• Articolo pubblicato:17 Dicembre 2020
  • Categoria dell'articolo:Bar
  • Ultima modifica dell'articolo:30 Giugno 2024

Da amante degli scacchi, non potevo non guardare questa miniserie, la Regina degli Scacchi, che consiglio vivamente anche a chi gli scacchi non sa cosa siano. Si rimane incantati dallo sguardo (da psicopatica?) di Elizabeth Harmon. Il corpo sensuale e sinuoso, pelle liscia e chioma rossa fluente, un vero e proprio schianto fisicamente parlando e anche in intelletto… Wow! Se fosse un personaggio reale, probabilmente avrei una cotta. Ma è troppo taciturna, poco spontanea e non sa relazionarsi con la gente… questo potrebbe farmela piacere di meno, ma poi si mordicchia le labbra e l’eros schizza alle stelle.

Per la Regina degli Scacchi andrà bene un caffè espresso doppio (per tenermi sveglio… la protagonista lo è, non voglio essere da meno), con un cucchiaino di miele, miscela arabica, in una tazzina di vetro a forma di torre. Così, giusto per rimanere in tema. No, non ho scelto la regina perché sarebbe stata troppo banale.

Bevo il primo sorso e mi sbrodolo tutto. Non avevo calcolato che i merli in cima alla tazzina a forma di torre, rendono difficile bere. Il gusto è al tempo stesso forte e delicato, con un restrogusto dolce e pungente dovuto al miele.

Nel vedere la miniserie di Netflix emerge fin da subito una cosa: c’è un senso di solitudine in tutto ciò. Elizabeth è solitaria, cresciuta in un orfanotrofio per ragazze dove aveva giusto l’indispensabile per vivere ed essere istruita.

E quando non sai che cazzo fare e cerchi disperatamente un modo per fuggire dalla realtà noiosa che ti circonda, ogni gioco è il benvenuto. Per l’Elizabeth Harmon di 9 anni, sono gli scacchi, scoperti grazie al custode dell’orfanotrofio, che giocava da solo in cantina. Mr. Shaibel è un uomo di poche parole (molto poche), il cui unico hobby è giocare a scacchi. Inutile dire che già dopo qualche lezione, la bella Elizabeth lo surclasserà abbastanza da farsi presentare a un circolo di scacchi per ragazzi.

Il perché del suo talento è presto detto: l’immaginazione e l’intelligenza di Elizabeth la portano a giocare mentalmente le partite, visualizzandole sul soffitto dell’orfanotrofio… una tecnica alquanto scomoda visto che la partita è sottosopra, ma a lei piace così.

Non voglio spoilerare oltre, ma sappiate che la Harmon continuerà a sviluppare il suo talento per gli scacchi (ma dai? Non c’ero arrivato solo leggendo il titolo… no, no) fino a conoscere Dudley Dursley… ok non proprio lui, ma l’attore che lo interpreta, che qui porta il nome di Henry Beltik.

Alle conoscenze maschili di Elizabeth (che dopo aver superato la pubertà, merita tantissimo) si aggiungono anche Townes, un giornalista e scacchista, e Benny Watts, un altro scacchista che sembra l’incrocio tra un cowboy di seconda mano e Neo di Matrix. Che ve lo dico a fare: lei bella e con problemi a rapportarsi con la gente, loro maschi, arrapati e scacchisti. Immaginate un po’ cosa succede.

Ma l’antagonista di tutto è Vasily Borgov, il campione mondiale di scacchi, di origine russa e con la parlantina più bloccata e impostata del pianeta. Dirà forse tre battute in tutta la serie, nel classico atteggiamento dell’uomo d’altri tempi dove la sola presenza incute timore. Di origine russa, forse sta zitto perché gioca in America e non sa un cazzo d’inglese.

Henry Beltik Elizabeth Harmon Regina degli Scacchi
Scacco! Ora togliti il reggiseno... ah non stiamo giocando a Strip Chess?

