• Articolo pubblicato:3 Maggio 2021
  • Categoria dell'articolo:Altre leggende / Serraglio
  • Ultima modifica dell'articolo:16 Aprile 2024

Afanc, il mostro mitologico che sembra più un insulto con la lingua inceppata che altro, è un mito dall’identità molto confusa. Esattamente come la mitologia britannica dalla quale deriva, in cui viene descritto in così tanti modi diversi che si stenta a credere che si stia parlando della stessa bestia. La sua descrizione spazia dal mostro gigantesco che abita in caverne sottomarine alla bestiolina brutta di fiume che si fa coccolare dalle paesane smaliziate come fosse un gattino che fa le fusa. Il problema era che a ogni suo “phhrrr” corrispondeva un terremoto.

Afanc versione coccodrillo Omniverse
Una versione più… coccodrillesca

I più attenti di voi sicuramente si saranno resi conto che ancora non ho risposto alla domanda che da qualche secondo aleggia nella vostra mente: che cazz’è un Afanc? Bravi, il 99% dei lettori di questo articolo generalmente si è perso già nell’introduzione e non è arrivato a questo punto. Fatevi pat-pat sulla spalla da soli perché siete dei fottuti eroi. Comunque, secondo il mito che ci arriva dall’inglesia, in particolare dal Galles, l’Afanc sarebbe un mostro lacustre pronto a predare tutti i poveri malcapitati che avevano la geniale idea di nuotare nelle acque del suo lago. Lago che fondamentalmente era casa sua e in cui abitava abusivamente senza neanche pagare l’IMU.

Viene descritto principalmente come un coccodrillo mostruoso (e gigante) o come un castoro mostruoso (e gigante). Insomma è di base un essere brutto, cattivo e gigante. In altre descrizione appare indicato come fosse un demone, mentre in altre ancora si parla addirittura di un nano. E no, non mi sto riferendo al nano tipico del fantasy, con la barba lunga e la passione per i cunicoli nelle montagne, ma di quello celtico, che era più uno spirito maligno. Perché si, la mitologia britannica eredita molto da quella celtica, ma separiamole che sono due cose diverse.

Peredur e il sasso magico

Il mito dell’Afanc viene citato in particolar modo nel Mabinogion, una raccolta di testi in prosa che narravano di storie dell’alto medioevo gallese, con reminescenze mitologiche risalenti a storie che arrivavano indietro fino all’età del ferro. In quest’opera appare un personaggio, Peredur, figlio di Efrawg, un aspirante eroe che viaggiava in cerca di mostri da uccidere e villaggi da salvare, così da diventare famoso.

Secondo il racconto Addanc of the Lake l’Afanc viveva in una caverna nei pressi di un castello chiamato “Palace of the Sons of the King of the Torture”, un nome lungo e prolisso che potremmo tradurre come il Palazzo dei figli del re delle torture. Che già come nome del proprio castello, non è che sia il massimo, anche perché non si capisce se la dimoria sia di proprietà dei figli o del re; boh. Tornando a noi: qui dimorava un re e i suoi tre figli, che ogni giorno andavano a caccia dell’Afanc, finendo inevitabilmente uccisi. Ma le ancelle del palazzo, non si capisce bene con quale magia, riportavano in vita i tre al termine della giornata, in modo tale che potessero tornare a caccia il giorno dopo. Un giorno al palazzo arrivò Peredur, che venuto a conoscenza del mostro, chiese ai tre di cavalcare con loro per aiutarli a ucciderlo, ma questi rifiutarono perché sapevano che poi le ancelle non lo avrebbero riportato in vita.

Peredur, testardo, decise quindi di partire alla volta della caverna tutto da solo, ma per strada incontrò una vergine che gli predisse il futuro. La ragazza avvisò Peredur che sarebbe morto per mano dell’Afanc, in quanto si poteva rendere invisibile e attaccava lanciando dardi avvelenati. La fanciulla, che si rivelò poi essere la regina di Costantinopoli (così, de botto, senza senso), donò a Peredur un’adder stone (letteralmente “pietra vipera”), ovvero una pietra magica in grado di rendere l’Afanc visibile. Armato del magico sasso, il nostro eroe si avventurò nella caverna,  riuscendo a trafiggere il mostro e decapitarlo.

