• Articolo pubblicato:14 Giugno 2021
  • Categoria dell'articolo:Universi
  • Ultima modifica dell'articolo:23 Agosto 2021

Spara, costruisci, scappa, uccidi, prendi l’arma più forte, spara di più, costruisci condomini di legno, nasconditi e avanti così ogni singola partita finché non ne rimane solamente uno. Fortnite è come Highlander, ma con le pistole.

Se provassi a descrivere una partita di Fortnite, probabilmente la prima cosa che vi direi è che si tratta di un centinaio di cosplayer dalla dubbia qualità, presi di prepotenza e buttati giù da un camion volante che attraversa quella che sembra essere l’unica isola abitata di tutto il pianeta.

Neanche il tempo di atterrare in un posto sfigato alla ricerca di qualcosa per non morire male ed ecco che una nebbia viola mortale inizia a circondare tutta l’isola restringendosi sempre di più e delineando una safezone in un punto casuale della mappa. Inutile dire che si hanno i minuti contati per raggiungere quella zona di salvezza e sperare di continuare a campare uccidendo altri giocatori. Se per sbaglio o per lentezza si finisce dentro la nebbia, la salute del giocatore inizierà a diminuire inesorabilmente fino ad arrivare a zero. E si, la nebbia continuerà ad avanzare senza un limite finché almeno due giocatori (o due squadre diverse) saranno in vita, quindi avanzerà finché non ne sarà rimasto soltanto uno.

E poi basta. La partita finisce e ci si mette in coda per farne un’altra.

Ci stanno provando a dare una storia, ma non ci riescono

Quando mi sono messo a cercare informazioni per questo articolo, mi son detto: ci sarà davvero una storia dietro Fortnite? Alla fine io e i miei amici ci abbiamo giocato di rado, giusto per sparare in faccia a qualcuno durante le noiose serate da quarantena. Probabilmente questa stessa domanda devono essersela posta anche gli sviluppatori che, dopo una prima stagione che si conclude con il risucchio dell’isola in un buco nero, la seconda arrivava a terminare con un diluvio che allagava tutto.

Eh già, ma come spiegare che nel frattempo le skin dei personaggi non erano più soltanto l’uomo banana o la ragazza con il missile (non pensate male, eddai… non ricordo assolutamente nessuno dei nomi dei personaggi originali di Fortnite e non ho intenzione di andarli a cercare… provo totale disinteresse per la cosa), quindi era necessario inventarsi qualcosa che giustificasse, a livello di lore, l’inizio di una collaborazione con la DC che introdusse Aquaman.

Ed ecco sbucare quindi le realtà parallele, un’ottima scusante per iniziare a mettere nel gioco praticamente di tutto. Con la quarta stagione infatti è arrivato il mondo Marvel, ma quella realtà è stata mangiata da Galactus, non prima però, che l’Agente Jones riuscisse a entrare nel Punto Zero per arrivare alla stagione cinque.

E cosa diavolo è il Punto Zero? Beh, sostanzialmente è un hub di realtà. Tutte le realtà sono collegate al Punto Zero ed esso le gestisce tutte. Nella quinta stagione però, il Punto Zero si è spaccato, concludendosi con un dissesto di tutte le realtà.

Nella sesta stagione viene introdotto un nuovo personaggio: la Fondazione, una specie di essere in armatura tipo Il Mandaloriano che sarebbe uno dei sette (ma non si sa cosa sono di preciso “I Sette”) e che, insieme al giocatore e all’Agente Jones, è riuscito a sigillare il Punto Zero in una torre di pietra. Ma il Punto Zero anche se sigillato ha avuto un effetto devastante sull’isola, mandando una sorta di EMP che ha cancellato gran parte delle armi tecnologiche e ha riscritto un po’ la geografia del posto. Non tanto comunque.

Arriviamo infine alla stagione sette, quella appena uscita al momento in cui scrivo, in cui assolutamente a caso arrivano degli alieni blu a invadere il “mondo”. Si, mondo è tra virgolette perché non si può proprio chiamare mondo giusto quell’isoletta di venti metri quadrati. Esistono ricconi che hanno ville più grandi dell’isola di Fortnite.

Puoi giocare a Fortnite anche con il tostapane

Sulla lore ho detto praticamente tutto quello che c’era da sapere. Ora veniamo però ai luoghi comuni: Fortnite è un gioco per bambini. Questa espressione l’ho sentita dire tante di quelle volte che, se non cercassi di rimanere fuori dai pregiudizi, probabilmente me ne sarei convinto anche io.

Indubbiamente Fortnite è frequentato da molti bambini, ma… perché? Beh è molto semplice: il gioco ha dei pregi difficili da eguagliare, perché riesce a combinare perfettamente un sistema di gioco semplice a una grafica cartoonata (che rassicura i genitori), con un obbiettivo davvero molto base: uccidere gli altri giocatori per rimanere l’ultimo in vita. A questo sommiamo il fatto che esiste praticamente per ogni consolle, per PC, in versione mobile, etc… praticamente si può giocare insieme ai propri amici anche connettendosi con un tostapane. E, ultimo dettaglio da non trascurare, è gratuito.

Gatto Fortnite
Lui è il personaggio preferito dalle gattare

Probuilder mancati rubati a Minecraft

Ciò però non preclude il fatto che abbia dei difetti. In primis è ripetitivo come pochi giochi sul mercato. La mappa è sempre quella, le località tra una stagione e l’altra cambiano sempre di poco e l’effetto novità sparisce già dalla seconda partita della stagione. Che palle.

In più il sistema di gioco prevede la creazione di costruzioni in legno, mattoni e ferro, che servono ai giocatori per creare ripari di fortuna per curarsi o tirare su delle barriere. Ma a parer mio sta cosa rovina tutta l’esperienza di gioco, in quanto vanifica l’appostamento per cogliere un avversario di sorpresa, perché al primo danno questo si gira e tira su un muro.

I pro player riescono a tirare su palazzi di venti piani con piscina, garage e tavernetta, che neanche il migliore degli architetti, il tutto con combinazioni di tasti premuti a una velocità tale che io, sinceramente, non riesco a starci dietro. E la cosa mi annoia, più che altro perché proprio il sistema delle costruzioni lo trovo del tutto inutile. Si, lo so, sembra un rosik e probabilmente lo è… però che palle.

Conclusione

Ma in tutto ciò, perché ho scelto di giocare (anche se molto raramente) a Fortnite? Beh perché come accennavo prima, da quando siamo entrati in pandemia, vedere i miei amici era diventato difficile visto che abitiamo in paesi diversi. Per questo motivo cercavamo qualcosa da fare insieme, anche se giochiamo da dispositivi totalmente diversi (PC, PS4, Switch, mobile) e che, ovviamente, fosse gratuito. Questo perché io sono povero e non ho intenzione di spendere soldi. E si, le skin dei personaggi non mi tentano minimamente e, sostanzialmente, me ne sbatto.

Fonti

Per approfondire: Wiki inglese