• Articolo pubblicato:16 Marzo 2021
  • Categoria dell'articolo:Universi
  • Ultima modifica dell'articolo:11 Gennaio 2026

C’erano una volta le reti locali. Si, quelle reti che solo i vecchi come me ricordano… quelle reti che che non si cagava nessuno e sulle quali ci finivi solo di notte sperando di vedere una tetta nella fascia erotica. E ogni tanto una tetta ci scappava anche in fascia protetta, soprattutto se andava in onda Ranma ½, un anime a cui sono molto legato fin da bambino.

E il motivo per cui Ranma non era tanto gradito dalle reti nazionali è molto semplice: il protagonista era un trans. O meglio, era un ragazzo etero che bagnandosi con l’acqua fredda diventava una ragazza. Per tornare ragazzo doveva bagnarsi nuovamente, ma con l’acqua calda. E vi pare mica che una rete nazionale di una nazione estremamente cattolica come la nostra e sottoposta alle inutili, pedanti e bacchettone regole del MOIGE, potesse anche solo immaginare di trasmettere un anime del genere? No. E poi… qui ci scappava la nudità, Ranma-ragazza mostra più volte le tette fin dalla prima puntata e se l’avesse vista una mamma pancina, sai quante rotture di palle per la rete televisiva di turno… meglio evitare. Ma sinceramente a me delle politiche censorie delle reti nazionali non fregava un cazzo, quindi vai di maratona di puntate di Ranma ½ e Moige spostati che qua denudiamo tutto anni prima che grok mettesse in bikini chiunque.

Ciò che rende unico l’universo di Ranma sono le sorgenti maledette di Jusenkyo. Questo luogo altro non è che una gigantesca area montana, sperduta tra i picchi della cina, puntellata da una miriade di sorgenti di acqua fresca. Uno di quei posti che sarebbe meta preferita di un sacco di gruppi di trekking con la passione per il sudore e le salite.

Cosa ci sarà mai di strano direte voi… beh, ve l’ho detto: sono maledette (era in grassetto pure prima, ma forse non l’avevate notato). E il bello è che ogni sorgente ha una maledizione tutta sua, con blackjack e squillo di lusso (semicit.). Infatti in ogni pozzanghera è annegata una povera creatura (diversa per ogni sorgente) e, immergendosi in essa, ci si trasforma proprio nella vittima dell’annegamento. Quantomeno se ci si è già bagnati in una sorgente, non si può essere maledetti dalla successiva (o almeno credo).

Sebbene Jusenkyo sia una regione abbastanza sperduta della Cina, un sacco di fanatici di ogni stile di arte marziale vanno ad allenarsi lì. E perché? Beh, tutte le pozzanghere sono decorate con canne di bambù e qua tutti si divertono a saltarci sopra per fare la mossa della gru che faceva Neo… o Karate Kid. Chiaramente saltare sulla punta di una canna di bambù in mezzo all’acqua non è proprio semplicissimo, quindi provate a indovinare quanti sono caduti nelle sorgenti? Esatto: tutti. Coglioni.

Ranma Akane nudi
Il primo momento imbarazzante di una lunga serie

Ranma ½, quello originale

Cosa succede se prendiamo la classica commedia degli equivoci all’italiana, la infarciamo di tanti stereotipi giapponesi, ci aggiungiamo malesseri di ogni genere, sia animale che sessuale e condiamo il tutto con tanto teen drama? Che non sappiamo cucinare. Che cazzo di ingredienti di merda, che poi dove l’avete trovata la commedia all’italiana? Andate subito a restituirla a Boldi e De Sica. Pervertiti.

Ranma Saotome è un prestante sedicenne col codino con l’hobby del senzatettismo, una passione che condivide con il padre Genma Saotome. Entrambi sono dei professionisti di arti marziali di ritorno da un viaggio a piedi/nuoto/piedi dalla Cina e indovinate un po’ dove sono appena stati? Bravi (ecco un biscottino): proprio alle sorgenti maledette di Jusenkyo. I due sono diretti alla scuola di arti marziali Tendo, presieduta da Soun Tendo, ovvero il gym bro di Genma, che non solo ospiterà i due, ma ha anche promesso in sposa a Ranma una delle sue tre figlie. Questo perché la moglie è morta e lui, che fa solo finta di lavorare, non riesce a mentenerle tutte e tre e in qualche modo deve pure scaricarle a qualcuno. Gliene fotte così poco che ha scelto di lasciare a Ranma la possibilità di decidere chi sarà la sua promessa sposa.

