“In Matrix gli umani non nascono… vengono coltivati!” Queste sono le parole di Morpheus in uno dei suoi primi spiegoni a Neo. Forse uno dei più importanti visto che mette in luce un mondo che, di luce, non ne ha più.
Ok, l’intro pseudo filosofica era per omaggiare tutta l’incredibile sega mentale che sta dietro Matrix, una saga cinematografica che ha cambiato tante cose, tra cui anche gli occhi con cui guardiamo il mondo. “E se non fosse aria quella che stai respirando?” … … … ok dai, la smetto con le citazioni di Morpheus… o forse no?
Sommario
La realtà è relativa
Matrix altro non è che la nostra realtà. Ferma al 1999, anno di uscita del primo film, è lei con tutte le sue brutture e lati positivi. Ma anche no. Non è lei. La realtà è un’altra e Matrix è semplicemente una gigantesca simulazione di vita online che riproduce alla perfezione la nostra realtà, senza esserlo.
A questa simulazione c’è collegata tutta l’umanità, non ci sono problemi di connessione e nessuno si lagna per il 5G. Ogni uomo fin dalla nascita, viene connesso a Matrix e in Matrix cresce, vive, si innamora, odia, fa tutte quelle altre cose poetiche e sentimentali che fa un uomo (o donna… che qui non siamo sessisti) e poi muore. Muore senza sapere che la realtà in cui ha vissuto per tutta la sua vita è in realtà una maschera, una finzione utile solo a uno scopo: energia.
A tirare le fila di questa simulazione online non c’è la classica multinazionale cattiva che vuole conquistare il mondo, ma le macchine. Non dei robot, ma una mega super intelligenza artificiale che ha conquistato il pianeta, preso il controllo di tutte le risorse e trasformato l’umanità in batterie per alimentare altre macchine.
Tutto sembra muoversi normalmente in Matrix se non fosse che a comporre il mondo sono i programmi scritti dalle macchine, che qui prendono una voce e un volto, diventando dei veri e propri programmi senzienti.
Un programma venne creato per il vento, uno per l’arcobaleno, uno per simulare il fruscio delle foglie, uno per regolare alba e tramonto. Così dice l’Oracolo. Insomma c’è un programma per ogni singolo aspetto della simulazione. Chissà se ce ne sta uno per la sfiga.
Ma cosa succede quando un programma deve essere cancellato? Questo torna di sua spontanea volontà alla sorgente delle macchine, dove verrà resettato e il suo codice riutilizzato per la creazione di altri programmi.
Spesso però chi deve essere cancellato sceglie di fottersene e inizia a vagare per Matrix scappando dagli agenti, diventando un esule e spesso entrando a far parte di quella che noi chiameremo criminalità. Un sistema nel sistema, che aggira il sistema con lo scopo di sfruttarlo e continuare a prosperare.
How to: diventare una batteria
Se la saga cinematografica ci fa uno spiegone iniziale e poi non cita più la storia che ha portato a quella situazione del mondo, l’aspetto viene largamente approfondito negli Animatrix.
Da questi veniamo a sapere che inizialmente era stata costruita un’intelligenza artificiale così “comoda” da essere adoperata nella gran parte delle faccende umane, dai lavori faticosi come l’operaio fino a quelli domestici. Tutti avevano in casa un automa del tutto simile a un essere umano per aspetto e comportamento, ma di fatto composto da circuiti e acciaio.
Una di queste intelligenze artificiali si ribellò al suo padrone che voleva distruggerla, uccidendolo. Non gli venne concesso neanche il diritto al processo e questo fece insorgere le altre macchine, scatenando in breve una guerra civile in tutto il mondo.
Le macchine vennero scacciate, ma finirono col creare una nazione tutta loro, con black jack e squillo di lusso, chiamata ZeroUno (che fantasia… una macchina che usa le cifre del codice binario… non ce lo saremmo mai aspettato).
Cercando di crescere in pace con gli umani, ZeroUno mandò degli emissari all’ONU per essere riconosciuti come nazione. Per tutta risposta gli umani li distrussero e decisero di sterminarli. Una guerra che tuttavia stavano già perdendo in partenza.
Inizialmente le macchine si alimentavano a energia solare, ma come spiega Morpheus, quando gli umani potevano ancora combattere, lo fecero oscurando il sole. Mossa disperata quanto stupida che non servì a nulla.
