• Articolo pubblicato:4 Ottobre 2021
  • Categoria dell'articolo:Altre leggende
  • Ultima modifica dell'articolo:4 Ottobre 2021

L’avete mai visto un cavallo umanoide d’acqua con la passione sfrenata per l’ingroppamento da competizione? No? E allora non conoscete il Glashtyn. Che poi, io mi lamento tanto della sequela di nomi che ogni mostro mitologico si ritrova, ma anche qui non scherziamo. Su Wikipedia (quella italiana), lo indicano come Alastyn, che sarebbe anche un nome più bello, ma non ho trovato fonti di nessun genere che lo attribuiscono come tale. E visto che di Wikipedia mi fido, ma solo fino a un certo punto, io lo continuo a chiamare Glashtyn.

L'uomo-cavallo degli isola dell'uomo

Secondo scrittori recenti, il Glashtyn sarebbe una creatura della mitologia fenodyree, ovvero quell’accozzaglia di credenze che si sono diffuse sull’Isola di Man. Che poi, Isola di Man? Che è questo sessismo? E dove sono le women? Io sincero in un’isola di soli uomini non ci vivrei. Anche perché conoscendoci, probabilmente puzzerebbe di scorregge e piscio.

Comunque in teoria il Glashtyn sarebbe considerato una sottospecie di goblin, anche se viene più facilmente associato a una versione dell’Isola di Man del Brownie. Che no, non è una grossa brioscina da mangiare a colazione, ma un’altra creatura mitologica, un misto mal riuscito tra un folletto e un goblin.

Il Glashtyn sarebbe quindi un cavallo d’acqua, che vive nei fiumi e nei laghi dell’isola, che di notte emerge, trasformandosi in un puledro, per ingroppare le giumente che incontra. E quelle non sono neanche consenzienti. Occasionalmente potrebbe però decidere di trasformarsi in essere umano e sedurre una giovane fanciulla sola, che poi trascinerebbe con sé nel fondo del lago, ritrasformandosi in cavallo e affogando la malcapitata. Tuttavia la perfetta trasformazione è rovinata dal fatto che non riesce a far sparire le orecchie da cavallo, che rimarrebbero ai lati della testa, sgamandolo così in maniera becera.

Maniaco per passione

Si, ho appena detto che il Glashtyn rapisce le donne sole. E si, lo fa diventando un umano con orecchie di cavallo. E tu, donna, se non ti rendi conto che l’uomo che hai davanti ha delle orecchie non umane, forse ti meritavi proprio di crepare. Semplice selezione naturale. C’è però da dire che la versione umana del Glashtyn viene descritta come un uomo bello e muscoloso, quindi magari qualche aspirante Cicciolina potrebbe comunque scegliere di ignorare le orecchie strane e darsi alla pazza gioia con l’uomo-cavallo, che magari le orecchie non sono l’unica cosa che gli è rimasta della forma equina. Oltretutto possiamo ipotizzare che secondo il mito il Glashtyn cercasse anche di violentarle, in quanto in più racconti si cita il fatto che sto Bojack Horseman dell’isola degli uomini strappasse a brandelli i vestiti delle donzelle che acchiappava.

Nelle Popular Tales of the West Highlands, orally collected di J. F. Campbell, viene raccontato un aneddoto secondo il quale una delle donne rapite dal Glashtyn riuscì a liberarsi dal rapimento quando questi si fermò a riposare. La donna strappò il suo stesso vestito, che la creatura usava per trascinarla, lo gettò via e scappò pronunciando parole incomprensibili. Sarà forse stata qualche bestemmia? Probabile. Magari stava aggettivando la mamma del Glashtyn con epiteti poco belli.

Secondo un altro racconto, riportato da Carl Roeder, un’altra donna si liberò dalla presa sfilandosi il cordoncino del grembiule dal quale il Glashtyn la stava trascinando e scappò via mezza nuda pronunciando le parole “Rumbyl, rumbyl, cha vel ayms agh yn sampyl” una frase di cui non conosciamo il significato e che potrebbe benissimo essere un lungo insulto ai deceduti del Glashtyn. Qualcosa che in italiano potremmo magari trasporre più facilmente con “Li mortacci tua”.