Due delle figlie di Soun, Kasumi, 19 anni, è praticamente la vice-mamma della famiglia. Cucina, pulisce, stira, lava e ha lo spessore caratteriale di una lavatrice; poi abbiamo Nabiki, 17 anni, affarista e ricattatrice, è la più cazzuta della famiglia. Le due scaricano subito la responsabilità del matrimonio ad Akane (che guardacaso è coetanea di Ranma) e se ne lavano le mani fottendosene felicemente dell’opinione della sorella, che non vuole sposarsi con uno sconosciuto. Akane è quel tipo di ragazza che è carina, ma è anche un maschiaccio, ma comunque tutta la fauna maschile della scuola è innamorata persa di lei e vorrebbe “sposarla” (aka portarsela a letto). Ciò l’ha portata a odiare gli uomini e ad abbracciare a pugni e calci la disciplina di arti marziali di famiglia. Ovviamente neanche Ranma vuole sposare una sconosciuta, ma siamo nel Giappone degli anni ’80 e il matrimonio ormai è combinato. Ed ecco servito un classico teen comedy-drama da manuale in cui i due promessi sposi si odiano, ma finiranno per innamorarsi. Ora nei romantasy li chiamereste “enemies to lovers”.

Essendo tutti e due dei giapponesi timidi e introversi, vi lascio immaginare quanto ci mettano a innamorarsi… dai sparate una cifra. Dai su, ditemi un numero, quanti episodi ci vorranno prima che questi due riescano a darsi volontariamente un bacio innamorato? 161. Centosessantuno fottutissimi episodi in cui si prendono a calci e pugni non solo tra di loro, ma anche con tutta la sfilza di comparse, comprimari e personaggi secondari che vengono introdotti. E il centro anti-violenza muto. Qua non solo tutti si menano per tutto, ma spesso cercano proprio di uccidersi male… anche mentre dicono di amarsi! Chi cazzo li capisce sti giapponesi.

Che poi, io ve lo dico. Ranma è innamorato perso di Akane dalla puntata 1 e anche Akane, per quanto faccia la figa di legno, ama Ranma… il problema è che questa ragazza è una fottuta red flag con le gambe, piena di isterie di ogni genere, gelosa abbestia e con serissimi problemi di autostima. Nonostante questo, come detto, viene molestata ogni giorno da tutti i penemuniti della sua scuola, che non accettano un “no” come risposta, perché il consenso all’epoca non era ancora stato inventato.

Non è che il manga/anime abbia una vera e propria storia consecutiva. Ci vengono presentati pian piano i vari personaggi che poi ritorneranno ricorrenti e, salvo qualche rara eccezione, le puntate sono slegate tra loro. Abbiamo però piccole saghe veramente interessanti, come la ricerca dei tre vasi colorati che porteranno alla sorgente che guarisce dalle maledizioni, ci saranno delle puntate legate alla paura fottuta che Ranma ha per i gatti e quelle che vedranno protagonista il suo misterioso codino.

E come finisce questo romance molto vintage? Beh, esattamente come finiscono tutti gli altri romance: con il bacio… EH NO! L’anime termina non appena incontriamo la madre di Ranma. Che bastardata. Questo perché questa prima serie del 1989 venne cancellata e in seguito si cercò di continuarla pubblicando a ruota tutta una serie di OVA dalla qualità pessima.

Voto per Ranma ½ (1989):

9 - Ma è la nostalgia che mi guida

La prima storica serie di Ranma ha un trascorso travagliato. La vera prima serie (Ranma Nibun no Ichi) sono i primi 18 episodi, ma venne cancellata per i bassi ascolti e ripresa un mese dopo, ma con budget tagliato. Questa seconda serie si chiama Ranma Nettohen, che andò avanti fino alla cancellazione all’episodio 161. Ma a me frega un cazzo della programmazione giapponese, io la serie la considero una sola e basta. L’ho amata, puntata dopo puntata. Vuoi per l’umorismo scemo, vuoi perché anche io sognavo un amore romantico come quello che vedevo (senza saper riconoscere la tossicità infinita di Akane), ma ne ero rapito a ogni puntata. Gli OVA in gran parte non mi sono piaciuti, tant’è che non me ne ricordo neanche uno anche se li ho recuperati tutti. Ma qui non li voglio considerare.