Una variante per ogni gusto

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Sta versione è proprio brutta

La versione del mito più famosa racconta di come l’Afanc fosse causa di disastri e inondazioni in tutto il Galles, distruggendo villaggi, annegando persone e trasformando le capanne di fango e merda della popolazione in orribili piscine. In una prima variante a porre fine a tutto questo fu una fanciulla che cullò la bestia sul suo grembo (e questo già esclude che fosse gigante), lasciando che si addormentasse coccolato e cullato dal corpo della ragazza. Povero Afanc, anche lui si vede che aveva bisogno d’affetto (l’immagine nella scheda iun fondo all’articolo riprende questa scena). I compaesani, dopo essersi resi conto che nessuna delle loro armi era riuscita a scalfire la pelle del mostro (e neanche a svegliarlo), decisero che lo avrebbero gettato dove non avrebbe più potuto far del male a nessuno e lo incatenarono. L’Afanc però, a cui il BDSM non piaceva, svegliandosi e dimenandosi dalla rabbia uccise la poveretta, anche se in un’altra variante la gnocca sopravvisse, ma ci rimise una delle tette. Venne poi gettato, incaprettato come un quarto di bue, nel lago Cwm Ffynnon (perché i nomi con le vocali sono troppo mainstream). Secondo un’altra versione, il bidone del riciclo per Afanc pare fosse invece il Lago Glaslyn.

Secondo un’altra variante, raccontata da Edward Williams (uno scrittore imbroglione che nonostante fosse nato a metà del 1700, si autodefiniva un bardo con il nome di Iolo Morganwg), le scosse provocate dall’Afanc generarono inondazioni tali da allagare tutta la Gran Bretagna, uccidendo tutti tranne due persone: Dwyfan e Dwyfach, antenati di Pryderi, un altro eroe presente nel Mabinogion.

Secondo una terza variante, l’Afanc era molto potente in acqua, ma totalmente inerme una volta giunto sulla terraferma. Venne infatti trascinato a riva dai buoi dalle lunghe corna di Hu Gadarn e poi ucciso dai suoi compaesani a colpi di mazzate e bestemmie. Sempre secondo questa versione, il tutto accadrebbe sulle rive del Llyn Llion che secondo l’Oxford Reference, potrebbe essere accreditato come l’attuale Lago di Bala, nel nord del Galles. Una versione precedente di questa variante ci dice invece che i buoi lo hanno scacciato fino a farlo arrivare nel Llyn Ffynnon Las (Lake of the Blue Fountain), un lago le cui rive erano scogliere così alte da impedirgli di scappare.

In ultimo, secondo l’ennesima variante arrivata dopo l’era del ciclo arturiano, l’Afanc sarebbe stato sconfitto da Re Artù in persona che, nell’uccidere la creatura trascinandola a riva, pare abbia lasciato l’impronta dello zoccolo del suo cavallo, Llamrei, su una roccia. Questa roccia è ancora oggi visitabile e si trova sulle rive del Lago Bearded, nel parco nazionale di Snowdonia, con incise le parole: “Carn March Arthur” ovvero “Roccia del cavallo di Artù”.

Afanc Merlin 2
In Merlin, per attaccare si alza in piedi. Non saprei Rick, mi sembra falso