L’umanità venne catturata e studiata fin nel dettaglio, sottoponendo i poveracci a torture tremende solo per capire quale fosse il loro funzionamento e come poterli trasformare in energia.
Fu così che gli esseri umani vennero modificati, muniti di spinotti e conficcati a forza in incubatrici che, collegando l’umano a Matrix, gli permettevano di generare energia tramite la conversione degli impulsi cognitivi. Morti in Matrix si muore anche nella realtà e il corpo viene liquefatto e trasformato in sostanza nutritiva da utilizzare per mantenere in vita i corpi di tutti gli altri collegati.
Scappare dalle macchine con le macchine
Ma qualcuno resistette. L’umanità ancora in vita, guidata dal primo Eletto, riuscì ad arrivare vicino al centro della terra, dove ancora c’era calore, e fondare una città dove vivere in pace, riuscendo anche a “liberare” altri umani dal sistema.
Nacque così Zion, la città sotterranea basata sulle macchine, seppur si tratti di sistemi essenziali. Niente internet, niente social, niente foto di ragazze mezze nude associate a frasi di Charles Bukowsky, niente apparecchi meccanici che vadano al di là dei sistemi di protezione e alimentazione della città.
Questa si sviluppa in più piani metallici, come fossero giganteschi condomini assegnati dal senato, anche qui composto da vecchi impotenti esattamente come il nostro.
E quando permetti a degli umani di accomodarsi e di avere una camera tutta per sé, ecco che figliano subito, perché il sesso è uno dei pochi piaceri della vita che sono rimasti e non sono così stupidi da privarsene. Peccato che non abbiano i preservativi.
Se gli umani liberati da Matrix hanno degli spinotti su gambe, braccia, schiena e collo (per connettersi a Matrix), i nuovi nati sono umani senza modifiche, i cosiddetti Figli di Zion.
Per combattere le macchine gli umani hanno inventato delle navi che… viaggiano nei mari? Nello spazio? No, siamo sottoterra, quindi navigano nei condotti fognari, che per l’occasione sono così grandi da ospitare intere cittadine. Spesso vengono battezzate con riferimenti a personaggi del classicismo, perché anche se non hanno uno straccio di libro, ancora ricordano chi sia Nabuchadnezzar. Così giusto per citare la nave del protagonista.
Pronti alla formattazione
Al secolo Thomas Anderson, Neo è un nerd strafatto che passa le sue giornate su internet a farsi le seghe, masterizzare videogame e hackerare sistemi governativi. Mentre si fa pipponi mentali sulla vera realtà del mondo viene contattato da Morpheus, che gli dice che sono tutti “personi falzi” e che se vuole uscire da quella realtà deve fare come dice lui.
Normalmente nessuno di noi darebbe troppo retta a un tizio che ti chiama al telefono e ti dice “stanno venendo a prenderti”, ma Neo segue le indicazioni e riesce così a incontrare Morpheus, che gli chiede di decidere tra due pillole, una rossa e una blu. Quella blu lo riporterà nella sua stanza, quella rossa gli mostrerà la vera realtà. Neo aveva fame, si ciuccia la pillola rossa e in breve si disconnette da Matrix per risvegliarsi nel mondo reale.
In breve Neo scopre di essere l’eletto… il salvatore che impedirà a Zion di venir distrutta dalle macchine, raggiungendo la Sorgente delle Macchine e costringendo sostanzialmente tutto il sistema ad un hardreset bestiale.
Pochi ma buoni
Tra i personaggi cooprotagonisti non si può non citare Trinity, una donna androgina che come hobby in Matrix, si divertiva a riempire di buchi i sistemi governativi. Essendo l’unica ragazza del gruppo, non poteva che nascere l’amore tra lei e Neo. Per fortuna non è una di quelle storie d’amore smielate, quindi va tutto bene.
Morpheus è il capogruppo nonché mentore del nostro protagonista, un leader capace, con due palle quadrate e un sangue freddo che farebbero impallidire anche Dexter Morgan. Parla costantemente dell’eletto, probabilmente perché è il suo sogno erotico ed è convinto che sia Neo anche quando l’Oracolo gli dice di non esserlo. Ma lui ci credeva e aveva ragione. Grande Morpheus, non mollare mai.
