affrontare tutte quelle situazioni dove a scatenare il disordine è un’altra persona con un qwirk. E in una società dove tutti hanno poteri, è piuttosto frequente.

Esistono decine di centinaia di eroi professionisti e molti altri lo vogliono diventare. Per questo motivo sono nate le accademie per gli eroi che danno il nome alla serie. Nello specifico, l’accademia alla quale mi riferisco in questo articolo è quella del protagonista: la Yuei.

Insieme alle accademie, intorno al mercato degli eroi sono nate tante altre cose. Oltre alla gadgettistica riferita agli eroi più famosi, si contano anche decine di aziende fondate al solo scopo di produrre oggetti di supporto per eroi, in modo tale che ognuno di loro possa tirare fuori il massimo del proprio qwirk con il minimo rischio. Ovviamente sono piene non solo di superscienziati plurilaureati, ma anche di tutti quelli che non hanno un qwirk adatto al combattimento o che semplicemente non avevano voglia di rischiare il culo ogni giorno e preferiscono una vita più tranquilla.

Chi ha un qwirk e non diventa un eroe, spesso viene portato su cattive strade, diventando un criminale. Generalmente i villain sono caratterizzati dalla brama di potere e dall’ossessione per raggiungerlo, cosa che li rende tutti più o meno piatti e senza un vero carattere. Certo, ci sono le dovute eccezioni, ma sono veramente poche.

My Hero Academia Unione dei Villain
I villain supericercati possono comunque prendersi un drink al bar!

Uno-per-tutti e tutti-per-uno!

Tra tutti gli eroi esistenti c’è n’è uno che fa bagnare tutte le ragazze e fa desiderare ai ragazzi di essere come lui: All Might. Questo energumeno con i ciuffi a mò di antenne, è diventato il simbolo della pace, l’eroe che tutti i villain temono. Grazie a lui la criminalità organizzata come la Yakuza è stata quasi del tutto sgominata e i criminali si sono ridotti a singoli o piccole bande che cercano di compensare il fallimento della loro vita ponendo fine a quella degli altri.

Quando non è in Muscle form (la forma muscolosa se non l’avevate capito), All Might diventa un tipo mingherlino con troppi capelli e disegnato fin troppo spigoloso. Giuro, quando l’ho visto ho detto: “ma sto tizio l’ha disegnato Zerocalcare?” perché vi assicuro che sembra proprio il suo stile.

Insomma All Might è il più bello, il più forte, il più figo e tutto il resto, ma qual è il suo qwirk? Ecco, lui possiede il One-for-all (si, uno per tutti), un qwirk che si trasmette di generazione in generazione e che è in assoluto il più figo sul pianeta. Il one-for-all può essere ceduto dal suo possessore solo se questo lo vuole e fa mangiare al suo prescelto un suo capello (che schifo). Il vero nome di All Might è Toshinoru e in realtà anche lui era uno dei tanti sfigati senza qwirk, finché un giorno non ebbe la botta di culo e trovò quella che divenne la sua maestra, vecchia proprietaria del one-for-all, che decise di passarglielo.

E perché esiste sto qwirk così figo? Come si è generato? Beh, la sua creazione non è casuale. Da qui in poi, per tutto il paragrafo, ci saranno spoiler. Non leggete se volete guardarlo. Comunque, tornando a noi, tutto è partito da un villain che possiede il potere di assorbire i qwirk altrui e usarli o donarli ad altri (peraltro conservandoseli… praticamente cede una copia masterizzata del qwirk, quindi lo si potrebbe denunciare per violazione di copyright).

All-for-one, questo il suo nome (si, tutti per uno), un bel giorno si fece impietosire dal suo fratellino minore, che era un coso smunto e mingherlino senza neanche la forza di rispondere alle domande, donandogli il qwirk di potenziamento più forte che avesse. Dopo una brutta litigata però, dovuta ai piani di conquista del fratello maggiore, i due si separarono e il minore giurò che prima o poi avrebbe sventato i piani malvagi dell’altro.

Inutile dire che non fece un cazzo, ma riuscì a passare il suo qwirk e ad allenare il suo successore, che portò il qwirk a un livello ancora maggiore. E così il qwirk passò di persona in persona, potenziandosi sempre di più, fino ad arrivare ad All Might. In poche parole il One-for-all nasce per distruggere All-for-one.

All Might My Hero Academia
Stanco? No, oggi no!

Izuku Mydoria: un protagonista verde

Izuku Mydoria è il nostro protagonista. Stranamente non è scemo ai limiti dell’impossibile come altri protagonisti di anime e manga, ma anzi è un tipo sveglio, capace di ideare delle strategie e con un sogno: diventare un eroe. Peccato che sia uno di quegli sfigati senza qwirk.

