Nello scrivere gli articoli su tutte queste creature mitologiche, mi sono reso conto di una cosa: alla gente piace dare nomi alle cose. Fin troppi. Ho scherzato della quantità di nomi che ha l’Uccello del Tuono, così come l’ho fatto per i nomi del Garuda, ma anche Mishipeshu non scherza. Certo, ad avere un nome così, probabilmente pure io avrei deciso di trovarmene un altro… uno qualunque, basta che non dia l’idea di essere un pesce morto. Ma vabbé, i miti dei pellerossa sono tutti così: confusi e con un sacco di nomi diversi che si riferiscono alla stessa cosa.

Del Mishipeshu sappiamo che viene anche chiamato la Pantera Sottomarina. Questo perché abita l’Isola di Michipicoten, nel Lago Superiore di una regione chiamata i Grandi Laghi, in America. Si, i nativi americani inventano dodici nomi assurdi per i loro mostri mitologici, ma non avevano nessuna fantasia in quanto a nomi geografici.

Sappiamo che viene descritto come un mostro dal corpo di un grande felino, tipo lince o puma, ricoperto da scaglie e con una serie di spuntoni sulla schiena, che si prolungano su tutto il dorso fino ad arrivare alla punta della coda. Quest’ultima è molto allungata, quasi serpentina, lunga più di tutto il resto del corpo. A seconda delle versioni ha le corna di un bisonte o di un cervo e tra le sue scaglie è possibile trovare anche delle piume. Il suo verso ricorda il fruscio delle rapide delle cascate.

Nel mito è l’eterno rivale dell’Uccello del Tuono, con il quale ingaggia costantemente battaglia in quanto rappresentano due elementi contrastanti molto netti. Il Thunderbird è il sovrano dell’aria, mentre invece il Mishipeshu è il re (o regina) incontrastato sia del sottosuolo che dell’ambiente sottomarino.

Mishipeshu pittura rupestre
Stranamente dettagliata per essere una pittura ruprestre. Chi l'ha fatta doveva essere il pittore scelto della tribù

Non toccate il suo rame!

Sebbene in alcune tradizioni risulti essere una creatura benevola e protettiva, la maggioranza delle fonti lo descrive come un portatore di sfortuna e morte. Che poi, sostanzialmente, sappiamo tutti che si muore di sfiga… e che sostanzialmente sono le morti più stupide.

Secondo le leggende prima di navigare un lago, i nativi americani facevano dei sacrifici per placare il Mishipeshu, così da poter andare in canoa tranquilli, senza preoccuparsi di onde anomale, tempeste e quella fastidiosa pioggerellina che non è proprio pioggia, ma comunque è così sottile e costante da rompere il cazzo.

In quanto guardiano del sottosuolo, pare il Mishipeshu fosse particolarmente affezionato al suo rame. I nativi americani lo estraevano, ma essendo un popolo che non viaggiava, rimanevano in zona e questo al Mishipeshu andava bene. Poi però arrivarono i cattolici, che come vandali che vanno a spiantare i circuiti elettrici dalle case disabitate, hanno iniziato a fottersi tutto il rame, persino dall’Isola di Michipicoten. Minare il rame su quell’isola era considerato sacrilego dai pellerossa, in quanto era come rubare in casa del mostro stesso.

Nomi, nomignoli e soprannomi

Quando ce ne sono così tanti, ormai lo avete capito che faccio un paragrafo apposito. Partiamo col fatto che è soprannominato sia la “pantera sottomarina” che la “grande lince”, ma anche la “favolosa pantera notturna” (tradotta da Gichi-anami’e-bizhiw e Gitche-anahmi-bezheu), il “grande gatto selvaggio sotterraneo” e il “grande gatto selvaggio sottomarino”. Ok, con i soprannomi abbiamo finito, passiamo alle varianti del nome Mishipeshu.

Viene infatti accreditato come Mishibizhiw, Mishipizhiw, Mishipizheu, Mishupishu, Mishepishu, Michipeshu e Mishibijiw, a seconda della popolazione pellerossa che lo nominava.

Mishipeshu Grimm
Il Mishipeshu di Grimm è umanoide e anche un po' troppo fisicato per essere uno spirito

Il perché del Mishipeshu

Riflettiamo un attimo e cerchiamo di capire: perché esiste il mito del Mishipeshu? Beh, io credo che esista per due motivi principali. Il primo è una sorta di equilibrio; l’essere umano vive nell’equilibrio e ne sente il bisogno, quindi a contrastare un mito come quello dell’Uccello del Tuono, serviva necessariamente un altro mito altrettanto potente. Un po’ come Dio con Satana, Harry Potter con Voldemort o la pizza col sushi.

Il secondo motivo è l’ignoranza del sottosuolo e dell’ambiente sottomarino. In entrambi i casi l’oscurità impedisce di capire cosa si cela sul fondo, un buio incomprensibile che può nascondere qualunque cosa… anche una pantera sottomarina. Se nella mitologia greca siamo abituati a vedere il sottosuolo associato all’oro (come il dio Pluto), i nativi americani, che nella loro zona avevano soltanto il rame, lo hanno presto associato ad esso.

Il perché della sua forma è invece riconducibile a quella che è la fauna della zona: il corpo da puma, la coda serpentina e le corna da bufalo altro non sono che parti di animali, marini e terrestri, che per l’uomo potevano rappresentare un pericolo. In poche parole, sia nell’aspetto che nella filosofia, il Mishipeshu incarna tutte quelle che erano le paure dei nativi americani.