Immagine di copertina illustrata da Rudy Siswanto per Magic the Gathering: Prized Unicorn.
Ci son due coccodrilli ed un orangotango, due piccoli serpenti, un’aquila reale, il gatto, il topo, l’elefante, non manca più nessuno, solo non si vedono i due leocorni. Ditemi che l’avete letta cantando e che io non sono l’unico disagiato ad averlo fatto. Ma tralasciando questo, vi siete mai chiesti cosa cazzo sono i leocorni? Da piccolo li immaginavo come dei leoni con un corno tipo l’unicorno e invece… sono proprio unicorni!
Sommario
Greco o indiano? È un po' un casino
Tracce dell’esistenza dell’unicorno arrivano dall’antica Grecia e persino dalle civiltà della Valle dell’Indo che, indovinate un po’, erano proprio in India. In quest’ultimo luogo, decisamente più esotico della Grecia, l’unicorno appariva inciso su dei sigilli che servivano a identificare la casta sociale. Insomma, se avevate il marchio dell’unicorno, eravate dei gran fighi.
Per quanto riguarda la parte greca… beh i greci non sapevano che esistesse. O meglio, il popolo greco non aveva idea della sua esistenza, d’altronde erano impegnati a raccontare storie di altri mostri, tipo la Fenice o Tifone. Roba che per fantasia devasta completamente un banalissimo cavallo con un singolo corno. Tuttavia esistono fonti greche che lo riportano, tra cui il primo fu Ctesia (c’ha il nome che sembra uno sputo) nel suo libro: Indika (India), dove riporta proprio la credenza indiana.
Ctesia prese le informazioni durante il periodo in cui visse in Persia e fu seguito anche da altri nomi celebri, come Aristotele, che descrissero l’orice (una specie di antilope con le corna dritte) come un cavallo con un corno solo. Questo perché le vedevano di profilo, da lontano, e dato che i greci non sapevano cosa fosse un’antilope, la cosa più vicina a cui potevano ricollegare l’animale era un cavallo.
Anche altri nomi noti, come Plinio il Vecchio e Strabo caddero nell’illusione e confusero degli orici come unicorni, parlandone poi nelle loro opere. Sempre da questa errata descrizione nacque anche un’altra creatura mitologica, il Monocero, ma questa è un’altra storia.
Il naturalista Claudio Eliano, vissuto ai tempi dell’antica Roma, nel suo On the Nature of Animals riprende il mito di Ctesia, ma cerca di esaminare altre fonti e combina un casino, andando a mischiare le credenze dell’unicorno con quelle di un altro animale leggendario della Persia: il Karkadann, una specie di rinoceronte. E si, anche quella è un’altra storia.
In ultimo troviamo antiche tracce dell’unicorno nella Bibbia. Essendo questo un libro scritto in quel del Medioriente, un po’ delle credenze del posto vennero aggiunte al testo. Così ci andò di mezzo un’altra creatura leggendaria, Re’em, una specie di cavallo lanoso con un corno solo, che nella traduzione da ebraico a latino, divenne proprio l’unicorno. Che i traduttori dell’epoca non c’avevano sbatti di lasciare i nomi originali, più o meno come gli adattatori degli anime degli anni ’80-90.
Il mito: L'unicorno come ce lo siamo sempre immaginato
Per come è arrivato nel nostro immaginario collettivo, l’unicorno è universalmente rappresentato come un cavallo bianco e un corno perlaceo lungo e sottile sulla testa, ma non è sempre stato così. Le prime descrizioni lo vedono variare tra un cavallo, un asino o una capra, con il solito corno a spirale sulla testa, con zoccoli bipartiti (come quelli dei cervi) e con una barbetta sotto il mento, proprio come quella di una capra. Secondo una delle descrizioni era poi anche in grado di attaccare gli elefanti e i suoi zoccoli erano così taglienti che con un calcio ben assestato, era capace di sventrare la vittima. Insomma, sembra buono e caro, ma non fatelo incazzare.
Nello specifico, il corno a spirale prendeva il nome di Alicorno e gli si attribuivano capacità magiche tra cui quella di rendere le acque velenose potabili e in generale di guarire dai veleni. Alicorno era poi anche il nome dato all’unicorno con le ali, un misto tra Unicorno e Pegaso.
Animale da Medioevo
È nel Medioevo che il mito dell’unicorno si espande in tutto il suo splendore. La creatura inizia ad essere associata alla purezza, alla verginità e a tutte quelle altre cose buone e belle che credevano i popolani dell’epoca.
Alcuni arrivarono a dire che simboleggiava la resurrezione di Cristo e che il corno al centro della fronte fosse la verità del vangelo. Curioso che entrambe le cose siano associate a una creatura che non esiste. Lol.