In fondo al lago

Identificare una vera e propria casa per l’Afanc è un po’ difficile in quanto sembra presente in più pozzanghere del Galles. Tra i laghi in cui si è attribuita la presenza dell’Afanc c’è anche il Lago di Llangorse, in cui si dice che l’Afanc avesse addirittura un nome proprio: Gorsey. Lo sappiamo grazie a un poema cantato da Lewys Glyn Cothi, un bardo del 1400. A questi rilistiamo poi il Lago di Bala, il Lyn Lion, il Lago Barfog, ma si trovano tracce del mito anche nel fiume Conwy. Devo poi citare per forza anche il Llyn-yr-Afanc, un lago nell’area Betws-y-Coed del Galles, il cui nome significa letteralmente “piscina dell’Afanc“. Roba che lui, che è un mostro fluviale senza stipendio c’ha la casa con piscina e voi noi. E neanche io. Siamo tutti più sfigati dell’Afanc, rendiamoci conto. In ultimo, secondo alcune leggende di Glaslyn, pare che quel lago fosse proprio l’ultima dimora del mostro. Ah, altra cosa che quasi dimenticavo: vista la presenza di leggende dell’Afanc nella mitologia di buona parte dei laghi, c’è chi lo vorrebbe come radice alla base della leggenda del Mostro di Loch Ness.

E non è tutto. Esiste anche una tomba che porta il nome dell’Afanc, chiamata “Bedd yr Afanc Burial Chamber” e che è, perlappunto, una camera funeraria scavata nella pietra. Venne rinvenuta nell’area di Eglwyswrw nel 1939 e pare risalire al neolitico. Non ho assolutamente idea del perché il suo scopritore gli abbia dato questo nome, ma se volete approfondire, andate qui.

Anagrafe confusa

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Una versione castorosa che pare incazzato quanto un bodybuilder a cui hanno tolto le proteine

Afanc è il nome più comune con cui è conosciuto il mostro ed è anche quello presente nell’attuale gallese. Tuttavia appare come Avanc nel Libro Rosso (no, non è un libro sul comunismo) di Hergest e come Addanc (o Adanc) nel Libro bianco di Rhydderch. Si, ai gallesi si vede che piacevano i libri colorati. Il nome attuale è comunque un derivato di abankos, un termine proto-celtico che significa mostro marino, che a sua volta proviene delle parole “avank” o “abhac” (la prima arriva dal bretone, la seconda dall’irlandese) che significano “nano” e dalla parola “abu” che significa “fiume”. Letteralmente quindi: mostro marino di fiume. Curiosamente, il termine afanc ha anche un plurale: “afancod“, perché le disgrazie non vengono mai da sole. Visti tutti sti derivati, l’afanc è anche accreditato come Abhac (si, proprio la stessa parola di prima), Abac e come Addane o Addone (che sembra tipo la versione più chad).

Il perché dell'Afanc

Perché esista il mito dell’Afanc è presto detto: gli antichi gallesi, che come ogni civiltà avevano costruito le proprie case vicino alle fonti d’acqua, si ritrovavano periodicamente soggetti ad allagamenti ed esondazioni dei fiumi anche per colpa delle tante piogge che caratterizzano la zona. Se a questo si somma che all’epoca la zona era anche soggetta a lievi terremoti, ecco che il mito inizia a prendere forma. Alla ricetta aggiungiamo che coccodrilli e castori fossero le bestie più comuni di quelle acque e SBAM, ecco il mito bello e pronto. Come per molti altri miti, alla fine gli antichi gallesi altro non facevano che dare un volto (in questo caso mostruoso) a fenomeni naturali che non sapevano spiegarsi.

Scehda riassuntiva (seria)

Regione: Galles
Habitat: Laghi e fiumi
Mitologia: Britannica
Descrizione fisica:

  • Castoro gigante;
    • Variante: coccodrillo gigante;
    • Variante: demone;
    • Variante: nano;
    • Variante: combinazione tra le precedenti;

Caratteristiche:

  • Sa diventare invisibile;
  • Attacca lanciando dardi avvelenati;
  • Capace di provocare piccoli terremoti e maremoti;
  • Totalmente inerme sulla terraferma;
  • Molto forte in acqua;

Varianti etimologiche:

  • Abac
  • Abhac
  • Adanc
  • Addanc
  • Addane
  • Addone
  • Afancod (plurale di Afanc)
  • Avanc
  • Gorsey (nome proprio di un singolo esemplare)
Afanc e la vergine
Buonanotte fiorellino

Fonti: