• Articolo pubblicato:3 Luglio 2022
  • Categoria dell'articolo:Serraglio
  • Ultima modifica dell'articolo:4 Luglio 2022

Dai, chi non conosce il Minotauro? Nella propria vita, anche inconsapevolmente, ognuno di noi è entrato in contatto con questa figura mitologica, che sia attraverso gli anime, le serie tv, i videogiochi, i libri, i porno o i giochini sessuali. E dire che il minotauro per i greci non è che fosse così importante. Appare nel mito solo come boss per una delle più famose avventure di Teseo e solo per fare la parte del villain che muore male. E non è che ciò accade alla fine della storia… no, il minotauro muore forse a metà… o addirittura a un quarto.

Il mito del minotauro è abbastanza conosciuto: un toro umanoide con problemi di autocontrollo, rinchiuso in un labirinto ed ammazzato dal Teseo di turno. E niente, la sua storia sarebbe solo questa. Si, chiunque vi voglia parlare del minotauro inizierà a raccontare la storia di Minosse, Atene e di Teseo, ma per l’appunto: quella è la storia di Teseo, non del minotauro. È la storia dell’eroe vista dal POV dell’eroe e non della creatura mitologica protagonista di questo articolo. Ma ho deciso di farlo: voglio narrare la storia del mito dal punto di vista del bovino.

Il minotauro nasce da Pasifae, moglie di Minosse e da uno splendido toro bianco, donato da Poseidone al re di Creta (Si, Minosse, ma non volevo dirlo per evitare ripetizioni) perché il monarca lo potesse sacrificare al dio. Cioè praticamente Poseidone si è autoregalato un sacrificio di una bestia bellissima che lui stesso ha donato… che è un po’ la stessa cosa di quando io, da bambino, chiedevo i soldi a mia madre per farle un regalo di compleanno.

Il problema è che quel pirla di Minosse decise di non sacrificare il toro bello a Poseidone, ma scelse di sacrificarne un altro più… comune, tenendo il toro bianco, bello e lucente tutto per sé. Diciamo poi che Poseidone non è tipo che si accontenta e decide di punire Minosse facendo innamorare Pasifae proprio del toro. Praticamente ha sconfinato nel reame di potere di Eros… o di Afrodite; insomma, far innamorare le genti non è cosa che dovrebbe fare il dio del mare.

Pasifae, in preda agli ormoni e con un’insaziabile voglia di anticipare Cicciolina nel famoso porno con il cavallo, prende l’ardita decisione di farsi ingroppare alla grande dal toro e, per farlo, chiede a Dedalo di costruirgli una giovenca di legno in cui lei possa infilarsi, lasciando aperto solo il buco… giusto. Che cazzo è una giovenca? Una vacca molto giovane. Praticamente la versione adolescente di una bovina. Che al toro bianco di Poseidone si vede che gli piacevano le lolita.

In tutto ciò Dedalo esegue l’ordine senza fare domande. E forse è questa la cosa che mi lascia un po’ più stranito. Si ok, è la tua regina, ma ti ha appena chiesto un giocattolo sessuale per accoppiarsi con un toro. Tutto apposto Dedalo? Sei sicuro?

Fatto sta che Pasifae si riesce ad infilare nella vacca di legno e finalmente raggiunge il suo obbiettivo. Casualmente però, rimane incinta. Pare che il toro bianco non usasse preservativi. Dopo nove mesi di gestazione eccolo lì, il nostro protagonista, la nostra star: il minotauro. Come Pasifae l’abbia partorito, è un mistero. Aveva le dimensioni di un bebè, ma era letteralmente un mezzo toro, con tanto di zoccoli… non proprio il bebè più facile da far nascere. Ricordiamo però che Pasifae, prima del babytoro aveva partorito otto figli, quindi forse il piccolino ha trovato una galleria anche abbastanza comoda in fase di uscita. Magari c’era un punto ristoro a metà strada dove prendere un caffè.

Ma si, è nato. E no, non si chiama “minotauro”. Quella è la razza. Il suo nome vero, che conoscono in pochi, è Asterione… che guardacaso è anche il nome del padre adottivo di Minosse. Altre fonti riportano che il suo nome sia in realtà Asterius… ma insomma stiamo là.