Tuttavia le prime parole della prima puntata sono: “Questa è la storia di come sono diventato il più grande degli eroi”, quindi ci ha già spoilerato il finale di tutta l’opera direttamente con il prologo iniziale. 92 minuti di applausi (sarcastici).

Essendo nato senza poteri, farà molta pena ad All Might, che dopo aver constatato il suo valore mentre cerca di farsi ammazzare per salvare un amico, decide di donargli il one-for-all. Gli svela che lui non può più usarlo al massimo perché ha subito ingenti danni fisici (gli hanno rimosso giusto quei due o tre apparati umani inutili, tipo quello respiratorio) e deve scegliersi un successore. E quel successore è proprio Izuku.

Se lo addestra abbastanza da farlo entrare alla Yuei, dove lui stesso insegna, ma ovviamente Izuku è un idiota e non sa come usare un qwirk che ha solo un utilizzo: potenziare. Non c’è molto da dire, rende solo più forti. Ok, molto più forti, ma non è che si presta a tutte queste difficoltà.

Tuttavia il corpo di Deku (questo il soprannome di Izuku) non regge e ogni volta che usa il suo potere, si sfonda braccia e gambe come se non le avesse. Che tanto c’è una vecchia infermiera col potere di curare tutto e quindi tanti cazzi, andiamo avanti ad autolesionismo.

Il lato sentimentale lo approfondirò nel prossimo paragrafo, ma comunque vi basti sapere che ha palesemente una cotta per Uraraka, ma la sola esistenza di un essere femminile intorno a lui lo imbarazza, specialmente se poi gli rivolge parola. Esattamente il giapponese scemo medio. Per fortuna sta cosa sparisce non appena inizia la scuola.

My Hero Academia Uraraka Bakugo
Sono una giapponesina da anime semplice: ho le tette grosse e sono sempre a disagio

Una classe di aspiranti eroi

Come già detto, Izuku riesce a entrare allo Yuei… e vorrei vedere, la serie si chiama My Hero Academia, quindi per forza di cose il protagonista c’è dentro. Qui finisce nella sezione A del corso per diventare eroi, insieme ad altri venti e passa studenti, tutti con qwirk strani e dai caratteri più vari.

Bakugo è il bullo nemico-amico di Izuku (tipo Vegeta con Goku), capace di far esplodere il suo sudore, mentre Todoroki è il classico bello e tenebroso a cui tutte fanno la fila. A seguire ce ne stanno tanti altri che non sto qui ad elencare perché altrimenti smetto di scrivere domattina.

Tra i compagni più interessanti c’è sicuramente Uraraka, una ragazzina dalle forme prominenti, palesemente innamorata di Izuku e altrettanto ricambiata, che tuttavia non riuscirà (o perlomeno fino ad ora non l’ha fatto) a dichiararsi. Alla fine siamo in un anime giapponese, quindi il detto-non-detto in amore è un classicone che abbiamo visto praticamente ovunque.

Come questa coppia, saranno sul punto di formarsene altre, che tenderanno più a diventare delle ship per il fandom più che concretizzarsi in qualcosa, facendo rimanere comunque tutti quanti nella singletudine a vita. Jiro e Kaminari ad esempio sono una coppia perfetta: una con dei jack per cuffie alle orecchie e appassionata di musica, l’altro capace di sprizzare elettricità incontrollata.

Tra le coppie shippate c’è anche quella tra Ashido e Kirishima. La prima è una specie di furby demonessa supersexy, il secondo un ragazzotto col potere di diventare di pietra. E io mi fermo qui, con le coppie, ma se cercate in rete troverete le ship più strane. Ogni tanto mi verrebbe voglia di prendere i fan, indicare lo schermo e dire: “li vedi quelli? Ecco, saranno single almeno fino all’ultima puntata, se non oltre, perché questo è un maledetto shonen e non c’è spazio per amori e cose così. Qui ci sono solo le botte!”

Conclusione

Al momento in cui scrivo è in corso la quinta stagione, ma sappiate che probabilmente farò una puntata del podcast appena sarà finita, soprattutto se ci saranno degli spiegoni che ampliano l’universo narrativo. Se non avete visto questo anime, ve lo consiglio caldamente, anche se è pieno degli stereotipi classici dei giapponesi, riesce a tenere alta l’attenzione e l’affetto per i personaggi, anche se alcuni come Bakugo si rivelano a lungo andare troppo ripetitivi in atteggiamenti e battute.