Quando venni a sapere della morte di Leslie Nielsen fui molto triste. Era tra i miei attori preferiti e sapevo che, con lui, moriva anche la mia speranza di vedere un giorno Una Pallottola Spuntata 444 e 1/4. Si perché la trilogia di Naked Gun (questo il suo titolo originale), è forse tra le cose ho visto e rivisto di più in assoluto… forse al pari della trilogia di Matrix o dei film di Bud Spencer e Terence Hill.
L’ironia della pallottola spuntata è particolare perché non fa ridere solo con battute e gag comiche, ma anche sfruttando il sottofondo, lasciando che sia lo spettatore a notare quei dettagli paradossali che i personaggi ignorano totalmente, come se per loro fosse la normalità. Il tutto aiutato da stacchi e riprese che permettono effettivamente di godersi la scenografia senza però distogliere l’attenzione dai personaggi principali.
Per Una Pallottola Spuntata ho scelto un caffé macchiato, miscela arabica, con una bustina di zucchero bianco. Una bevanda dolce ma non stucchevole, dal gusto morbido e leggero.
Per Una Pallottola Spuntata ho scelto un caffè macchiato, miscela arabica, con una bustina di zucchero bianco. Una bevanda dolce ma non stucchevole, dal gusto morbido e leggero.
Sommario
Un universo da vedere e rivedere (e rivedere)
Prima di andare a descrivere un po’ questo universo narrativo paradossale, permettetemi un piccolo appunto: Dove cazzo guardo questa trilogia? Ogni volta che ho voglia di rivederla parte il punttantour delle piattaforme streaming nella speranza di beccarla da qualche parte. Ma io dico: Netflix, Disney, Amazon, siete dei fottuti colossi, possibile che non avete due spicci per comprare i diritti di un capolavoro del genere e lasciarlo fisso da qualche parte? Eddai su, non fatemi incazzare che poi bestemmio e inizio a insultare categorie di persone a caso. Infatti il problema principale è proprio che uno non sa dove vederla. Alle volte ho così tanta voglia di spegnere il cervello e guardare uno dei tre film, che arrivo a cercarli anche su Mediaset Infinity e RaiPlay, ovviamente senza successo, visto che queste due emittenti italiane non sembrano capaci di intrattenere qualcuno se non con roba trash. Comunque ho controllato: i diritti sono di Paramount, quindi lo si trova su Paramount+… che palle, non ho soldi per un altro abbonamento.
Comunque, veniamo a noi e a questa piccola perla del cinema americano demenziale. Tutte le vicende ruotano intorno a Frank Drebin, detective della polizia che si occupa di risolvere i casi più difficili (quelli facili non esistono, sappiatelo). Frank è un uomo tutto d’un pezzo (parole sue eh… anche se… cosa mai vorrà dire? Mah), un vero maschio alpha di classe ed eleganza, attraente ed educato con le donne. Insomma, è lo stereotipo del brav’uomo americano degli anni ’80. Addestrato nell’uso di tutte le armi (sia mai che in America, un protagonista non sappia usare tutte le armi), nel corso della sua carriera si è ritrovato a sconfiggere terroristi e criminali di ogni tipo. Però un momento, vi sto dicendo troppo adesso… ve ne parlo nella sezione dedicata al primo film. Comunque, nel corso della trilogia dovrà sventare un attentato alla regina d’Inghilterra, salvare uno scienziato innovatore dalle lobby del nucleare e impedire l’esplosione di una bomba durante la notte degli oscar.
Tutte le storie sono condite con ironia e spensieratezza e non c’è un vero e proprio personaggio da definire spalla comica, perché in realtà lo sono tutti. Anche se forse Nordberg un po’ più degli altri. Il tutto è poi condito dalla storia d’amore, anche tormentata, tra Frank e Jane, che porterà i due a vivere siparietti comici che anche nei momenti più drammatici riescono a farti piegare in due dalle risate. Si, ma prima di andare avanti forse è il caso di fare un passo indietro alle origini…
Prima venne la serie: Police Squad
Non tutti lo sanno, ma Naked Gun era originariamente una serie TV chiamata Police Squad nata con l’intenzione di parodizzare tutti quei film e serie TV poliziesche che andavano tanto di moda negli anni ‘70 e ‘80. La serie vide infatti la luce nell’ormai lontanissimo 1982 e, nonostante fosse piaciuta praticamente a tutti, quei folli della ABC decisero di cancellarla dopo solo sei episodi.
La ABC se ne pentì amaramente visto che quella miniserie venne mandata a ripetizione su altre emittenti televisive, ottenendo così tanto successo da arrivare anche in Italia. Qui da noi, dove le cose arrivano sempre tardi, la serie arrivò dopo il primo film. E visto che il film si chiamava Una Pallottola Spuntata, si decise che per l’adattamento italiano il titolo sarebbe stato: Quelli della Pallottola Spuntata.
“È chiaro telespettatore scemo? Non ti puoi sbagliare, questi sono quelli che stavano nella Pallottola Spuntata! Ti è piaciuto il film e ora ti guardi la serie… stupido pezzo di carne, ci servi solo per fare numero negli ascolti.” Più o meno questo è quello che deve aver pensato chi si è occupato del titolo dell’adattamento.
Se avete modo di recuperare i sei episodi, vedrete che voleranno via tra risate e sorrisini, presentandovi, tra le altre cose, non solo i personaggi principali, ma anche i secondari, tutti con qualche caratteristica. Indimenticabile tra tutti è Jhonny, un lustrascarpe che lavora in uno dei vicoli della città e che Frank usa non tanto per farsi lustrare le scarpe, ma per avere informazioni sui casi. Sa cose delle vittime o dei sospettati che, probabilmente, non ricorda neanche la persona stessa. Difatti il povero Jhonny, dal nome comunissimo, è la parodia dell’informatore civile, quella figura che appare spesso nei polizieschi e che, tra una chiacchera e l’altra, svela quelle informazioni che poi il detective di turno userà per risolvere il caso.
Purtroppo dei vari attori presenti nella serie, solo un paio li ritroveremo nei film, in quanto per i loro ruoli sono stati ricastati altri attori. Tuttavia il cast iconico è proprio quello dei film, dove ad esempio Norberg è nero, mentre invece nella serie è bianco. Sarà stato forse un tentativo di inclusione? Boh, fatto sta che l’attore dei film, OJ Simpson (anche se non è imparentato con quelli gialli), è stata una scelta azzeccatissima, in quanto le sue gag mi fanno sempre morire. Sono gag semplici eh, nulla di così elaborato… diciamo che spesso sono più alla Paperissima, con lui che si fa male in modi improponibili, ma hanno quel non so che, forse nostalgico, che me le fa amare.
Piccola nota d’onore per la sigla d’apertura, con una sirena in primo piano nei primi tre secondi (che verrà ripresa nei film), mentre in sottofondo una voce presenta il cast principale. In ogni sigla di ogni episodio appare un personaggio famoso che muore poco dopo la sua introduzione. Altra cosa spassosa: la voce narrante leggeva appositamente un titolo sbagliato rispetto a quello della puntata che appariva a schermo. Curiosamente questa è più o meno la stessa cosa che succede nei capitoli di apertura e chiusura dei libri di GOT: personaggi con POV destinati a morire male… Martin, non è che per caso eri un fan della serie?
Proprio una robetta finale: avete presente che negli anni ’70 e in generale nelle vecchie serie, la puntata si chiudeva con un fermoimmagine e seguivano i titoli di coda? Ecco, qui parodizzano anche quello. In realtà gli attori si freezzano all’unisono, mentre tutto intorno a loro continua a muoversi e, infatti, succedono cose assurde. In una puntata il ladro appena catturato, ad esempio, vedendo tutti fermi, scappa.
Voto per Police Squad:
7 - Bello, si vede che ha del potenziale!
Due parole conclusive su Police Squad. Si, anche se ne ho parlato super bene, il voto è giusto sopra la sufficienza. Perché? Beh perché si vede che l’idea di fondo c’è, ma la mancanza del cast dei film a cui sono affezionato, ha influito molto sulla visione e, soprattutto, non ho notato quella complicità nel cast che invece vedevo nei film. Per il resto, diciamo che ci sono alcune scene iconiche, ma rispetto al resto della serie, non è così impattante. Oltre a questo… se la trilogia è difficile da trovare sulle piattaforme in streaming, questa serie è proprio introvabile. L’unico modo per vederla è averla in DVD (ovviamente parlo di metodi legali… you know what I mean).
La prima pallottola è quella che colpisce
Il primo film della Pallottola Spuntata arrivò nel 1988 e fu subito un successone. Adorato tanto dal pubblico, quanto dalla critica, lasciò tutti a terra, sfiniti per le risate. Già qui si critica in modo molto pungente la società americana, con tutte le sue ipocrisie, ma la cosa curiosa è che il film riesce a proporre delle gag comiche fantastiche pur seguendo una trama quasi realistica. Ora, se mi mettessi a esaminare il film, minuto per minuto, in lingua originale, sicuramente beccherei qualche buco di trama, ma per fare una cosa del genere dovrei essere: o estremamente fan, oppure molto psicopatico. Visto che non sono nessuna delle due cose (però magari sulla seconda ci potrei fare un pensierino), per quanto mi riguarda il film ha una trama coi fiocchi!
Anche qui compare la sigla, la sirena diventa protagonista e in primo piano, che vaga nei luoghi più assurdi. Ed ecco che prima è su una strada, poi in un minimarket, poi in uno spogliatoio femminile (si, si vede qualche tetta e un po’ di culo e mi sa anche un po’ di pelo… apprezzo quelle opere che non si scandalizzano per il corpo umano nudo) e via così mentre chiunque incontri la volante scappa via terrorizzato, sperando di non essere investito.
Passiamo però adesso alla trama vera e propria. Di Frank Drebin vi ho già parlato nell’introduzione: detective addestrato, americano fiero, affascinante, elegante, educato. Per tutto il film si usano alcuni suoi comportamenti all’epoca considerati effemminati, per tirare su qualche altra gag.
In questo primo film il nostro Frank Drebin dovrà salvare la Regina Elisabetta 2 dall’oculata strategia di omicidio di due tizi palesemente non americani (e ricordiamolo: se non sei americano, per l’America sei tendenzialmente un villain): Pahpshmir e Ludwig. Sarà però proprio grazie a Pappsmir (si, lo stesso di prima, ma non mi va di usare le H) che Frank incontrerà Jane, l’amore della sua vita. La segretaria sarà inizialmente inviata dal suo capo a casa di Frank per sedurlo, ma finirà con l’innamorarsene.
La quantità di gag è assurda e alcune sono diventate iconiche così tanto da essere memate e sbattute su TikTok. Chissà qaunti zillennials e genz si saranno trovati davanti una scena di Una Pallottola Spuntata e non l’hanno riconosciuta.
Voto per Una Pallottola Spuntata:
10 - Mi è piaciuto troppo!
Letteralmente un capolavoro per quel che mi riguarda. Uno di quei film che almeno una volta nella vita và visto e rivisto. La comicità demenziale e l’attorialità incredibile che si mostrano nel film, lo rendono un vero e proprio cult senza tempo. Certo, se poi fate gli schizzinosi perché non ci sono effetti speciali degni di nota e la qualità video è palesemente vecchia, beh… perché state perdendo tempo a leggere questo articolo? Andate a vedere i film in 4k e non rompete il cazzo.
La seconda pallottola è quella che puzza
Una Pallottola Spuntata 2 e 1/2: L’Odore della Paura è il secondo film della trilogia, arrivato nel 1991. Il perché si parli di “odore della paura” nel titolo, a distanza di così tanti anni ancora non mi è chiaro, ma mi sono chiarissime nel cervello tutte le varie gag che anche in questo seguito ho amato.