Minotauro Castlevania
Sta 'ncazzato abbestia perché gli hanno spoilerato la sua serie tv preferita: una mamma per amica

Labirintismo estremo

Non ci è dato sapere di cosa si sia nutrito il piccolo Asterione negli anni, sappiamo solo che Minosse, un attimo provato dalla nascita del pargolo-toro, non l’ha presa proprio bene, decidendo di farlo rinchiudere da qualche parte… ma dove? Fu l’oracolo di Delphi a dare la soluzione al cornuto re di Creta, che pare pronunciò queste esatte parole: “Hai presente Dedalo? Fai fare tutto a lui. Vattene e lasciami dormire.” Ed ecco che torna Dedalo, chiamato dal re perché costruisca un labirinto in cui imprigionare la bestia. Ne converrete con me che era più semplice ammazzarlo da neonato, ma perché fare le cose facili quando ci si può complicare la vita? E quindi andiamo Dedalo: costruisci sto cazzo di labirinto e non ti lamentare.

Quanti anni ci vollero per tirare su un gigantesco labirinto? Non lo sappiamo, ma suppongo abbastanza perché nel frattempo il minotauro era passato da bebè a bovino adolescente, cresciuto a carne umana e cattiverie.

Quando il labirinto fu terminato, Minosse, che era parecchio stronzo, decise di rinchiudere al suo interno non solo il minotauro, ma anche Dedalo e Icaro, suo figlio, che conoscevano la pianta del posto e avrebbero potuto sfruttare la cosa contro di lui. In teoria ora parte lo spin-off sulla storia di Dedalo, ma non perdiamoci in chiacchiere che tanto qui c’è solo da perdersi e basta. Saltiamo al punto in cui Icaro e Dedalo riescono a scappare e il povero Asterione rimane tutto solo nel labirinto.

Certo, avrà anche una casa tutta per lui, ma è tutto buio, non si vede una cippa, è umido e non piglia neanche il 5G, che quel pezzente di Dedalo non si era degnato di inventare internet. Capite bene che se siamo tutti usciti pazzi per tre mesi rinchiusi in casa per via della pandemia, il minotauro non deve averla presa proprio benissimo negli anni che ha passato a vagare per dei sotterranei bui, perdendosi tra il bagno e la cucina. E no, non aveva né il bagno, né la cucina. Dedalo era un inventore, mica un arredatore d’interni.

Una boss battle deludente

Per assicurarsi che il figlio deforme e brutale non crepasse, Minosse decise di inviare ogni anno all’interno del labirinto sette ragazzi e sette ragazze. Da quel che sappiamo è una cosa che ha fatto per diversi anni, ammazzando letteralmente un sacco di gente. Tutto per non far crepare un mostro che non era neanche suo figlio. Padre dell’anno.

Non sappiamo se Asterione si mangiasse gli sfigati tutti in un colpo solo tipo all you can eat o se li conservasse in giro come spuntini da tenere pronti all’occorrenza, ma sappiamo che in uno dei gruppi di fortunatissimi c’era anche Teseo. Tutti si perdevano nel labirinto, minotauro compreso, ma quello stronzo di Teseo aveva ricevuto in dono un filo dall’abito di Arianna, che aveva il magico potere della scienza e gli avrebbe permesso di ritrovare la strada una volta ucciso il minotauro. Si, perché lo stronzo raccomandato, era già partito proprio con l’intento di ammazzare male Asterione, anche se non gli aveva fatto niente di male. Non ne aveva ancora avuto la possibilità, quantomeno.

Certo che pure tu, Asterione, sei proprio un coglione. C’è un ragazzino con una spada più grande di lui che viaggia all’interno di un labirinto che è casa tua, portandosi dietro un filo. Prima di cercare di ammazzare il pirla, rompi il filo. Sei mezzo toro e non riesci a strappare un sottile strato di cotone intrecciato? Te la sei proprio cercata.

Ci sarà stato un combattimento epico all’interno del labirinto? Forse, ma nessuno lo saprà mai perché non si vedeva un cazzo. Teseo però passerà il resto della vita a farsi il figo e ad usare la storia per rimorchiare le piccole ateniesi che lo adoravano.

