Ehi, avete mai provato a prendere un videogioco famoso, un film famoso e a fonderli insieme? Che ne so, se prendessimo ad esempio American Pie e Final Fantasy X e li fondessimo insieme, cosa ne verrebbe fuori? Magari sarebbe un JRPG dove i personaggi sono tutti arrapati e possono evocare torte di mele giganti. Se dovesse succedere, voglio i diritti di questa cafonata. Ma non succederà mai, non si possono fondere film e videogiochi, vero Dino Crisis?
Eh si, Dino Crisis, un gioco che da ragazzino ho amato alla follia, altro non è che una fusione neanche troppo celata, tra Resident Evil e Jurassik Park. Ma non ditelo al suo creatore, Shinji Mikami, che poi si offende. Quando all’epoca uscì per Playstation, Dino Crisis venne etichettato come il Resident Evil con i dinosauri e un po’ mi dispiace, anche se non si va così lontano dalla verità.
Se lo chiedete a Mikami infatti, Dino Crisis non è un survival horror, come i primi Resident Evil, ma lui lo definisce un survival panic, un gioco in cui più che la paura a farla da padrone è l’adrenalina.
Sommario
Ibis Island
Che ci fa mezza giungla del paleozoico su un’isola sperduta? Questa è la domanda con cui Regina Hall, spia dell’organizzazione SORT (nono, non c’è alcuna ispirazione alla STARS, lo giuro), viene mandata a investigare. Oltre che a recuperare i dati delle ricerche che il Dottor Kirk sta conducendo sull’isola e ad arrestarlo… inutile dire che quello che importa al SORT non è tanto la giungla o il Dottor Kirk, ma i suoi dati.
Non serve un genio per capire che, se mandi tre soldati su un’isola con una giungla, tutti soli e senza supporto, le possibilità che ne escano vivi sono piuttosto basse. Men che meno che riescano a portare a termine la missione. Eppure ecco che la SORT non indugia un secondo a spedire Regina, Tom e Rick.
Purtroppo per il trio, un gruppo di dinosauri aveva prenotato una degustazione proprio sull’isola e, da quel che vedono al loro arrivo, pare che abbiano già iniziato a spizzicare gli antipasti. Troveranno infatti i cadaveri mezzi mangiunchiatti degli operatori del laboratorio e, anziché scappar via come farebbe una qualunque persona sana di mente, decidono di proseguire per capire cosa sta succedendo.
Procedendo nella trama, l’unico obbiettivo di Regina sarà quello di abbandonare l’isola, in qualunque modo, anche perché diventare il prossimo piatto sul menù non sembra una bella idea. Oltre a questo scoprono anche che i dinosauri non sono stati portati sull’isola, bensì per colpa di un’anomalia temporale, una parte dell’isola si è scambiata con la sua versione giurassica, tirandosi dietro anche i dinosauri.
Edward City
Alla fine del primo Dino Crisis, Regina si era salvata per il rotto della cuffia e ha visto morire tanta di quella gente che si ritrova con più traumi di un veterano della seconda guerra mondiale. Quindi nel momento in cui un gigantesco centro di ricerca sulla Terza Energia (la stessa che aveva causato l’anomalia temporale) viene improvvisamente rimpiazzato da una giunga preistorica, la SORT pensa bene di rimandarla in mezzo al suo inferno personale. E lei sembra anche felice della cosa.
Questa volta però non sarà sola: ad aiutarla c’è Dylan, un secondo personaggio giocante con il quale potremo portare avanti alcuni pezzi della trama. I due sono affiancati anche dai soldati della TRAT (a Mikami piacciono gli acronimi), forse perché finalmente la SORT ha capito che mandare solo un paio di persone poteva non essere una mossa intelligente.
Ma colpo di scena, già ad inizio gioco, i soldati sono subito diventati tutti carne da macello per dinosauri e Regina è di nuovo al centro della scena, nella vana speranza di capire cosa sia successo questa volta. E qua partono le seghe mentali di trama che fanno apprezzare tanto il gioco.
Si viene a scoprire che per lavorare in pace, gli scienziati hanno ben pensato di spostare i dinosauri tre milioni di anni nel futuro, ultimare le loro ricerche sull’energia e poi riportarli alla loro epoca, per farli estinguere tutti come ci insegna la storia.
Ma niente va mai come previsto. Nel corso della trama scopriamo dell’esistenza dei sopravvissuti di Edward City, che altro non sono che dei bambini rimasti imprigionati nelle capsule in cui avrebbero dovuto dormire i dinosauri e che, per questo, ora che sono cresciuti sono dalla parte dei rettili. Se la cosa vi sembra un po’ forzata… beh, lo è.
Per fortuna, grazie a un wormhole, tutto torna alla normalità, anche se Regina è sempre l’unica sopravvissuta di questi eventi. Certo, per come ve l’ho spiegata io la trama sembra inutilmente complicata e forse lo è, ma parliamo di un gioco che ho giocato e finito nel lontano boh… 2002? Potrei effettivamente essermi dimenticato qualcosa per strada. Anzi, sicuramente ho dimenticato qualcosa per strada. Vi straconsiglio di giocare Dino Crisis 2, è veramente bello!
Dino Crisis 3
So che esiste un Dino Crisis 3, uscito per Xbox, un bel po’ di tempo fa. Purtroppo in vita mia non ho mai avuto una Xbox e non ho modo al momento di giocarlo, quindi non posso dare un parere sulla cosa. Ho fatto qualche ricerca per curiosità e tutti i recensori, sia famosi che sconosciuti, ne parlano abbastanza male, con i dinosauri finiti nello spazio e tutta la trama ambientata su una stazione spaziale. Se dovessi mettere le mani su Dino Crisis 3, sicuramente tornerò qui a parlarne.
Conclusione
Ho amato la saga di Dino Crisis e, come Tombi o Medievil, vorrei giocare un seguito degno di questo nome. Un giorno sarò così schifosamente ricco da pagare una software house per tirare fuori il seguito dei miei sogni da ogni saga di cui sento la mancanza. Perché si, sono un trentenne che per queste cazzate è nostalgico. Ma sono anche povero.
Fonti
Per approfondire: Wiki inglese