Abbiamo finito i personaggi interessanti. Potrei citare Niobe, ex ragazza di Morpheus e super cazzuta; o Locke, il capitano dell’esercito di Zion, che se la fa con Niobe ed è geloso di Morpheus; o ancora Kid, ragazzetto che si è liberato da solo da Matrix ma è convinto che sia stato Neo; ma anche Link, l’operatore della nave di Neo, che si occupa di far avere ai protagonisti quello che serve. Tutti personaggi poco sviluppati, ma che stanno bene così.
Programmatemi tutto
Tra le macchine ci sono le personalità più interessanti. Iniziamo dall’Oracolo, la mamma di Matrix, nonché fan degli umani, che aiuta in ogni modo. Sembra una tenera nonnina, armata di borsetta e caramelle, che abita in un monolocale nel condominio più brutto del quartiere più malfamato. Ogni volta che vede Neo gli offre dei dolci… tanto sa che alla fine li mangerà. Esattamente come le nostre nonne con noi.
L’Architetto è invece il padre di Matrix, un signore privo del senso dell’umorismo, costantemente vestito di bianco, che passa le sue giornate a guardare tutte le telecamere inserite in Matrix. Un guardone professionista. Casa sua è la Sorgente delle Macchine, anche qui mostrata come fosse un monolocale e aspetta l’arrivo dell’eletto per potergli fare l’ennesimo spiegone, ma usando termini più complicati del dovuto.
Gli agenti sono il corpo di polizia di Matrix. Vestiti tutti come agenti dell’FBI, con abiti eleganti che non si sporcano mai e occhiali da sole all’ultima moda (degli anni ’90), si trasformano da persone comuni per inseguire gli esuli e ucciderli. Inutile dire che diventano inutili già dopo il primo film.
L’Agente Smith era uno degli agenti del sistema che, dopo essere esploso tipo pignatta picchiata da quindici bambini in astinenza da zuccheri, diventa un virus, replicandosi con tutti quelli che tocca. Cercherà anche di farlo con Neo, ma indovinate un po’? No, non spoilero più di tanto, dai. Comunque sappiate che enuncia alcune perle filosofiche che lo rendono uno dei migliori villain di sempre.
Il Merovingio è un’altra personalità interessante. Programma dismesso che si è riorganizzato come capomafia, ha una lunga storia che lo vede presente in Matrix fin dalla sua prima versione. Accanto a lui c’è Persefone, che non capisce neanche lei perché ci rimane insieme ed è a capo di una serie di programmi dismessi che non volevano essere cancellati. Tra loro c’è il mastro di chiavi, un tenero vecchietto cinese che lavora tutto il giorno chiuso in un cubicolo. Esattamente come i cinesi sfruttati in Cina. Critica sociale? Forse.
Non ci sono altri programmi degni di nota, ma non possiamo non menzionare le sentinelle, ovvero dei polponi meccanici giganti armati di raggi laser, che vagano per le fogne a caccia delle navi di Zion. Hanno delle paraboliche estraibili e tendenzialmente sono la manodopera stupida delle macchine, nonché il miglior sistema per piratare film in streaming.
Una resurrezione che era meglio non fare
Che cazzo ho appena visto. No, sul serio, cosa è successo? Se non lo aveste capito, sto scrivendo questo paragrafo dopo aver finito di vedere Matrix Resurrection. Non voglio fare spoiler, ma vista la trama non so neanche se rischio davvero di farli. Avete presente quella sensazione dolce-amara che lasciavano gli altri capitoli della serie alla fine? Beh, qui l’unico sapore che si sente è quello acre della delusione. Volevo vedere Matrix, ma mi sembra di aver visto un film mixato male tra il classico action movie americano e il film trash scadente, che punta a spremere soldi ai consumatori infilando nel cast degli attoroni.