Insomma, il mio voto a questa storica serie è alto, ma solo perché non è il cervello a darlo, ma il cuore… quel maledetto continua ancora a dirottare le mie scelte razionali senza che io riesca a oppormi.

Ranma 1989
Akane lotta contro i suoi innamorati
Akane e il rapporto con i morti di figa

Netflix adaption

Un bel giorno del 2024 mi arriva una notizia interessante: Netflix ha aperto il portafoglio e ha cacciato i soldi per far sviluppare una serie remake di Ranma ½. Ottimo, penso. Speriamo non sia una cagata. Quindi attendo il momento ed eccola lì: per tre mesi ogni sabato mi connetto alla piattaforma per poter vedere questa prima stagione del remake. Partiamo con le cose che sono andate alla grande, che tanto ci sarà del tempo per chiacchierare di tutto il resto. Anche perché nel frattempo è uscita una seconda stagione e, visto che come la prima non ha proprio una trama continuativa, non vedo il bisogno di dividerle in due sezioni diverse. Anche quando uscirà la terza, probabilmente la infilerò qui.

Inizio col dire che l’animazione mi è piaciuta un sacco. Quantomeno guardandola non ho provato quella strana sensazione di vintage che ho sempre quando riguardo roba un po’ datata. I colori sono freschi e vivaci, le animazioni sono curate e tendenzialmente non avrei potuto chiedere di meglio. Non sono un animatore, non ho idea di come valutare tecnicamente un’animazione, ma da amatore mi posso ritenere soddisfatto. Anche l’umorismo è letteralmente inalterato, nosense come l’originale e pieno di stronzate in stile anni ’80. Avrei preferito un aggiornamento? No, manco per il cazzo. Questo è un prodotto per i vecchi come me che rivogliono vedere quelle stesse emozioni con le quali sono cresciuti, quindi fanculo al politicamente corretto: qua si è fermi all’ultimo decennio del secolo scorso, con i matrimoni combinati e donne ossessionate dal matrimonio. Ho apprezzato anche il mezzo annuncio di eliminare tutte le puntate filler della vecchia serie anime, per concentrarsi puramente sulla storia del manga… magari si riesce finalmente a vedere la vera fine di quest’opera anche in versione animata.

Però quei bastardoni di Netflix non c’hanno avuto le palle. Ranma ½, quello originale, era un anime strapieno di nudità e le tette di Ranma-ragazza, così come tutta una serie di culi, in primis quello di Akane stessa, appaiono nella serie con tranquillità. E indovinate perché? PERCHÈ LA NUDITÀ È NORMALE! Basta demonizzare i corpi maschili e femminili nudi come fossimo bigotti dell’800, siamo persone normali e ognuno di noi si vede nudo più volte al giorno. Perché continuare questa stupida manfrina sul nascondere parti del corpo che esistono negli esseri umani da sempre? Io la ritengo una stronzata. Basterebbe educare un po’ alla sessuo-affettività i bambini ed ecco che anche lo scandalo della nudità perderebbe di valore. D’altronde la prima serie lo faceva perché era dedicata a un pubblico in crescita che sta anche scoprendo quella sessualità, quindi nasconderla forzatamente non ha senso. Le mamme pancine piangono? E chi se ne fotte! Peccato che Netflix sia diventata più pudica di Disney e pur di non perdere neanche un utente, blocca la creatività su tutti i suoi originals impedendoli di osare. Che poi… ma con tutti i porno che ci stanno su internet, secondo voi uno ha bisogno delle tette di Ranma per segarsi? No. Quindi censurarle non ha senso, castri semplicemente il prodotto togliendoli una delle sue caratteristiche originali. Hai fatto il remake per i pudici cattolici piangina, brava Netflix ( <- questo è sarcasmo).

Altra cosa che proprio non mi va giù è la pubblicazione a stagioni. Qua vanno avanti a 12 episodi alla volta e considerando che comunque il manga è bello lungo, con questa frequenza la serie finirà alla ventesima stagione nel duemilamai. Il bello è che in due stagioni siamo arrivati solo alla presentazione di Mousse. Che si, ok, praticamente è l’ultimo dei personaggi ricorrenti ad apparire, ma anche che palle: dopo due anni abbiamo appena finito l’introduzione. Ranma non era pensata come una serie stagionale, ma più come una serie continuativa settimanale come lo era One Piece fino all’episodio 1155.

