• Articolo pubblicato:1 Febbraio 2021
  • Categoria dell'articolo:Universi
  • Ultima modifica dell'articolo:4 Luglio 2024

Quando c’è il nome di Matt Groening su una serie animata, c’è da fidarsi che sarà un capolavoro. Ho adorato i Simpson, amato Futurama e mi sta piacendo un sacco Disincanto.

Lo stile dei disegni, la caratterizzazione dei personaggi e la riproposizione degli stessi luoghi sono una firma dell’ormai famoso… fumettista? Cioè, come si chiamano quelli che fanno cartoon? Cartonisti? Boh non ne ho idea, ma lo stile è proprio il suo. Tuttavia qui c’è una bellissima novità (per roba fatta da Matt Groening): ogni serie è composta da dieci episodi, legati dallo sviluppo di una trama che inizia e finisce con la stagione, lasciando spazio a seguiti. Non più quindi il classico stereotipo da sitcom che a fine puntata lascia tutto come prima, bensì una serie i cui personaggi si evolvono vivendola.

E comunque essendo io un giocatore di Magic, se leggo Disenchant penso a questa carta. Non ci posso fare niente.

La protagonista della storia è Tiabeanie, una principessa che di regale non ha neanche il nome visto che l’abbreviano tutti in Bean (fagiolo in inglese, per chi non sa un cazzo). È alcolizzata, fuma, si droga e fa rissa all’osteria tutte le sere. Una principessa modello insomma, anche perché esce le tette già nei primi tre minuti del primo episodio. Delicatissima (cit.).

Ha un carattere forte e risoluto, non si fa problemi a fare roba schifosa come nuotare nelle fogne e non si lava. Ovviamente odia tutto ciò che le viene imposto, proprio come un’adolescente qualunque e puzza, proprio come un’adolescente qualunque.

Suo padre, re Zog, è sposato con la regina Oona, che no, non è la regina degli spiritelli di Magic, ma una donna salamandra dalla quale ha avuto un figlio scemo: il principe Derek. La madre, la regina Dagmar, per quanto Bean ne sa, è morta.

Ad accompagnare Tiabeanie nelle sue avventure c’è anche Elfo, che si, è un elfo di nome Elfo, che adora essere maltrattato in tutti i modi, sia fisici che emotivi, ma lui non lo sa ancora. Vi dico solo che nella terza stagione cerca di farsi sculacciare dal timone di una nave. In quanto elfo viene malvisto da praticamente tutta la popolazione, che lo odia solo perché è piccolo, basso e verde. Per lo stile estetico, diciamo che Matt Groening ha riciclato un po’ il look di Bart Simpson.

A terminare il trio c’è Luci, un demone mandato dall’inferno sulla terra per essere il demonietto personale di Tiabeanie e condurla all’inferno al momento giusto. È cinico e distaccato, soprattutto nella prima stagione, ma finirà con l’affezionarsi tanto a Bean, quanto a Elfo. Ha le sembianze di un gatto (stilizzato male) ed è un demone di basso livello, quindi non ha le ali. Oltretutto in quanto demone è immortale e immune al fuoco.

Dreamland: la terra dove sognerete di non vivere mai!

Questo è il regno magico in cui sono ambientate la gran parte delle puntate. È il classico regno fantasy medievale, con castelli, capanne e poveri da maltrattare. Il paesino alla base del castello ha anche una locanda, che funziona più da osteria in quanto Dreamland è pieno di ubriaconi, ma non ci va mai nessuno in visita.

Come già detto è governato da Zog e Oona, con il principe Derek come diretto successore. A completare il quadretto appaiono anche un giullare, Sorcerio, il mago di corte e Odval, il primo ministro del regno. Sostanzialmente il regno lo governa lui visto che il re è un Robert Baratheon in versione ancora più stupida e che non ha idea neanche di dove sia il regno che amministra.

Non accettare caramelle da Elfwood

Questo è il regno degli elfi, pieno di cose zuccherose e caramellose e dove tutti sono felici. Sempre. Se sei triste, ti condannano a morte. Più o meno la fine che sta per fare il nostro Elfo prima di scappare verso Dreamland e conoscere Bean. E tutto solo perché ha strappato una mezza scopata a Kissy, un’altra elfa del regno.

Gli elfi in questo mondo sono più simili a degli gnomi incrociati con i puffi. Sono bassi, hanno la pelle verde o grigia, occhi grandi e un cappello a punta. Come già detto, producono dolciumi magici nella loro fabbrica, che poi rivendono ai regni vicini. Sembra la Fabbrica di Cioccolato, ma senza Jhonny Depp.

Trio disincanto
Quel vestito si adatta proprio alla sua personalità regale!

Inferno: qui il caldo è gratis!

Questo romantico e caloroso posto è la patria di Luci. Qui ci finiscono le anime dei dannati dopo la morte, dove vengono torturate all’infinito facendoli rivivere il momento più triste della loro vita.

I demoni dell’inferno si dividono in ranghi e pare che il nostro Luci sia un po’ troppo basso di livello, perché solo chi arriva ai piani alti ha il diritto di avere le ali e una forma realmente demoniaca. I demoni sono immortali e immuni al fuoco.

Pare che ci sia anche un asilo per le anime dei bambini cattivi, a cui Luci dice di aver insegnato per 90 anni.

I fumi di Steamland

Esistono altri regni oltre a Dreamland, tutti con il suffisso “-land” a quanto pare, ma evoluti per vie traverse. Steamland è il regno della tecnologia che sta sotto il governo di Gordy. È una terra ispirata allo steampunk, con tecnologia moderna ma in versione medievaleggiante. Hanno anche delle moto fatte con delle lamiere.

Pare che il regno si sia evoluto così dopo che il primo cavernicolo scoprì una caverna con dei vapori. Dopo aver capito che i vapori rilassavano, chiamò altri cavernicoli per farci casa e rilassarsi insieme. Qui la magia non è conosciuta, ma il loro capo sa che esiste.

Disincanto il resto della corte
Il resto della corte. Ognuno di loro è... è... particolare

Conclusione

Disincanto a parer mio è la serie di svolta di Matt Groening, che dal genere sitcom demenziale è passato a un demenziale paradossalmente più serio che tuttavia non manca di criticare velatamente il mondo odierno, con battute piccanti che possiamo capire soltanto noi spettatori. Veramente da vedere, consigliatissima. La trovate su Netflix, anche perché è una sua produzione originale.

Per approfondire: Wiki inglese