Parto iniziando col dire che qui sembra girare tutto intorno al Deja Vu, con Neo imprigionato in una sorta di loop dove è stato convinto che tutti i film di Matrix non sono stati altro che videogame programmati da lui stesso, derivati dalla sua malattia mentale. Il classico stereotipo dell’eroe al manicomio, una trovata già vista in serie come Smallville e Buffy e trattata decisamente meglio. Vorrei poter parlare della trama, ma non credo di averla capita. Il finale di Matrix Revolution è stato letteralmente retconnato, con Neo e Trinity che sono stati letteralmente riportati in vita per… boh, non si capisce. Sono passati 60 anni da Matrix Revolution e le cose sono un po’ cambiate in tutto l’universo della matrice. L’architetto, per qualche strano motivo, è stato sostituito dall’analista; Zion è caduta, ma i superstiti hanno fondato Aion (la prossima sarà forse Ion?); L’Agente Smith è ancora vivo, ma non ha più la faccia di prima, mentre Morpheus è morto, ma viene resuscitato come programma senziente e con una nuova faccia. In più ora alcune delle macchine sono amiche degli umani e alcuni hanno delle seppie caruccette come pet personali. Attenzione però: le macchine ora hanno dei sentimenti e se le chiami così, si offendono e mettono il broncio. Matrix è ufficialmente stato upgradato alla versione 7 e fanno un cameo anche programmi come il Merovingio, che appare tipo barbone pazzo, sfanculando totalmente la classe e la regalità che caratterizzavano il personaggio in Matrix Reloaded.
Avete poi presente tutta quella filosofia che rendeva questa trilogia un’apoteosi di mindblowing? Ecco, cancellate tutto: qui ci sono le classiche battute ironiche alla buddy movie e un inutile ode al girl power che va tanto di moda di questi tempi. Trinity, che di suo è sempre stata il personaggio anti-principessa in pericolo, già cazzuta, con atteggiamenti e aspetto che si discostano tanto dal classico protagonista femminile, qui diventa… la principessa in pericolo da salvare. Per poi iniziare a volare e fare le stesse cose che fa Neo, ma senza che vi sia una reale spiegazione. Cosa c’è, è lei la nuova eletta? Boh. Come ho detto, non si capisce nulla. Se quindi l’atmosfera, la filosofia e la trama non hanno senso di esistere, almeno i personaggi si salveranno? No. Il nuovo Morpheus è così anonimo e inutile che nel film stesso si dimenticano di lui. Niobe ritorna come una vecchia incartapecorita con addosso una maschera così finta che io a confronto, a carnevale, quando mi vesto intellettuale, sembro realistico. Neo diventa improvvisamente un coglione, mentre Trinity perde ogni tipo di cazzutaggine. Oh, quasi mi stavo dimenticando l’Agente Smith. Lui non solo è stato recastato, ma il suo personaggio ha improvvisamente smesso di essere il supercattivo cinico e bellissimo che era, per diventare una macchietta inutile che a una certa diventa anche il deus ex machina che salva la situazione. Squallido.
A tutto questo aggiungiamo anche il fatto che almeno un quarto del film sono scene prese dalla vecchia trilogia, facendo un balletto continuo che dovrebbe richiamare la nostalgia dei fan di vecchia data, ma che risulta essere l’unica parte bella del film. Per curiosità sono andato a vedere come mai due volti così importanti di questo universo, come Laurence Fishburne (Morpheus) e Hugo Weaving (Agente Smith) non sono ritornati e… vi lascerà sbigottiti sapere che Laurence non è mai neanche stato contattato, mentre Hugo doveva tornare, ma era impegnato su un altro set e la nostra Lana Wachowski non poteva aspettare. Che amarezza. La fretta per pubblicare questa porcheria a quanto pare era troppa. Che poi, il film è stato tirato su in toto solo da una delle due sorelle, Lana perlappunto, con Lilly che ha espressamente detto che non aveva nulla a che fare con il progetto. A vederla a posteriori ha fatto bene a distaccarsene. Visto i risultati ottenuti da Lana, il talento si vede che è nell’altra sorella.
Una vera e propria occasione sprecata. E dire che ero partito con un sacco di aspettative visto comunque la roba di qualità che hanno girato. Non solo Matrix, ma anche Sense 8 mi ha particolarmente colpito. Alla fine di questo film invece, l’unica cosa che mi ha colpito è stato il pugno in faccia della delusione. Per quanti mi riguarda, mi rifiuto di considerare canonico questo film. Per me la trilogia si chiude con Matrix Revolution.
Conclusione
Questa è la mia saga cinematografica preferita. L’universo che c’è alle spalle, seppur non sia molto vasto, è complesso e fa riflettere. E se fossimo tutti davvero dentro una simulazione? E se non fosse aria quella che respiriamo? E se la pizza non fosse buona? Eresia! La pizza è buona e ora mi è venuta fame, quindi vado a mangiare (per poi scoppiare in lacrime chiedendomi perché non dimagrisco).