La Regina degli Scacchi ha partite belle

Bevo un altro sorso, questa volta sto attento e riesco a non buttare via niente. È stato difficile, ma ce l’ho fatta. “Yatta!” direbbe Light Yagami, ma io sono un dio modesto e non lo faccio.

Le partite della serie sono tutte state realmente giocate da campioni, anche se inserite con qualche variante. Almeno questo è quello che affermano i produttori e anche quello che ho avuto modo di vedere dai canali Youtube scacchistici che ho iniziato a seguire dopo aver visto la serie.

Vi consiglio di guardare l’analisi della partita della puntata finale, perché se sapete giocare a scacchi (basta anche sapere come si muovono i pezzi), è molto interessante da capire.

Ma di tutte le partite viste, quelle che ho apprezzato di più, forse, sono le partite mentali. Non sono vere e proprie partite, spesso si tratta di pezzi che si muovono troppo velocemente, ma fa capire immediatamente la velocità con cui la giovane Elizabeth calcola le mosse.

Ogni cosa è tratta da un libro

Bevo un altro sorso. È una sfida con me stesso non lasciar cadere nulla. Parlando del libro da cui è tratta la serie, ancora non ho avuto modo di leggerlo, ma credo lo farò. È stato scritto da Walter Tevis nel 1983 e, da quel che ho capito, è stato riproposto abbastanza fedelmente, soprattutto la parte delle varie dipendenze di Elizabeth.

Personaggi maschili Regina degli Scacchi
Sono tutti in attesa del risultato della finale... non avevano ancora inventato le dirette streaming

Qui ci sono spoiler

Bevo l’ultimo sorso, anche questa volta riesco a non sbrodolarmi, salvo un rivolo di caffè che mi scivola dal lato della bocca. Ma lo pulisco con un tovagliolo e va tutto bene.

Nel complesso la serie è un vero e proprio capolavoro, non c’è da stupirsi che sia diventato un fenomeno mondiale. Ti rapisce già dalla prima puntata e non vedi l’ora di scoprire come va a finire (anche se, diciamocelo, il titolo dice già tutto).

Iniziamo adesso con le considerazioni dovute al finale. Qui partono gli spoiler, saltate se avete voglia di leggere il libro o vedere la serie. Si parte tra 3… 2… 1… via!

L’ultima puntata è qualcosa di fenomenale. Non solo la partita con Borgov, ma anche tutto il resto, dalla morte del Signor Shaibel fino alla partita con l’ex campione mondiale (di cui non ricordo il nome, ma sembra tanto un musicista pazzo, il cui calore nella voce me lo ha fatto subito amare). La settima puntata la possiamo decretare come una fine perfetta, in cui in un modo o nell’altro, tutti i personaggi che sono apparsi nella serie tornano per fare un’ultima comparsata.

La telefonata che riceve Elizabeth dall’America nell’aggiornamento della finale, è praticamente come l’aiuto da casa di Chi Vuol Essere Milionario, ma permette a tutti i personaggi maschili di avere una conclusione. Tutti insieme. Veramente bello come stratagemma.

E a finale vinta, quando lei ormai ha il mondo in mano e potrebbe usare i milioni guadagnati per comprarsi dei sex toys, è bellissimo vederla vagare per Mosca, a piedi, da sola. Perché? Beh semplicemente perché il suo personaggio è quello: solitaria, egoista e imprevedibile. Abbandona la calca di fan e giornalisti per ritrovarsi sperduta, nei suoi pensieri, tra i vicoli di una città straniera di cui non conosce neanche la lingua.

E proprio vagando che trova un tenero gruppo di vecchietti che, seduti con tavoli e panchine in un viale, stanno giocando a scacchi. Sanno che è la campionessa e la invitano subito a giocare. E a vederla lì, seduta con degli anziani qualunque, torna in mente la piccola Elizabeth che giocava contro il Signor Shaibel. Perché non conoscerà il russo, ma c’è una lingua che conosce e con quella sa comunicare benissimo: gli scacchi.

Ora scusatemi, ma credo che poggerò questa tazzina su una mensola per lasciarla lì a prendere polvere e non usarla mai più. Odio buttare via del caffè, è una cosa che non perdono.