L’unicorno appare nel primo bestiario medievale mai realizzato, il Fisiologo, in cui non solo viene descritto, ma si racconta che per catturare un unicorno basta far vagare una giovane ragazza vergine per i boschi in cui abita. Alla sua vista l’unicorno sarebbe corso da lei e si sarebbe accovacciato ai suoi piedi per farsi accarezzare e addomesticare. E di questo ne scriveva anche Leonardo da Vinci.
Il suo mito ha affascinato artisti di ogni tipo, tanto che ci ritroviamo un sacco di opere, più o meno antiche, che raffigurano un unicorno. Lo si trova in arazzi, quadri, incisioni, sculture e statue di diverso genere e dimensioni.
Tutta colpa dei cristiani
In quanto principale rappresentante della purezza, la simbologia dell’unicorno è stata piegata principalmente dalla cristianità, che ne ha dato diversi significati. Non solo rappresentava la resurrezione di Cristo e la verità del vangelo, ma talvolta rappresentava proprio Cristo. Questo perché secondo la credenza si faceva avvicinare solo da una vergine che, nell’immaginario, rappresentava la Madonna. Quindi l’unicorno in quanto Gesù, correva da lei come un bambino dalla sua mamma.
Ma l’unicorno ha anche un lato oscuro e il suo mito è anche stato associato alla morte. Nella Leggenda Aurea di Iacopo da Vergine, l’unicorno rappresenta proprio la morte, che segue l’uomo desiderando di ucciderlo finché non lo raggiunge e, appunto, lo uccide. Esiste poi un racconto del tardo medioevo in cui la Morte arriva a cavallo di un unicorno, proprio come il principe azzurro, ma con un bacio da cui non ci si sveglia.
Durante il Concilio di Trento, l’unicorno venne bandito e mai più utilizzato come simbolo di Cristo. Questo perché il concilio si rifaceva al Bestiario di Leonardo da Vinci, in cui è associato alla lussuria (chissà cosa ci faceva tutto solo con quelle vergini, probabilmente minorenni, nei boschi, eh? Unicorno curioso). E lo sappiamo che tutto ciò che è lontanamente collegato con il sesso, ai preti non piace.
Il perché dell'Unicorno
Stabilire come mai sia nata la credenza dell’unicorno è piuttosto facile. Tutto è partito nella Valle dell’Indo, dove disegnavano oggettivamente male e il famoso unicorno raffigurato altro non era che un orice visto di profilo. E proprio per questo motivo le corna non erano due, ma una sola, in quanto di profilo gli antichi ne vedevano una sola.
Questo spiega anche come mai l’unicorno venisse descritto con degli zoccoli bipartiti, esattamente come quelli di un orice. E al che mi direte: e se è davvero così, come mai il corno in mezzo alla fronte è in una direzione diversa dalla forma degli orici? E perché aveva la barbetta da capra?
Con calma si risponde a tutte le domande. In alcune descrizioni, come ad esempio in quella fatta da Marco Polo (che si, dice di aver visto un unicorno), esso appare come simile a un elefante ma più piccolo, con un grosso corno sul muso, tarchiato e di colore nero, con zampe da elefante. No, non è un cavallo obeso e smettetela di fare body shaming, piuttosto pensateci: che animale vi ricorda? Esatto, è proprio un rinoceronte! (si, lo so che non ci siete arrivati, ma ve lo dico io così non vi sentite stupidi) Che all’epoca non sapevano cosa fosse e qualunque animale con un corno solo, visto da lontano, era un unicorno. E diciamo che vedere un rinoceronte da vicino non era molto facile visto che poi quello partiva alla carica e il povero malcapitato lo vedeva da fin troppo vicino. E poi non lo vedeva più.
Oltre a questo c’è da mettere in conto le malformazioni genetiche. In allevamenti e allo stato brado, non è raro che un cervo, un orice o addirittura una capra, nasca con una malformazione che impedisce alle corna di crescere correttamente, facendone sviluppare una sola al centro della testa o facendo si che le due corna crescano così ravvicinate da diventare uno solo.
Per quanto riguarda l’Alicorno invece, altro non era che una zanna di un narvalo. Cosa è un narvalo? Beh si tratta di un pescione a cui la zanna sinistra cresce così tanto da perforare il cranio e allungarsi all’esterno proprio come se fosse un corno. E questa zanna è esattamente quella descritta nei bestiari.
Zanne di narvalo, inventariate come Alicorni, sono state ritrovate nelle stanze delle Meraviglie di diversi aristocratici, ma appaiono anche tra i beni della regina Elisabetta I e del Papa.