All’uscita di Teseo dal labirinto, il mito ci dice che il minotauro è morto, ma non ci sono prove della cosa se non la parola di Teseo. E sicuramente Minosse non c’aveva sbatta di andare dentro a controllare… oltre al fatto che grazie a questo si era tolto l’incombenza di mandare ogni anno quattordici ragazzini a morire.

Minotauro antica grecia
Un antico mosaico in cui Teseo faceva BDSM col minotauro

Testa bovina e testa umana

Secondo la descrizione classica, il minotauro sarebbe rappresentato come un toro umanoide, quindi con le apparenze di un toro, capace però di reggersi su due zampe e muoversi come un essere umano. Ha la pelliccia, la coda, le corna e gli zoccoli tipici del toro e si fa sempre una particolare menzione al fatto che la testa sia quella del toro. Il motivo non è il bodyshaming, bensì il simbolismo su cui si basa la sua figura.

Al contrario Ovidio e alcune fonti successive, descrivono il minotauro come una creatura dal corpo di toro, ma dalla testa umana. Ha le corna, la coda e gli zoccoli, magari con qualche sprazzo di pelliccia qui e là, ma la testa è umana, quasi a ricollegarlo alla figura del satiro o del centauro. Proprio in versione simil-centauro lo troviamo raffigurato con il corpo di un toro dalla vita in giù e quello di un uomo dalla vita in su. Questa particolare descrizione appare in una delle traduzioni del sesto libro dell’Eneide di Virgilio, ma anche in uno dei libri dei Medici ritrovato nel Palazzo Strozzi di Firenze. Questa raffigurazione permase per tutto il rinascimento e appare anche in tempi moderni come nel libro Mythology: Timeless Tales of Gods and Heroes di Edith Hamilton.

La domanda che si fanno tutti: il Labirinto esiste?

No. O almeno, se è esistito si deve essere polverizzato molto bene, perché gli archeologi lo hanno cercato per anni, ma non lo hanno trovato. Magari hanno solo sbagliato punto in cui scavare la buca, ma fatto sta che al momento non si hanno notizie del vero labirinto del minotauro. Ma c’è da dire che però qualcosa di simile a Creta c’è davvero: il castello di Minosse. La base del castello infatti è un intreccio di ben 1300 stanze, che facilmente possono ricordare un labirinto. Non è da escludere che l’idea per il labirinto del mito sia nata proprio dalla pianta confusa con cui è stato eretto il castello.

Che poi che casino deve essere avere un castello con un piano terra di mille e trecento stanze? Poniamo che uno si dimentica qualcosa in una di esse… prima di ritrovarla diventa vecchio… e ci muore dentro. E poi le malelingue diranno che è stato mangiato dal minotauro, quando invece il povero pirla stava solo cercando il bagno. O il senso della vita.

Minotauro Final Fantasy VIII
Final Fantasy VIII... due minotauri che fanno sasso carta forbice e poi si lanciano in aria. Ok, lo posso accettare. Forse

“Dio Toro” vale come bestemmia?

Ammettiamolo, ognuno di noi se sente parlare di Creta, l’associa tranquillamente alla mitologia greca. D’altronde Minosse venerava Poseidone, un dio greco, quindi perché non farlo? Il problema è che Creta è un’isola abbastanza buttata alla cazzo nel Mediterraneo, un po’ troppo vicina al Medio-oriente e che quindi non ha potuto resistere alle influenze delle culture e mitologie provenienti anche dall’altro lato. Secondo A.B. Cook e J.G. Frazer (che non ho assolutamente idea di chi siano, ma Wikipedia sostiene siano rispettivamente un archeologo e un antropologo di fine ‘800 e inizio ‘900), minotauro e Minosse dovrebbero essere le due facce dello stesso dio del sole, che veniva rappresentato come un toro. Effettivamente a Creta c’avevano una certa fissa sia per i tori che per i labirinti e il tutto poteva essere ricondotto alle influenze di Canaan, che all’epoca venerava un dio-toro, Moloch, al quale si divertivano a sacrificare dei bambini.