Anche se lasciamo Frank Debin e Jane più che innamorati alla fine del primo film, qui scopriamo che le cose non sono andate bene e che si sono lasciati. Piccola lacrimuccia se non fosse per una delle scene più belle di tutta la trilogia:
Sono entrambi in un bar, si sono visti per un chiarimento. Litigano, lei sfoggia tre schiaffi che lasciano Frank sorpreso (non vi dico perché) e tutto si chiude con lei che va via e lui, che per dimostrarle che non ci è rimasto sottissimo, le urla dietro “Non facevo così tanto sesso da quando ero il capo dei boy scout“. E niente, visto che sono stato per 18 anni un capo scout del CNGEI (quelli laici, niente chiesa, grazie), io qui muoio dalle risate.
Il tutto fa ridere perché questa battuta allude al fatto che in America c’è lo stilema del capo scout pedofilo almeno quanto noi, qui in Italia, abbiamo quella del prete pedofilo. Quindi, sebbene Frank intendesse dire che “quando era capo scout” era giovane e prestante e rimorchiasse un casino, quello che passa dalla battuta è che poteva anche essere un pedofilo. Lo so, spiegare le battute è brutto, ma a volte serve. Il contesto ed il mondo è cambiato, quindi è chiaro che un film che è figlio dei propri tempi, possa invecchiare male sotto alcuni aspetti se non si conosce proprio il contesto di riferimento. Ehi, che pippone. Adesso basta però.
Comunque tutto il film ruota intorno al programma energetico del Dr. Albert Meinheimer, che si concentra sulle energie rinnovabili. Ovviamente ai magnati dell’industria del carbone, sta cosa non sta bene e vogliono far sparire il dottore prima del suo discorso di presentazione. Il cattivo di turno è Hapsburg con il suo scagnozzo Savage, che fa rapire il dottore e lo tiene in ostaggio. Tra un salvataggio bellissimo in cui Frank finisce a sua volta rapito e una scena troppo bella in cui cantano vestiti da mariachi, Frank e gli altri smascherano Hapsburg, disinnescano la bomba messa all’edificio e salvano Jane, che torna con il nostro protagonista.
Voto per Una Pallottola Spuntata 2 e 1/2 - L'odore della paura:
10 - Un sequel divertente quanto il primo!
Quanti sequel possono vantare di essere ottimi come il primo film? Pochi. Generalmente i sequel fanno cagare. Alle volte sono decenti eh, non fraintendetemi, le eccezioni esistono. Questo film è quello che metterei per spegnere il cervello in una serata in compagnia, quando proprio non sai che guardare. Piccolo aneddoto: l’ho usato anche per rimorchiare. La scusa del “vieni su da me che ti faccio vedere la mia collezione di farfalle” non va più da secoli (e tanti infatti non coglieranno la citazione), ma il “vieni da me che ti faccio vedere un film per spaccarci di risate” è servita.
La terza pallottola è quella che ti stende
Una Pallottola Spuntata 33 e 1/3: L’Insulto Finale, è il capitolo finale della trilogia, arrivato nel 1994 con l’intento effettivo di essere una conclusione del franchise. E ci riesce benissimo.
Il film parte col botto grazie a una sequenza spettacolare in cui Frank Drebin deve affrontare tutta una serie di persone armate mentre aiuta delle donne col passeggino a scendere una scalinata e mentre personalità di spicco di ogni genere, dal Presidente degli Stati Uniti, al Papa, passano proprio da quella scalinata. Bellissimo.
Scopriamo poi che era tutto un sogno (bagnato) di Frank, che ormai è in pensione e si è ritirato a vita privata per fare la casalinga a tempo pieno. Ma lui non ci sta: il richiamo al dovere è troppo forte e, quando gli capita per le mani un caso, ci si butta dentro con tutte le scarpe. Finirà in cella per poter avere la fiducia di Rocco Dillon, il cattivone di turno, che ha deciso di fare il bombarolo con una delle buste alla premiazione degli oscar.
