• Articolo pubblicato:9 Novembre 2020
  • Categoria dell'articolo:Altre leggende / Serraglio
  • Ultima modifica dell'articolo:17 Aprile 2024

Forse frutto di allucinazioni, forse di incubi, o forse gli antichi cileni si annoiavano tanto, ma fatto sta che esiste lui: l’Alicanto. Ok, magari come introduzione non è il massimo, ma non ci si può aspettare che uno sia sempre ispirato, giusto? Anche perché è un po’ difficile trovare qualcosa da dire per un pennuto incapace di volare e che si nutre di metallo. Cioé, compa’ che cazzo fai, il metallo fa male alla salute. Le basi proprio.

Alicanto miniera
Guardatelo lì, tutto bello tronfio sul suo cumulo d’oro. No, l’alicanto non custodisce oro, se lo mangia. Quindi è come se io fossi seduto su un cumulo di pizze. Un sogno!

Originario del Cile, più precisamente del deserto dell’Atacatama, l’alicanto è un mitologico uccello notturno che appare splendendo nell’oscurità. Per descrizione simile a un rapace, forse un’aquila, incrociato a una brutta copia di uno struzzo, è solito cibarsi di metalli preziosi allo stato grezzo. Gli alicanto che si cibano d’oro hanno il piumaggio dorato e quelli che si nutrono d’argento invece sono di uno splendido grigio metallizzato. Talvolta però le loro ali sono descritte come di color verde rame.

Insomma, l’alicanto altro non è che l’incrocio tra una Ferrari e Bep-Bep. Così cromato e luccicante che ti viene proprio voglia di lanciargli in faccia una pokeball come fosse un pokemon shiny, ma più brillante. Ha ampie ali splendenti ma… non sa volare.

Ma come, un uccello che non sa volare? Si, pinguini e polli sono uccelli, ma non volano. Stessa cosa l’alicanto. Per quanto sia simile a un rapace, leggende narrano che la sua incapacità di volare sia dovuta alla sua dieta metallica, che lo appesantirebbe troppo per potersi librare in volo. E grazie al cazzo, dico io, mi pare anche ovvio. Per questo motivo ha delle zampe posteriori sviluppate che gli permettono di correre veloce come un maratoneta sotto steroidi.

Immaginate uno struzzo, ma più bello, appena uscito dalla concessionaria, già lavato, lucidato, chiavi in mano. Più è a digiuno, più veloce riuscirà a correre.

Secondo il Mitos y leyendas de Chile gli alicanto farebbero i nidi all’interno di miniere ricche di metalli, vivendo in coppie: un maschio e una femmina. Il maschio è l’addetto alla creazione del nido, mentre la femmina depone e cova le uova fino alla schiusa. Ogni covata prevede sempre e solo due uova: una d’oro e l’altra d’argento.

Stalker, che passione!

Alicanto cammina
Stupido uccello, smettila di camminare sul cibo!

Leggende narrano che i minatori in grado di seguire un alicanto senza essere scoperti dall’uccello, siano riusciti a raggiungere miniere ricche di metalli preziosi o un entierro, uno dei tesori leggendari della mitologia cilena. Tuttavia se l’alicanto dovesse scoprire il suo inseguitore (e questi non è puro di cuore), spegnerà le ali brillanti, lasciando il minatore da solo e disperso nel deserto, in piena notte, fuggendo nell’oscurità.

Oltretutto se l’alicanto dovesse lasciarsi seguire da un minatore che non è puro di cuore, questo lo porterà fino a un crepaccio, lasciando che vi cada dentro proprio perché il povero disgraziato non riuscirà a vedere dove mette i piedi. Che comunque, fattelo dire alicanto mio, sei un po’ stronzo. Anche se, dobbiamo precisare, che se lo sfigato è puro di cuore allora avrà fortuna e troverà il tesoro.

Ne possiamo dedurre che l’alicanto non è uno di quelli facili da stalkerizzare e che reagisce anche male se ci provi. Ora come ora lo si potrebbe seguire sui social, ma non credo sarebbe la stessa cosa (me lo sto già immaginando come influencer di qualche roba costosa, tipo i rolex o le caldarroste).

Secondo una leggenda fu proprio un alicanto a condurre Juan Godoy verso gli affioramenti d’argento di Chanarcillo, dando il via alla corsa all’argento cilena. Che se gli americani erano impegnati nella corsa all’oro, i cileni non facevano gli schizzinosi e anche l’argento andava bene.

Il perché dell'Alicanto

Il perché dell’esistenza del mito si trova per via di un bias psicologico dell’essere umano. A nessuno di noi piace sprecare la propria vita e ogni persona sul pianeta vuole raggiungere quel senso di soddisfazione personale e orgoglio che si ottiene con un “Ce l’ho fatta!” E i pastori e minatori cileni non fanno differenza. Come giustamente spiega l’Enciclopedia moderna de Chile (che è lo stesso libro di prima, ma con un nome diverso), i pastori che vivevano, spesso soli, nel deserto dell’Atacatama, speravano un giorno di trovare un giacimento d’oro o argento e diventare ricchi, vedendo i loro sforzi pagati. La solitudine, la dura vita che affrontavano ogni giorno sarebbe terminata e sarebbero tornati nella società come dei vincenti, potendo avere tutto ciò che fino a quel momento avevano solo sognato.

E si sa, quando sei solo in mezzo al nulla, con la sola compagnia di qualche bestia, la speranza di trovare una guida che ti conduca facilmente alla ricchezza e a un velato senso di felicità, rimane l’ultima cosa a cui potersi aggrappare per andare avanti.

Triste come riflessione, ma la speranza è l’ultima a morire e spesso questo porta la mente a giocare dei brutti scherzi.

Scehda riassuntiva (seria)

Regione: Cile
Habitat: Deserto dell’Atacama
Mitologia: Cilena
Descrizione fisica:

  • Simile a uno struzzo, ma con i lineamenti di un rapace;
  • Ha ampie ali;
  • Dal piumaggio dorato o argentato in base al tipo di nutrimento, occasionalmente con ali verde rame;
  • Ha zampe robuste e sviluppate;

Caratteristiche:

  • Vive di notte;
  • Splende nell’oscurità a comando;
  • Si ciba di oro e argento;
  • Non sa volare;
  • Corre veloce;
  • Fa i nidi in miniere ricche di venature di metalli preziosi;
  • Vive in coppia, il maschio crea il nido e la femmina depone le uova e le cova;
    • Ogni covata è composta sempre da due uova, una d’oro e l’altra d’argento;
  • Conduce i minatori non puri di cuore ai crepacci in modo che ci cadano dentro;

Fonti:

  • Book of Imaginary Beings – Jorge Luis Borges, 1974
  • Historia de Chile – vari autori, 1995;
  • Mitos y leyendas de Chile – autore sconosciuto;
  • Mitos de Chile: Enciclopedia de seres, apariciones y encantos – Sonia Aguirre, 2015;
  • Mitos y supersticiones recogidos de la tradición oral chilena – Julio Cifuentes, 1915;