Fidatevi, mio cugggino c'ha l'Unicorno in garage
Tutto il mondo è paese e per guadagnare due soldi, i mercanti medievali non esitavano a spacciare il corno del narvalo per quello di un unicorno, che veniva poi dato in dono a vari nobili, che lo immergevano nelle bevande prima di berle per essere sicuri che non fossero avvelenate.
C’erano nobili ancora più furbi che ci facevano direttamente le tazze, che in questo caso si attesta fossero prodotte dalle zanne dei trichechi o in avorio dalle zanne di elefanti. Insomma, sempre di zanne si tratta, ma non erano neanche narvali.
In ultimo c’è da dire che esisteva un fiorente mercato della polvere di corno di unicorno che no, non è la magica polverina di Pollon, ma normali ossa polverizzate che venivano spacciate come sostanza mistica. Che tanto il nobile di turno non aveva modo di sapere che fosse veramente polvere di corno di unicorno.
Oricuerno: la versione shiny
Questa versione spagnoleggiante dell’unicorno è in realtà una variante a sé stante e non solo un nome messo così, a caso. Appare in diverse leggende spagnole, anche con il nome di unigaso, alicornio o pegacornio… insomma, tutte fusioni tra unicorno, alicorno e pegaso. Viene descritto come un cavallo bianco con le zampe di daino, la coda da leone e la testa viola (che stile!). Non solo: ha gli occhi azzurri (che fa più figo), il corno ritorto al centro della fronte e delle piccole ali in cima agli zoccoli. Praticamente è un My Little Pony. Oltre a curare gli avvelenamenti, queste bestie hanno il potere di curare l’impotenza e, solo nel giorno di San Giovanni, trasformare le donne in uomini. Si, lui è una di quelle bestiole che supporta il movimento LGBTQ+ e vaffanculo ai bigotti retrogradi.
Al solito il suo corno guarisce dai veleni e purifica le acque. Per questo sembrava cosa buona e giusta farci delle croci e purificare i fiumi avvelenati da esseri malvagi come diavoli o streghe. La cosa divertente è che, in alcuni paesini di montagna come Leon e Palencia, si praticano ancora questi riti. Che non so quanto siano attendibili, ma vabbé, se a loro piace così…
Pare che a Branosera si racconti ancora la leggenda dell’acqua dell’Alicornio, che qui è dipinto come un feroce animale che poteva essere domato solo se una vergine gli offriva uno dei suoi seni (posso unirmi anche io? Eddai).
In ultimo appare citato in Cuentos populares españoles di Aurelio Espinosa, in cui una fanciulla si spaccia per un uomo (il motivo dipende dalle versioni: in una lo fa per essere un valoroso guerriero, in un’altra sta scappando dalla giustizia), mentre è sul momento di essere scoperta in quanto donna, riceve la visita dell’Oricuerno che le fa cambiare sesso. E i trans muti, che loro per cambiare sesso hanno bisogno di anni di terapie varie e delle operazioni. Mi pare tanto la versione cavallo di Emporio Ivankov di One Piece.
Scehda riassuntiva (seria)
Regione: India
Mitologia: Greca
Descrizione fisica:
- Cavallo bianco con un corno perlaceo a spirale al centro della fronte;
- Variante: Asino;
- Variante: Capra;
- Ha zoccoli bipartiti;
- Ha una barbetta sotto il mento;
- Ha zoccoli taglienti;
- Variante: Oricuerno
- Zoccoli di daino;
- Testa viola;
- Occhi azzurri;
- Coda di leone;
- Piccole ali in cima agli zoccoli;
Caratteristiche:
- Capace di uccidere con un calcio;
- L’alicorno è in grado di rendere le acque velenose potabili e guarire dai veleni;
- Associato alla purezza e alla verginità;
- In una variante simboleggia la resurrezione di Cristo (o proprio Cristo). Il suo corno rappresenta la verità del vangelo;
- Per catturarlo bisogna mandare una vergine per i boschi. Sarà l’unicorno ad avvicinarsi a lei per farsi ammansire;
- In una variante rappresenta la morte;
- In una variante è il destriero della morte;
- In una variante è associato alla lussuria;
- Variante: Oricuerno
- Cura dall’impotenza;
- Fa cambiare sesso solo nel giorno di San Giovanni;
Descrizione fisica:
- Unicornio (Spagnolo)
- Unicorn (Inglese)
- Variante Oricuerno:
- Pegacornio;
- Unigaso;
Fonti:
- Indika – Arriano, 100 ca.
- On the Nature of Animals
- Bibbia
- Fisiologo
- Leggenda Aurea – Iacopo da Vergine
- Bestiario di Leonardo da Vinci – Leonardo da Vinci