Qui nascerà il personaggione di Nick, lo Sfregiatore Magico, l’alter ego di Frank, ma verrà fuori tutta una gag magnifica dove Frank, per infiltrarsi alla notte degli oscar, si fingerà Phil Donahue, rovinando immancabilmente la reputazione dell’attore. Alla fine di tutta la sequenza ero in lacrime per le risate.
Anche in questo film ci sono diverse scene iconiche, che sono andate viralissime sui social. Tra queste vi è il facepalm generale di tutta la platea degli oscar nel momento in cui Frank, con in mano la bomba, ma senza la pistola, molla la bomba al cattivone per fare a cambio con la pistola. Bellissimo.
Voto per Una Pallottola Spuntata 33 e 1/3 - L'Insulto Finale:
10 - La degna fine della mia trilogia comica preferita!
Punteggio perfetto per questa trilogia. Non riesco ad esprimere quanto io l’abbia amata, anche perché quando provo a farlo a parole inizio a incartarmi e a fare gesti convulsi di approvazione con la testa. Spero tuttavia che il mio amore e il mio apprezzamento siano passati anche solo un pochino. Però mi raccomando: quando vi approcciate per andare a guardare film comici al cinema, non iniziate a cagare il cazzo sulla trama. Per carità, un minimo di fondo ci deve essere, ma alla fine quel che conta è ridere, quindi non fate i bacchettoni di sta minchia e godetevi il film.
La quarta è quella che potevi evitare
Una Pallottola Spuntata, ma la versione del 2025, vuole ripescare il franchise dopo che la trilogia ebbe il successo che meritava. Sappiamo bene che gli americani hanno l’abitudine di rovinare i capolavori datati nella speranza di spremere dei soldi dai vecchi fan, quindi non si fanno troppi problemi a creare film dalla dubbia comicità per tirare su qualche milione. Ah, il capitalismo.
Partiamo dall’incipit: Una Pallottola Spuntata (quello originale) parodizzava i film e le serie TV poliziesche che andavano di moda negli anni ’80. Questo significa che anche solo per rispettare questa visione, per un film che esce nel 2025 ci si sarebbe dovuti basare sugli attuali polizieschi, opere di un genere che negli anni si è evoluto tantissimo, abbandonando la figura dell’investigatore solitario, sigaretta in bocca, che risolve i casi dopo che è stato sospeso, per passare a squadre di ogni tipo (agenti operativi, scientifica, avvocati, la panetteria sotto casa, etc…) o a singole persone, completamente esterne al corpo di polizia che aiutano quei poveri idioti dei poliziotti americani a fare 2+2. Mentalisti, scrittrici e scrittori, psicologi, wanna be sensitivi, antropologi e tanta altra gente che diversamente non avrebbe un lavoro. Il materiale da cui pescare era tantissimo, ma no, questa nuova Pallottola Spuntata ha creduto che fare una fotocopia di Leslie Nielsen, con Liam Neeson (attore che apprezzo tanto) che interpreta sempre Frank Drebin, ma il figlio, fosse la scelta giusta. Che poi, ci sono alcune battute interessanti e alcune gag che effettivamente fanno ridere (da amante del caffé, non potevo non apprezzare tutta la sequenza di gag con i caffé americani) e che ho sinceramente apprezzato, ma è giusto qualche guizzo geniale in mezzo a tutta una serie di gag scontate e già viste decine di volte in decine di film diversi.