Nella fiaba Rooster’s crowing  in “The Glashtyn” all’interno dell’Encyclopedia of Fairies, si narra che una ragazza di nome Kirree Quayle, durante una notte in cui suo padre era fuori a pesca, decise di ospitare nella sua casetta un uomo affascinante. Quando si rese conto che il tipo così bello e muscoloso era in realtà un Glashtyn, sgamatissimo dalle orecchie proprio come quelle di un cavallo, cercò di temporeggiare in attesa dell’alba, momento in cui tutte le creature non umane erano costrette a ritirarsi. Il Glashtyn cercò di prendere la ragazza, offrendole anche una collana di perle, ma quella gli rispose un educatissimo “col cazzo”. Il Glashtyn, che come i veri maschi tossici, non accetta un “col cazzo” come risposta (e in generale non gradisce le risposte negative alle sue molestie) cercò di afferrarla, ma Kirree, buttò un urlo così forte che spaventò il loro gallo, che svegliandosi di soprassalto iniziò a cantare. Allora il Glashtyn scappò via temendo che stesse arrivando l’alba. E anche tu, Glashtyn, povero pirla, scappando non ti rendi conto che è ancora notte fonda? A quanto pare no.

Consonanti a caso per altri nomi

Come dicevo all’inizio, Wikipedia lo riporta in italiano come Alastyn. Facendo un po’ di ricerche in quel dell’internet ho capito che potrebbero effettivamente essere la stessa creatura mitologica visto che vivono nello stesso posto, fanno le stesse cose e hanno gli stessi poteri. Tuttavia dell’internet mi fido sempre meno di quanto non faccia della carta stampata e, tra le fonti cartacee, non ho trovato niente che si riferisse al Glashtyn come Alastyn. Però prendo coscienza dei miei limiti e magari sono io che non ho abbastanza fonti.

Tra gli altri nomi attribuiti al Glashtyn c’è anche cabyll-ushtey che appunto significa cavallo d’acqua nell’astrusa lingua che si parla sull’Isola di Man. Come ben si sa, tutti i paesi, dalla Germania in su, adorano mettere consonanti a cazzo nelle parole, così, giusto per complicarsi la vita. Ci sono storici che credono che il Glashtyn e il Cabyll-Ushtey siano due creature simili ma diverse, tuttavia a dirci che sono sostanzialmente la stessa cosa è Arthur William Moore, che era un archeologo nativo proprio dell’isola dell’uomo.

In ultimo altre varianti del nome sono: Glashtin, Glashtan o Glashan. E no, non confondete sta creatura con il Tarroo-Ushtey (il toro d’acqua) che poi si offendono tutti e due e vi mangiano.

Il perché del Glashtyn

Provare ad immaginare il perché sia nata questa creatura mitologica, non è facile. Infatti quelle che vedrete da adesso in avanti sono solo mie supposizioni, dovute alle fonti che ho letto e all’idea che mi sono fatto.

Anche se l’Isola di Man non ha fiumi importanti o particolarmente impetuosi, molti di loro hanno acque scure e poco limpide, anche grazie alle alghe che ricoprono la quasi totalità dei letti dei fiumi. River Dhoo o River Glass sono alcuni dei fiumi più famosi e i loro nomi arrivano proprio dai “colori delle loro acque“. Glass anticamente non significava vetro, ma verde, mentre Dhoo è l’antica parola per indicare il nero.

Viene da sé che fondali così imperscrutabili abbiano incuriosito e spaventato i nativi del posto (oltre che tutti gli altri colonizzatori che ci sono passati) abbastanza da crearci dei miti e delle leggende. Se poi associamo questo al fatto che nell’antichità i bagni non esistevano e che le donne dovevano andarsi a lavare proprio nei fiumi, magari finendo annegate per via dell’impetuosità degli stessi, allora si può immaginare che il ritrovamento di donne nude o mezze nude annegate, facesse nascere delle leggende. Magari quel cadavere, prima del ritrovamento, era anche stato la cena di qualche animale necrofago, che ne aveva lasciato giusto una carcassa poco riconoscibile et-voilà: un mostro attira le donne e le annega.

E perché proprio un cavallo? Forse anche qualcuna di quelle povere bestione è finita annegata mentre cercava di guadare il fiume, finendo poi per essere associata al mostro stesso. La trasformazione in umano credo sia una diretta conseguenza della “seduzione”, ovvero del pretesto (nella leggenda del tutto involontario) che ha costretto la donna a lasciare la sua casa, per dirigersi al fiume. E poi morire male.