Voto per Ranma ½ (2024):

9 - Alla fine la qualità è ottima

E anche se ci ho buttato un po’ di merda, come ho già detto alla fine la qualità al momento c’è e si vede. O almeno, a me piace tanto. Mi tiene compagnia, mi rallegra l’umore e per 20 min circa non devo pensare a tutta la roba che ho da fare per tirare a campare. Il che è ottimo.

E non è che ci sia molto altro da dire, le storie sono pressoché identiche a quelle dell’anime originale, magari cambia qualche battuta o qualche scena, ma alla fine stiamo lì, perché in fin dei conti da un remake di Ranma ½ ti aspetti questo: qualcosa che riporti in versione animata tutta la storia del manga che la storica serie anime aveva un po’ distorto per problemi logistici.

Ranma 2024
Ranma Shampoo 2024
A Shampoo piace imbucarsi nella vasca da bagno di Ranma

Strani, ma veri

Ranma ½ è contornato tutta una sequela di personaggi secondari veramente bizzarri e interessanti, forse anche più dei protagonisti.

Kuno ad esempio è un acerrimo rivale di Ranma, ma è perdutamente innamorato della ragazza con il codino (Ranma-ragazza), di cui non conosce il nome. Allo stesso modo Kodachi, sorella di Kuno, è una rivale della ragazza col codino, ma ama Ranma alla follia. Potrei stare qui a nominarvi tanta altra gente, tra cui Happosai, l’anziano pervertito maestro di Soun e Genma, l’anziana Obaba o Ukyo, un’altra delle promesse spose di Ranma, ma ci sono due personaggi che io adoro tutt’ora e di cui ancora non ho parlato.

Ryoga è il rivale vero di Ranma, suo coetaneo, che è finito nella sorgente del porcellino d’india annegato e questo gli permette di trasformarsi in Pi-Chan, un maialino nero molto tenero che Akane non mancherà di adottare e di strofinare costantemente tra le tette. Ovviamente Ryoga si innamorerà di Akane, ma non riuscirà mai a dichiarle il suo amore, preferendo vivere come maialino tra i suoi seni. Oltretutto Akane è un po’ scema e non capirà mai che i due sono la stessa cosa. Infine non posso non citare il senso d’orientamento di Ryoga, che lo porterà a perdersi non appena metterà piede fuori di casa, camminando per giorni senza sapere dove andare. E si cari miei, ci sono tanti meme su Zoro che si perde e ne va a spasso per altri anime, ma il senso dell’orientamento di merda del nostro pirata testa-d’alga è ispirato proprio da Ryoga.

Shampoo è in assoluto il mio personaggio preferito. Anche lei spasimante di Ranma, è arrivata in Giappone per uccidere la Ranma-ragazza perché l’aveva sconfitta (nella sua tribù se vieni sconfitta da una donna la devi uccidere, se invece vieni sconfitta da un uomo, lo devi sposare), ma una volta scoperto che Ranma è un ragazzo maledetto, cercherà di conquistarlo in tutti i modi, cercando di eliminare le rivali, Akane su tutte. Anche lei è caduta in una sorgente maledetta, quella della gattina annegata e, pertanto, si trasformerà spesso in una gatta, animale che proprio non sta simpatico a Ranma. O attenzione eh, anche Shampoo è una red fleg ambulante: possessiva, ossessionata da Ranma e senza scrupoli, ma ehi, è dieci volte più figa di Akane.

Ranma Akane Shampoo
Shampoo e Akane si contendono Ranma senza il suo consenso

Conclusione

La prima serie anime ha una conclusione molto più libera (grazie al cazzo, l’hanno cancellato), mentre è nel manga che la storia si chiude veramente, ovviamente con un matrimonio. Indovinate con chi? Dai su, io non spoilero, ma so già che avete capito. Da tutta la tiritera che ho scritto dovrebbe essere chiaro che questo anime ha segnato tantissimo la mia infanzia. Si, anche io sognavo di essere conteso tra tante ragazze che facevano la lotta per me… magari nel fango e mezze nude. Ma ehi, pare che non sarà così e ormai me ne sono fatto una ragione. Guardate questo capolavoro giapponese. Lo so che è vecchio, ma diventa velocemente una vera e propria droga e anche la nuova serie non sembra essere da meno.

Ranma 1/2, voto finale:

9/10 - La mia nostalgia e il mio amore parlano per me, ma anche la nuova serie sembra avere tanto da dire. Spero che Netflix non la bruci prima del tempo.