Ero al cinema a vedere questo film con i miei amici e, mentre eravamo intenti ad apprezzare proprio quei guizzi di genio comico che ogni tanto balzavano fuori, il film si interrompe e parte l’intervallo. Che oh, su un film che dura 90 minuti si potevano pure risparmiare (anche perché è inutile, mio caro cinema, che fai partire le pubblicità con i pop corn rimbalzanti e le patatine scrocchianti se poi il servizio ristoro è chiuso perché siamo allo spettacolo di mezzanotte, in quattro gatti in sala e pure i dipendenti hanno abbandonato il posto di lavoro e se ne sono tornati a casa). Ma vabbé, piccola digressione che non riguarda il film. Dicevo… è partito l’intervallo e quando ci siamo seduti per il secondo tempo ci siamo tutti resi conto di una cosa: quand’è che si ride? Per tutta la seconda parte sembra che si siano dimenticati che è un film comico. Ci sono le battute, che sarebbero anche tante, ma sono battute che facevano ridere negli anni ’40, quando erano ancora originali e inaspettate. Insomma, tutta sta manfrina per dire solo che la seconda parte è noiosa, priva di mordente e con la comicità ferma all’età prepuberale. Se c’è una cosa che mi ha fatto girare tanto le palle è stato vedere una gag sulla merda che va avanti per tipo 10 minuti. Forse la gag sulla merda più lunga che io abbia mai visto al cinema, anche più lunga di quelle fatte nei cinepanettoni. Deludente.
D’altra parte attori come Liam Neeson si confermano decisamente bravi, mentre altri come Pamela Anderson (che non vedevo lavorare dai tempi di Scary Movie 3), devo essere sincero, diventano una scoperta. Qui la Anderson, sebbene non brilli come personaggio, si è immedesimata molto bene e la qualità della recitazione si è alzata. Se escludiamo i due personaggi principali e i guizzi di genio di cui parlavo prima (molto bella la rissa in cui i cattivoni sono in fila con il numeretto per essere pestati da Frank), per il resto il film è decisamente scadente. Capisco la difficoltà di andare a citare uno dei personaggi storici della trilogia (Norbert, interpretato da OJ Simpson, che è stato al centro di un caso mediatico di cui potete informarvi da soli), ma addirittura presentare brevemente il suo “erede” e non dargli neanche uno spazietto come spalla comica, mi ha un po’ infastidito. Altra chicca iconica della storica trilogia della pallottola spuntata sono le gag sullo sfondo della scena, che qui compaiono pochissimo e sono anche abbastanza scialbe. La comicità scialba a quanto pare è quello che gli attuali americani chiamano commedia. Io lo chiamo disagio.
Voto per Una Pallottola Spuntata:
5 - Neanche la sufficienza si riesce a raggiungere questa volta
Non ce la faccio. Non si può ripescare un franchise come la Pallottola Spuntata e poi andare a rovinarlo così, non lo accetto. Come detto sopra, non sto a fare il pelo alla trama e accetto tranquillamente la scena iniziale con la bambina che era Frank travestito o con la scena del pupazzo di neve che prende vita, ma le battute devono far ridere. Una storia d’amore con un pupazzo di neve posseduto, fa ridere nei primi 2 minuti, al massimo 3, poi basta, non puoi tirarmela per un quarto d’ora buono.
Qualità del franchise colata a picco con questo film, che a quanto ne so dovrebbe essere l’inizio di una nuova trilogia. Spero che i prossimi siano meglio.
Conclusioni
Per tanto tempo ho sperato in un quarto film, anche se sapevo che la conclusione già mi piaceva così e che forse un quarto capitolo avrebbe rovinato tutto. Chissà, magari se un giorno diventerò ricco potrò permettermi di sponsorizzare la produzione de Una Pallottola Spuntata 444 e 1/4… magari insieme allo sviluppo di Tombi 3 e MediEvil 3. D’altronde sognare non costa nulla, vero? (o almeno lo spero, altrimenti mi sa che sono già indebitato di tanto).
Tuttavia un film della Pallottola Spuntata senza Leslie Nielsen non si può fare. Lo dimostra il reboot moderno di Seth MacFarlane, ma perché farlo? A questo punto era meglio creare una nuova IP che avesse avuto solo molte citazioni e riferimenti alla trilogia originale. Una pallottola spuntata (quella storica) sempre nel cuore! (È una metafora, non ho detto che dovete piantarmi una pallottola nel cuore, smettete di spararmi addosso… cazzo)
Una Pallottola Spuntata, voto finale:
8,4/10 - La serie quasi perfetta è stata rovinata da un sequel/remake non degno. Però ehi, almeno i primi tre film rimangono lì per gli appassionati come me!