Secondo Karl Keneryi contemporaneo degli altri due e studioso di filologia classica, Asterios sarebbe in realtà correlato al culto delle stelle e collegato a una dea che sarebbe stata conosciuta come la Signora del Labirinto. Dea di cui non si sa neanche il nome, in quanto raffigurata sulle monete coniate a Cnosso dal V secolo in poi, con una corona composta da un labirinto al cui centro vi era una stella (che si ipotizzava rappresentasse proprio Asterios).

Il minotauro viene bullizzato

In tutte le fonti che ho trovato nel quale si approfondiva la figura del minotauro, si finiva sempre a parlare del suo ruolo all’interno della Divina Commedia di Dante. Il poeta nostrano altro non era se non un grandissimo citazionista, solo che al posto di nominare serie tv e film come faccio io, citava fatti storici e miti.

E se il nasone nazionale aveva scomodato lo sconosciuto centauro Nesso, non poteva certo non far fare una comparsata anche al buon vecchio Asterione. Arrivati al settimo girone dell’inferno, quello dei violenti, Dante e Virgilio incontrano proprio il minotauro. Virgilio, che era un gran bastardo, inizia quindi a insultare Asterione, ricordandogli che è morto per mano di Teseo, un ateniese aiutato dalla sua sorellastra. Probabilmente al ricordarsi la vita di merda che ha avuto, il minotauro è scoppiato a piangere. O almeno questo è quello che deve aver pensato Gustave Doré, artista francese che lo rappresentò tutto lamentoso al cospetto dei due scassapalle. Sto poveretto stava solo facendo il suo lavoro e arrivano i due bulli, spacciati per protagonista e guida, che lo insultano e lo deridono. Dante, sarai stato anche un grande poeta, ma eri sicuramente un pezzo di merda in vita. Ha fatto bene Beatrice a non cagarti di striscio.

In Magic i minotauro sono anche mezzi capra

Il perché del Minotauro

Come dicevo, il mito sorge tutto intorno a un concetto filosofico. Il minotauro non è un mito nato con lo scopo di spiegare un qualche fenomeno naturale particolare, bensì come storia per dimostrare la vittoria della ragione sull’istinto. Il fatto che all’interno del mito si faccia sempre riferimento alla testa di toro è perché il cervello, è effettivamente indicato come quello di un toro, quindi un cervello animale che risponde a istinti basici e naturali. Il minotauro è la bestialità, rappresenta non solo l’istinto feroce e dissennato che fa assomigliare l’uomo agli animali, ma è anche la personificazione della vittoria di Creta su Atene.

La sua uccisione da parte di Teseo, che era ateniese, va quindi a mettere il focus sulla vittoria dell’intelletto sull’istinto. Anche se svantaggiato, Teseo ha vinto il mostro grazie all’ingegno (e alla spada. Non dimentichiamoci della spada), ponendo fine al controllo di Creta su Atene. La morte del minotauro va quindi a determinare l’indipendenza ottenuta da Atene su Creta.

La narrazione del mito potrebbe essere nata dal tributo che Creta chiedeva ad Atene durante la sua egemonia sul Mar Egeo. Gli ateniesi erano appunto costretti a mandare in tributo sette ragazzi e sette ragazze ogni anno, come simbolo di sottomissione. Tali sfigati venivano poi sacrificati in un rito compiuto da un sacerdote che indossava una testa di toro. In questo senso, l’uccisione del minotauro permise ai greci di fare propaganda e mettere un confine netto tra la loro cultura e quella dell’ormai decaduta Cnosso.

Un’altra spiegazione ha provato a darla il giornalista Matt Kaplan, dando la colpa nientepopodimenoche ai terremoti. L’attività geologica della zona, potrebbe infatti aver provocato i “muggiti” che si sentivano provenire dalle profondità del palazzo di Minosse. Sfruttando la datazione al carbonio dei fossili marini rigettati dagli tsunami, pare si sia riuscito a dedurre che al tempo dei minoici, la zona avesse problemi di crepe e buchi per terra e che quindi il mito del minotauro sia nato come copertura e spiegazione per i terremoti di piccola entità con cui i popolani si ritrovavano a convivere.

Illustrazione di copertina: Smelt-Ward Minotaur a opera di Wisnu Tan per Magic the Gathering.