Il cane, lo sappiamo, è il migliore amico dell’uomo. Ma il cane discende dal lupo… possiamo quindi dire che il lupo sia almeno uno degli amichetti lontani dell’uomo? A vedere il licantropo: no. O almeno, in origine lo era. Come quegli amici fatti alle elementari e che sono almeno vent’anni che non vedete. Loro nel frattempo hanno trovato un buon lavoro, una bella ragazza di cui sono innamorati, hanno fatto figli e comprato casa. Voi state ancora cercando di capire perché continuate a spingere le porte con su scritto “tirare”.
Sommario
Quando l'occasione fa l'uomo lupo
Inizialmente il lupo era l’animale totemico per eccellenza. Le tribù nomadi sciamaniche lo invocavano per propiziare la caccia e guidare i cacciatori verso la preda proprio perché lui è il predatore per eccellenza. Ma dal momento in cui i nomadi hanno smesso di vagare e hanno iniziato a tirare su casa nelle grotte, diventando allevatori di bestiame, ecco che il loro amichetto peloso improvvisamente diventava un ospite scomodo che andava lì a scroccare qualche pecora ogni tanto. E agli allevatori sta cosa non andava bene.
Iniziò un lentissimo processo di demonizzazione che vedeva nel lupo un nemico, anche se poi i cuccioli stessi di quell’animale potevano essere addestrati per fare la guardia proprio contro altri lupi. E mentre i primi cani venivano selezionati dall’evoluzione, la figura del lupo acquistava sempre più cattiveria, arrivando a essere fusa con quella umana per dare vita a qualcosa di nuovo, di diverso: il Licantropo.
I primi miti di uomini che si trasformano in lupi risalgono addirittura all’età del bronzo, probabilmente nati dopo un intreccio tra le popolazioni nomadi provenienti dall’Asia, con quelle stanziali già presenti in Europa. Tuttavia è solo durante il medioevo che il mito della licantropia si diffonde a macchia d’olio, in particolare in Europa, dove si espande senza freni fino al 1700.
Il licantropo è ovunque!
Il licantropo è un uomo capace di trasformarsi in lupo in qualunque momento lui voglia. Tutto qui. Certo, la trasformazione può essere anche istintiva e lasciare il poveretto incapace di capire quello che sta succedendo, come d’altronde accade in uno dei testi più antichi rinvenuti in cui si parla di licantropia: il Satyricon. Qui il narratore, che sta camminando con un suo compagno, prosegue avanti mentre l’altro rimane indietro per andare a cagare (letteralmente, doveva espletare le sue funzioni corporali). Ma a quel punto il compagno in questione si strappa i vestiti di dosso e, pisciandosi sopra, diventa un lupo. Non so perché l’autore ci ha tenuto a specificare che si stesse pisciando addosso, ma tant’è.
No, ancora non ci sono citazioni alla luna piena, all’argento, ai morsi e a tutto il resto. Non siate frettolosi, ci arriviamo.
Di uomini ibridati a canidi se ne trovano diversi sparsi tra i miti europei. Gli egizi spedivano i morti tipo pacco amazon da Anubi, il loro personalissimo dio-sciacallo (la battuta sul dio-cane è scontata, dai… non siate così banali), mentre i greci avevano il mito di Licaone. A dire il vero i greci avevano anche Zeus che ogni tanto si trasformava in lupo… ma Zeus diventava un po’ quello che gli pareva, anche una pioggia d’oro, quindi non fa testo. Nella Saga dei Volsunghi della mitologia nordica invece, a trasformarsi in lupo è la madre di Re Sigger, che viene poi uccisa da Sigmund. Lo stesso eroe nordico diventa poi lupo insieme al figlio per colpa della maledizione ricaduta su di loro dopo aver rubato due pelli di lupo maledette. E non dimentichiamo gli Úlfhednar, classe di guerrieri vestiti di pelle di lupo che si diceva si trasformassero in queste bestie durante la battaglia.
Alcuni licantropi appaiono anche nelle leggende germaniche post-cristianesimo, con la curiosa abitudine dei licantropi di riunirsi tutti insieme la notte di Natale. Tipo cenone in famiglia, ma con ululati e morti di contorno. In questo caso sono descritti da Olaus Magnus anche come dediti all’alcolismo, perché se già sei lupo non ti fai mancare niente, neanche la sbronza sotto le feste.
Seppur con nomi diversi, il licantropo appare in tutta Europa. In Gran Bretagna ha il più conosciuto Werewulf, mentre nelle popolazioni germaniche si chiama Ulfhendhnir (che ai tedeschi piacciono le consonanti messe un po’ a cazzo), mentre in Francia prende il nome di Loup Garou. In Italia il nome cambia da regione a regione, ovviamente passando per dialetti incomprensibili e lasciando solo ai siciliani l’eleganza di chiamarlo Malaluna.
Fuori dall’Europa troviamo radici della licantropia anche in America, dove i coloni inglesi credevano fosse una caratteristica dei nativi americani (perché si vestivano con pelli di lupo), mentre questi credevano fosse una maledizione portata nel continente proprio dai coloni. Uno scarica barile mitologico come pochi.
In Armenia invece vi era una leggenda che vedeva protagoniste le donne. Se una donna commetteva un peccato capitale, avrebbe ricevuto la visita dello spirito di una lupa che l’avrebbe costretta in forma di lupo per sette anni (come i sette peccati capitali). In alcune varianti, diventata una lupa, la donna avrebbe fin da subito avuto fame di carne umana e avrebbe iniziato col mangiare prima i propri figli e poi i bambini dei parenti più stretti, fino ad arrivare a quelli più lontani. Finiti i parenti, come dessert, avrebbe attaccato i vicini e poi gli altri bambini del villaggio. Ovviamente, come da tradizione, avrebbe attaccato solo di notte, aprendo le porte e scassinando le serrature. All’arrivo del mattino la donna avrebbe svestito la pelle di lupa per tornare alle faccende da casalinga popolana quale era, ritrasformandosi però la notte successiva. Alle volte la trasformazione era involontaria, altre invece era più che cosciente.
Nel magico mondo dei Balcani, in particolare in Ungheria, vi era la credenza che i licantropi nascessero come bambini comuni che poi diventavano tali per via di abusi subiti dai genitori o per una maledizione. A sette anni il bambino (o la bambina… i licantropi non sono sessisti) lasciava la casa di nascita per andare a vivere nei boschi, dove poteva trasformarsi in lupo e cacciare ogni volta che voleva. La maledizione poteva essere ottenuta anche da adulti, passando per tre volte sotto un arco di betulla con l’ausilio di una rosa selvaggia. I licantropi erano soliti sterminare ogni tipo di altro animale, con una predilezione per le pecore, esattamente come i sardi. Diventavano particolarmente attivi durante le notti di luna piena, nel solstizio d’inverno e a Pasqua.
Ansia da Medioevo
Avere un vicino di casa che potenzialmente la notte potrebbe aggredirti per divorarti era una di quelle ansie tipiche del medioevo. E sapete come risolvevano la cosa gli abitanti del tempo? Beh, come tutti i buoni cristiani additavano il licantropo come bestia di satana e gli davano fuoco. Come specie, ci sono sempre piaciuti i falò.
Nel medioevo chiunque poteva accusare qualcuno di qualunque cosa, bastava additarlo e urlare: ”strega!” o “licantropo!” e il poveretto veniva preso e bruciato in preda all’isteria di massa. Gli studiosi non sono ancora riusciti a contare quanti di quei roghi fossero imputabili all’accusa di licantropia.
E quando ci si ritrova a essere un tenero e succoso villico medievale, cosa puoi fare per difenderti dai licantropi? Beh sembra che ci fossero dei segnali per riconoscerli. Ha la peluria sul dorso delle mani e delle braccia troppo folta? Allora è un licantropo. Monociglio o sopracciglia folte? Licantropo. Stesso giudizio per chi mangiava le cose crude perché non sapeva accendere il fuoco o avesse i canini un po’ troppo affilati. Il segno inequivocabile era l’indice più lungo del dito medio. Dovete essere proprio delle bestie di Satana se lo avete (si scherza ovviamente, qui non si fa bodyshaming… o forse si?).
Anche sembrare un po’ troppo in forma e mangiare poco era un chiaro segno di licantropia. D’altronde l’invidia è una brutta bestia: se mangiate poco perché siete poveri dovete essere magri e smunti. Se non lo siete, è chiaro come la luna piena che in realtà mangiate la gente di notte, quindi io ho tutto il diritto di passare da casa vostra, accusarvi di licantropia e farvi dare fuoco. È chiaro?! Come quelli stronzi che mangiano come porci e non ingrassano mai. Al rogo!
Guida pratica al licantropismo
Ehi bambini, avete sempre voluto diventare licantropi? Ora potete, grazie al nostro tutorial semplice e veloce che vi permetterà di ululare alla luna in poche semplici mosse. Scegliete uno di questi metodi e… via!
Metodo della magia: questo è facile: le streghe possono maledire una persona “donando la licantropia”. Erano solite farlo anche gratis e senza il consenso del malcapitato, in quanto schiave di Satana.
Metodo della pelle: un altro modo efficace è quello di svestire la propria pelle, per vestire quella del lupo. Il processo potrebbe essere doloroso in quanto richiede di scorticarsi vivo e vestirsi con la pelle di un lupo morto, meglio ancora se c’è ancora il cranio con tanto di denti. Se foste suscettibili al dolore e la parte sullo scorticamento non vi entusiasma, allora vi basterà indossare una cintura in pelle di lupo maledetta, anche questa dotata di cranio e denti, donata da Satana in persona. Si, Satana ha una boutique di lusso con solo cinture in pelle di lupo maledette. Il costo è semplicemente quello della vostra anima. Un affarone, tanto non la usate!
Metodo del filtro magico: un semplice unguento da spalmare su tutto il corpo. Facile da preparare e da applicare. Basta mescolare cicuta, semi di papavero, oppio, zafferano, assafetida, solano, prezzemolo e giusquiamo e l’intruglio è pronto! Per utilizzarlo si deve dividerlo in due parti: una parte da bere e l’altra da spalmare. Viene da sé capire che sono tutte sostanze psicoattive e velenose (la cicuta su tutte) che difficilmente permettevano di sopravvivere. Ma ehi, non stiamo certo qui a fare la cresta sulla vita, vero?
Metodo dell’acqua: basta bere dell’acqua licantropica, ovvero l’acqua che si accumula nelle impronte di un licantropo. L’impronta di un licantropo si riconosce perché è come quella di un lupo, ma con un dito in più.
Metodo del Santo: l’ultimo metodo per trasformarsi in licantropo è quello di essere maledetto da un santo. Pare infatti che questi avessero l’hobby di maledire gli eretici, i cannibali o chi era nato nella notte di Natale, a mezzanotte, o durante l’epifania. San Natale (si, è un santo che esiste davvero) e San Patrizio hanno maledetto così intere popolazioni (ma forse San Patrizio era ubriaco…).
Pussa via, lupo!
Per uccidere un licantropo è efficacissimo il fuoco. Ma solo se questo è in forma umana. Un altro pratico arnese è qualunque cosa sia fatta d’argento. L’argento in sé è efficace anche contro i vampiri ad esempio, per via delle proprietà disinfettanti che sono riconosciute a questo materiale fin dall’antica Grecia.
Lame e proiettili d’argento quindi facevano parte veramente del mito, anche se in alcune culture bisognava fondere l’arma a un crocifisso d’argento o bagnare il tutto con acqua benedetta. In alcuni miti più specifici si indicava persino l’ora della notte in cui fare tutto questo.
Ad allontanare il licantropo invece ci pensa lo zolfo messo sulla soglia di casa o l’aconito. Per curarlo (che poi era l’opzione più indicata) bastava che un familiare ferisse il licantropo sulla fronte con un forcone, lasciando zampillare almeno tre gocce di sangue. In alternativa, se era uno di quei licantropi diventati tali grazie alla pelle di lupo, la si doveva distruggere. Fatto questo la maledizione svaniva. Che poi il poveretto si sarebbe sentito anche fottere se, dopo tutta la fatica di scorticarsi, si fosse ritrovato nuovamente umano.
Per curare un licantropo era sufficiente anche utilizzare un infuso di aconito o farlo esorcizzare. Che si sa, l’esorcismo fa guarire da tutto, vero Chiesa? Vero?! Sempre meglio dei danesi, che credevano che per curarlo bastasse rimproverarlo… o i tedeschi, a cui bastava ripetere il nome completo di battesimo della bestiola tre volte. Anche convertirsi al cristianesimo era una forma di cura, così come la venerazione di Sant’Uberto, che proteggeva gli amici suoi dalla licantropia.
Licantropo negli horror, splatter assicurato!
Come si è visto, tutti i riferimenti più comuni che associamo al licantropo in realtà non sono mai esistiti. Ma, per come lo conosciamo, il licantropo si trasforma involontariamente durante le notti di luna piena in un ibrido uomo-lupo, può essere ucciso solo da un’arma d’argento e si nutre di carne, spesso umana. Inoltre trasmette la sua maledizione per nascita, con il morso o, in rari casi, graffiando una vittima sopravvissuta. Al risveglio il licantropo non ricorda una cippa della notte precedente e al massimo si sente un po’ stanco come se non avesse dormito.
Tutti questi elementi, tra cui anche la forma ibrida, arrivano dall’immaginario horror, con le opere letterarie scritte dal 1700 in poi, quando la condizione di licantropia smise di esistere come maledizione e il licantropo venne ufficialmente declassato da realtà a leggenda.
La prima caratteristica rubata dal licantropo degli horror è la facoltà di infettare qualcun altro con il morso. Questo deriva principalmente dal vampiro, creatura alla quale il licantropo era legato in alcune leggende dell’est Europa.
A plasmarlo così come lo conosciamo oggi sono stati principalmente i libri e i film di fine 1800 e inizio 1900, trasformandolo nell’ibrido uomo-lupo sia perché era più facile da rappresentare e da gestire, sia perché effettivamente faceva più paura rispetto a un normale lupo. Nel corso dei decenni ha poi subito variazioni in base agli universi narrativi in cui compare, ma mantenendo sempre la caratteristica trasformazione dovuta alla luna piena. Quest’ultima è una versione romanzata dell’abitudine del licantropo di trasformarsi durante la notte.
Guarda mamma, i dottori hanno detto che sono un licantropo!
Nella medicina esiste la condizione di licantropia clinica, ovvero una forma di delirio mentale che spinge chi ne è affetto a credere di poter diventare un lupo, sia nel comportamento che nell’aspetto. Nei casi più gravi è stata riscontrata la voglia di mangiare carne cruda o carne umana (no, Hannibal non era un licantropo, lui la carne la cuoceva).
Molti criminali che strappavano il cuore alle proprie vittime si è scoperto fossero affetti da questa malattia, uno su tutti era Peter Stubbe, un tedesco del 1500 che si divertiva nel mordere la gola alle sue vittime, per poi portare il cadavere in un luogo isolato e berne il sangue. Uccise tredici bambini (tra cui i suoi figli) e due donne incinte. Sotto tortura raccontò di aver ricevuto una cintura magica da Satana che gli permetteva di trasformarsi in lupo quando voleva. Cintura mai ritrovata e che non l’ha salvato dalla cattura. Raccontò anche di frequentare assiduamente Satana e di praticare magia nera fin dalla tenera età di dodici anni. Una personcina gradevole insomma.
Illustrazione di copertina: Ulrich, Uncontested Alpha a opera di Slawomir Maniak per Magic the Gathering
